Giobbe

Capitolo 23

CEI 2008 - Audio Interconfessionale

Dio è lontano e il male trionfa

1 Giobbe allora rispose:
2 Ancor oggi il mio lamento è amaro e la sua mano grava sopra i miei gemiti.
3 Oh, potessi sapere dove trovarlo, potessi arrivare fino al suo trono!
4 Esporrei davanti a lui la mia causa e avrei piene le labbra di ragioni.
Gb 9,14+
5 Verrei a sapere le parole che mi risponde e capirei che cosa mi deve dire.
6 Con sfoggio di potenza discuterebbe con me? Se almeno mi ascoltasse!
7 Allora un giusto discuterebbe con lui e io per sempre sarei assolto dal mio giudice.
8 Ma se vado in avanti, egli non c'è, se vado indietro, non lo sento.
Sal 139,7-10
9 A sinistra lo cerco e non lo scorgo, mi volgo a destra e non lo vedo.
10 Poiché egli conosce la mia condotta, se mi prova al crogiuolo, come oro puro io ne esco.
Sal 139,1-6
Ger 11,20+
11 Alle sue orme si è attaccato il mio piede, al suo cammino mi sono attenuto e non ho deviato;
Sal 17,5
12 dai comandi delle sue labbra non mi sono allontanato, nel cuore ho riposto i detti della sua bocca.
13 Se egli sceglie, chi lo farà cambiare? Ciò che egli vuole, lo fa.
Is 55,10-11
14 Compie, certo, il mio destino e di simili piani ne ha molti.
15 Per questo davanti a lui sono atterrito, ci penso e ho paura di lui.
Sal 119,120
16 Dio ha fiaccato il mio cuore, l'Onnipotente mi ha atterrito;
17 non sono infatti perduto a causa della tenebra, né a causa dell'oscurità che ricopre il mio volto.
Indice

Abbreviazioni
23,1-24.25 Risposta di Giobbe a Elifaz
23,2-17 Dio è lontano
23,2 la sua mano: con versioni; il TM ha: « la mia mano ».
23,7 dal mio giudice: con il TM; BJ con versioni legge: « la mia causa ».
23,9 lo cerco: conget.; il TM ha: « agisce ».
- mi volgo: conget.; il TM legge: « si volge ».
23,10 la mia condotta: alla lettera « il mio cammino e la mia sosta », con sir.; il TM ha: « il cammino con me ».
23,12 nel cuore: alla lettera « nel mio seno » con gr., volg.; ebr. incomprensibile.
- Si tratta della legge.
23,13 sceglie: o « decide », bahar, congettura; il TM ha: « in uno », be'ehad.
23,17 il mio volto, panaj, conget.; il TM ha: « davanti a me », mippanaj.
- Versetto oscuro; se ne deduce che Giobbe rimpiange di non esser stato liberato dalla morte, prima dell'ora terribile delle tenebre.
È possibile anche non estendere la negazione a tutti e due gli stichi e tradurre il secondo stico con BJ: « ma ha ricoperto il mio volto di oscurità ».