Zaccaria

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G. Rinaldi

Il profeta Zaccaria, di famiglia sacerdotale ( 1,1 nota ), cominciò il ministero profetico nel novembre del 520 a. C., poco dopo Aggeo ( 1,1 ).

Ambedue i profeti si sono occupati della ricostruzione del tempio ( Esd 5,1 e Esd 6,14 ).

A questo scopo in realtà si volgono le visioni, che occupano i primi 6 cc. e gli oracoli dei due cc. 7 e 8.

Sembra che dallo stesso giorno del novembre 520 siano datate tutte le visioni; un'altra data è dicembre 518 della profezia di 7,1ss

Lo Zaccaria, figlio di Barachia che fu ucciso nel cortile del tempio ( Mt 23,35 ) è probabilmente l'omonimo figlio di Joiada ( 2 Cr 24,20s ), non il profeta.

Il libro di Zaccaria è il più esteso dei profeti minori: comprende 14 cc.

Esso contiene, dopo un'introduzione parenetica ( 1,1-6 ), la relazione di otto visioni ( 1,7-6,8 ), di una azione simbolica, l'incoronazione del sommo sacerdote Giosuè ( 6,9-15 ) e vari insegnamenti in relazione a un quesito che certi pii Giudei ( particolarmente della città di Bethel ) rivolgono alle autorità sacerdotali di Gerusalemme, per sapere come regolarsi a proposito di una pratica di digiuno ( cc. 7-8 ).

Il contenuto di questi cc. ha uno stile tendenzialmente diffuso, minuzioso, ma in brani dal disegno narrativo o espositivo ampio, completo nei particolari e tutto proteso a fatti concreti della vita della comunità giudaica che si era ricostituita a Gerusalemme con il ritorno.

Tutt'altro carattere hanno i brani che costituiscono i cc. 9-14, che vengono da tutti i commentatori designati come seconda parte del libro.

Sono in genere pezzetti più brevi, se si fa eccezione della celebre allegoria dei due pastori ( c. 11 ), accostati con criteri vari, talvolta a gruppi di tre o quattro per somiglianza di argomento, a volte per puro richiamo esterno di qualche espressione o frase simile.

E sopratutto i brani di questi cc. sono diversi da quelli dei cc. 1-8 per ispirazione e contenuto: completamente volti all'annuncio dell'era escatologica, nei suoi aspetti terrificanti di guerre, malanni, distruzioni e in quelli gloriosi ed entusiasmanti della venuta di Jahve, ricostruzione di Gerusalemme, rinnovamento della natura, accettazione del jahvismo da parte di tutti i popoli.

A questa e a molte altre osservazioni simili che si potrebbero fare sui componimenti raccolti nella seconda parte si può aggiungere che all'analisi interna alcuni di questi componimenti mostrano particolari che si spiegherebbero bene in un'epoca anteriore alla fine del sec. VI, in cui profetò accaria; ma per lo più sono cose che sembrano più ovviamente rispecchiare le condizioni posteriori, fino al principio del secolo IV.

Il problema dell'autenticità, ossia dell'esattezza dell'attribuzione di questi oracoli della seconda parte a Zaccaria, è posto da queste osservazioni.

Se ne sono date molte soluzioni, nessuna veramente soddisfacente.

Per le necessità della lettura religiosa della Bibbia basta probabilmente che per quanto riguarda i cc. 9-14 si tenga presente che, volti all'avvenire messianico della nazione, sempre più apertamente essi rispecchiano il periodo del giudaismo in cui quell'avvenire andava facendosi prossimo.

Conferenze

Don Federico Tartaglia

Libro di Zaccaria

Don Claudio Doglio

Aggeo e Zaccaria

V. Lopasso

Profezia ed apocalittica nel libro Zaccaria

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