Mater et magistra

L'apporto della Chiesa

165 La Chiesa, come è noto, è universale per diritto divino e lo è pure storicamente per il fatto che è presente, o tende ad esserlo, presso tutti i popoli.

166 L'inserirsi della Chiesa in un popolo ha sempre riflessi positivi in campo economico-sociale, come dimostrano storia ed esperienza.

La ragione è che gli esseri umani, diventando cristiani, non possono non sentirsi impegnati a migliorare istituzioni e ambienti dell'ordine temporale: sia perché in essi non venga lesa la dignità umana, sia perché vengano eliminati e ridotti gli ostacoli al bene e moltiplicati gli incentivi e gli inviti ad esso.

167 Inoltre la Chiesa, inserendosi nella vita dei popoli, non è né si sente mai una istituzione che venga imposta dal di fuori.

Ciò è dovuto al fatto che la sua presenza si concreta con la rinascita o la risurrezione dei singoli esseri umani in Cristo; e chi rinasce o risorge in Cristo non si sente mai coartato dall'esterno; si sente invece liberato nel più profondo di se stesso e cioè aperto verso Dio; e quanto in lui rappresenta un valore, qualunque ne sia la natura, viene riaffermato e nobilitato.

168 "La Chiesa di Cristo, osserva sapientemente il nostro predecessore Pio XII, fedelissima depositaria della divina educatrice saggezza, non può pensare né pensa di intaccare o disistimare le caratteristiche particolari che ciascun popolo con gelosa pietà e comprensibile fierezza custodisce e considera quale prezioso patrimonio.

Il suo scopo è l'unità soprannaturale nell'amore universale, sentito e praticato, non l'uniformità esclusivamente esterna, superficiale e perciò stesso debilitante.

Tutte quelle direttive e cure, che servono ad un saggio, ordinato svolgimento di forze e di tendenze particolari, le quali hanno radici nei più riposti penetrali di ogni stirpe, purché non si oppongano ai doveri derivanti alla umanità dall'unità di origine e comune destinazione, la Chiesa le saluta con gioia e le accompagna nei suoi voti materni" (Enc. Summi pontificatus).

169 Costatiamo con profonda soddisfazione come oggi pure i cittadini cattolici delle comunità in fase di sviluppo economico non sono, di regola, secondi a nessuno nel partecipare allo sforzo che i propri paesi sostengono per sviluppare ed elevare se stessi in campo economico-sociale.

170 D'altra parte, i cittadini cattolici delle comunità economicamente sviluppate moltiplicano le loro iniziative per assecondare e rendere più feconda l'opera che viene prestata alle comunità in via di sviluppo economico.

Degna di speciale considerazione è la multiforme assistenza che essi prestano in proporzioni sempre maggiori agli studenti dei paesi d'Africa e d'Asia sparsi per le università di Europa e d'America; e la preparazione di soggetti disposti a portarsi nei paesi in fase di sviluppo economico per svolgervi attività tecnico-professionali.

171 A questi nostri diletti figli, che in tutti i continenti esprimono la perenne vitalità della Chiesa nel promuovere il progresso genuino e nel vivificare le civiltà, vogliamo che giunga la nostra parola paternamente affettuosa di plauso e di incoraggiamento.

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