Compendio Dottrina sociale della Chiesa

Il rispetto della dignità umana

132 Una società giusta può essere realizzata soltanto nel rispetto della dignità trascendente della persona umana.

Essa rappresenta il fine ultimo della società, la quale è adesso ordinata: « Pertanto l'ordine sociale e il suo progresso devono sempre far prevalere il bene delle persone, perché l'ordine delle cose dev'essere adeguato all'ordine delle persone e non viceversa ».246

Il rispetto della dignità umana non può assolutamente prescindere dal rispetto di questo principio: bisogna « considerare il prossimo, nessuno eccettuato, come un altro se stesso, tenendo conto prima di tutto della sua vita e dei mezzi necessari per viverla degnamente ».247

Occorre che tutti i programmi sociali, scientifici e culturali, siano presieduti dalla consapevolezza del primato di ogni essere umano.248

133 In nessun caso la persona umana può essere strumentalizzata per fini estranei al suo stesso sviluppo, che può trovare compimento pieno e definitivo soltanto in Dio e nel Suo progetto salvifico: l'uomo, infatti, nella sua interiorità, trascende l'universo ed è l'unica creatura ad essere stata voluta da Dio per se stessa.249

Per questa ragione ne la sua vita, ne lo sviluppo del suo pensiero, ne i suoi beni, ne quanti condividono la sua vicenda personale e familiare, possono essere sottoposti a ingiuste restrizioni nell'esercizio dei propri diritti e della propria libertà.

La persona non può essere finalizzata a progetti di carattere economico, sociale e politico imposti da qualsivoglia autorità, sia pure in nome di presunti progressi della comunità civile nel suo insieme o di altre persone, nel presente o nel futuro.

E necessario pertanto che le autorità pubbliche vigilino con attenzione, affinché ogni restrizione della libertà o comunque ogni onere imposto all'agire personale non sia mai lesivo della dignità personale e affinché venga garantita l'effettiva praticabilità dei diritti umani.

Tutto questo, ancora una volta, si fonda sulla visione dell'uomo come persona, vale a dire come soggetto attivo e responsabile del proprio processo di crescita, insieme alla comunità di cui è parte.

134 Gli autentici mutamenti sociali sono effettivi e duraturi soltanto se fondati su decisi cambiamenti della condotta personale.

Non sarà mai possibile un'autentica moralizzazione della vita sociale, se non a partire dalle persone e facendo riferimento ad esse: infatti, « l'esercizio della vita morale attesta la dignità della persona ».250

Alle persone compete evidentemente lo sviluppo di quegli atteggiamenti morali, fondamentali in ogni convivenza che voglia dirsi veramente umana ( giustizia, onestà, veracità, ecc. ), che in nessun modo potrà essere semplicemente attesa da altri o delegata alle istituzioni.

A tutti, e in modo particolare a coloro che in varia forma detengono responsabilità politiche, giuridiche o professionali nei riguardi di altri, spetta di essere coscienza vigile della società e per primi testimoni di una convivenza civile e degna dell'uomo.

Indice

246 Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et Spes 26
247 Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et Spes 27
248 Cat. Chiesa Cat. 2235
249 Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et Spes 24;
Cat. Chiesa Cat. 27;
Cat. Chiesa Cat. 356;
Cat. Chiesa Cat. 358
250 Cat. Chiesa Cat. 1706