Rito della Penitenza

VI. Adattamenti del rito alle varie regioni e alle diverse circostanze

38. Adattamenti che possono fare le Conferenze dei Vescovi

Spetta alle Conferenze dei Vescovi nella preparazione dei Rituali particolari, adattare questo Rito della Penitenza alle necessità delle singole regioni, in modo che, dopo l'approvazione della Sede Apostolica, se ne possa fare uso nelle regioni interessate.

Ecco, a questo riguardo, i diritti e i compiti delle Conferenze dei Vescovi:

a) stabilire delle norme sulla disciplina del sacramento della Penitenza, specialmente per quanto riguarda il ministero dei sacerdoti;

b) determinare norme precise sulla sede per la celebrazione ordinaria del sacramento della Penitenza ( cf sopra, n. 12 ) e sui segni di penitenza che devono manifestare i fedeli nell'assoluzione generale ( cf sopra, n. 35 );

c) preparare una versione dei testi, che sia davvero adatta all'indole e alla lingua di ciascun popolo e comporre anche nuovi testi per le preghiere dei fedeli e per le formule del ministro, conservando però integralmente la formula sacramentale.

La Conferenza Episcopale Italiana deciderà in Assemblea gli adattamenti sopra indicati che sono di sua competenza.

39. Competenze del Vescovo

Spetta al vescovo diocesano:

a) regolare nella sua diocesi la disciplina della penitenza, ( LG 26 ) ivi compresi gli opportuni adattamenti del rito, secondo le norme proposte nella Conferenza dei Vescovi;

b) determinare, tenuto conto delle condizioni stabilite dal diritto ( cf sopra, n. 31 ) e dei criteri concordati con gli altri membri della Conferenza dei Vescovi, i casi di necessità nei quali è lecito impartire l'assoluzione sacramentale generale. ( CIC, c. 961 §§ 1 e 2 )

40. Adattamenti che spettano al ministro

Spetta ai sacerdoti, e specialmente ai parroci:

a) nella celebrazione della riconciliazione, sia per i singoli che; per la comunità, adattare il rito alla situazione concreta dei penitenti, conservando la struttura essenziale e integralmente la formula dell'assoluzione; per motivi pastorali omettere o arricchire alcune parti scegliendo i testi sia delle letture che delle orazioni e scegliere il luogo più adatto per la celebrazione, secondo le norme stabilite dalle Conferenze dei Vescovi, in modo che tutta la celebrazione ne risulti ricca e fruttuosa;

b) proporre e preparare qualche volta all'anno, specialmente in Quaresima, delle celebrazioni penitenziali, ricorrendo all'aiuto di altri, anche di laici, in modo che i testi scelti e l'ordine della celebrazione si adattino davvero alla condizione e alle circostanze della comunità o dell'assemblea ( p. es. di fanciulli, di malati ecc. ).

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