Mater et magistra

Funzione sociale

106 Un altro punto di dottrina, costantemente proposto dai nostri predecessori, è che al diritto di proprietà privata sui beni è intrinsecamente inerente una funzione sociale.

107 Nel piano della creazione infatti i beni della terra sono anzitutto preordinati al dignitoso sostentamento di tutti gli esseri umani, come insegna sapientemente il nostro predecessore Leone XIII nell'enciclica Rerum novarum: "Chiunque ha ricevuto dalla munificenza di Dio copia maggiore di beni, sia esteriori e corporali, sia spirituali, a questo fine li ha ricevuti: di servirsene al perfezionamento proprio, e nel medesimo tempo, come ministro della divina Provvidenza, a vantaggio altrui; chi ha dunque ingegno badi di non tacere; chi abbonda di roba, si guardi dall'essere, nell'esercizio della misericordia, troppo duro di mano; chi ha un'arte da vivere, ne partecipi al prossimo l'uso e l'utilità" ( Rerum novarum 19 ).

108 Oggi tanto lo Stato che gli enti di diritto pubblico hanno esteso e continuano ad estendere il campo della loro presenza e iniziativa.

Non per questo però è venuta meno la ragione di essere della funzione sociale della proprietà privata, come alcuni erroneamente inclinano a pensare; giacché essa scaturisce dalla stessa natura del diritto di proprietà.

Inoltre vi è sempre una vasta gamma di situazioni dolorose e di bisogni delicati e nello stesso tempo acuti, che le forme ufficiali dell'azione pubblica non possono attingere e che comunque non sono in grado di soddisfare.

Per cui rimane sempre aperto un vasto campo alla sensibilità umana e alla carità cristiana degli individui.

Infine va pure osservato che per la promozione dei valori spirituali sono spesso più feconde le molteplici iniziative di singoli o di gruppi, che l'azione dei pubblici poteri.

109 Ci piace qui ricordare come nel Vangelo il diritto di proprietà privata sui beni è ritenuto legittimo.

Però nello stesso tempo il Maestro divino rivolge spesso ai ricchi pressanti inviti perché convertano i loro beni materiali, dispensandoli ai bisognosi, in beni spirituali: beni che il ladro non ruba né la tignola o la ruggine rodono e che si ritroveranno aumentati nei granai eterni del Padre celeste: "Non cercate di accumulare tesori sopra la terra dove la ruggine e la tignola consumano, e dove i ladri dissotterrano e rubano, ma procurate di accumulare tesori nel cielo, dove la ruggine e la tignola non consumano" ( Mt 6,19-20 ).

E il Signore riterrà fatta o negata a se stesso la carità fatta o negata agli indigenti: "Ogni volta che avete fatto (queste cose) per uno dei più piccoli di questi miei fratelli, le avete fatte a me" ( Mt 25,40 ).

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