Domenicani

Denominazione generale degli istituti religiosi collegati all'Ordine dei Frati Predicatori ( Ordo Fratrum Praedicatorum, in sigla OP ), fondato da s. Domenico di Guzmàn ( v. ) nel sec. XIII.

La famiglia domenicana comprende i religiosi dell'ordine, le monache domenicane, e il terz'ordine, costituito da un ramo femminile ( suore regolari o laiche ) e uno maschile.

Il nome oggi abituale dei frati predicatori apparve nel sec. XV ( oltre che per riferimento al nome del fondatore, sembra anche in connessione alla tenacia e fedeltà di questi religiosi, soprannominati canes Domini, "cani del Signore").

Le origini dell'ordine

I domenicani nacquero dai primi gruppi di seguaci di Domenico di Guzmàn che si dedicavano con lui all'attività di predicazione itinerante.

La prima comunità ( femminile ) venne costituita a Prouille nel 1206 con l'approvazione del vescovo di Osma, Diego de Azevedo.

Lo stesso vescovo incoraggiò un nucleo di preti a seguire Domenico, compiendo un ciclo di studi fondamentali, per poi predicare contro le eresie albigesi e catare.

Caratteristica dei frati domenicani era il rifiuto di cercare entrate stabili e la scelta di affidarsi alle elemosine ( v. ordini mendicanti ).

Dopo la prima fase della crociata contro gli albigesi ( 1208-15 ), che vide l'impegno dei frati sostenuto da Simone di Montfort, il vescovo di Tolosa Folco approvò per primo nel 1215 la nascita del vero e proprio ordine, basato sulla regola agostiniana.

Papa Onorio III nel 1216 diede anch'egli la sua approvazione, ma senza bolla ufficiale.

Nel 1218 venne invece la bolla di raccomandazione universale e nel 1221 le prime costituzioni.

Alla fine del sec. XIII si contavano già 600 conventi, soprattutto nei paesi latini.

Lo studio e la predicazione

Il motto contemplata aliis tradere ( comunicare agli altri le cose contemplate ) iniziò a rappresentare il carisma domenicano, basato su una vita contemplativa di origine monastica, su un rigoroso percorso di studi filosofici e teologici ( spesso condotto presso le migliori università dell'epoca ) e sull'attività di predicazione, in funzione soprattutto antieretica.

La predicazione doveva divenire in questo modo una vera "contemplazione ad alta voce".

Lo stesso Domenico fu all'origine della "scuola" filosofica che annoverò tra i suoi membri Alberto Magno ( v. ), Tommaso d'Aquino ( v. ), Raimondo da Penafort, e cioè alcuni dei massimi rappresentanti del pensiero medievale.

Tali caratteristiche di rigore speculativo, nella difesa e nello sviluppo dell'ortodossia, indussero Gregorio IX nel 1232 ad affidare
ai domenicani l'Inquisizione ( v. ).

In seguito, l'ordine svolse analogo ruolo fornendo i segretari della Congregazione dell'Indice.

Con le sue esigenze di grandi e luminosi spazi in cui la predicazione si avvalesse di semplici ma penetranti illustrazioni, l'ordine influenzò la pittura ( Beato Angelico ) e l'architettura ( S. Maria Novella a Firenze, S. Domenico a Bologna, S. Maria sopra Minerva a Roma ) dei secc. XIII-XV.

Decadenza e rilancio

La decadenza, iniziata nel sec. XIV, non fu arrestata dai tentativi di riforma del padre generale Raimondo da Capua, anche se non impedì esperienze di grande risonanza come quelle di Caterina da Siena, di J. Eckhart o di Girolamo Savonarola.

La lotta contro la Riforma protestante permise però all'ordine di recuperare uno spazio di influenza ai vertici della Chiesa.

Nel sec. XVI maturarono nell'ordine teologi e filosofi su posizioni diversissime, come F. de Viteria ( tra i fondatori del diritto internazionale moderno ), T. Campanella e G. Bruno.

Grandi meriti missionari ebbero figure come B. de Las Casas o Giovanni da Capestrano.

Le difficoltà si accentuarono nei secc. XVII-XIX ( controversie giurisdizionaliste, soppressioni rivoluzionarie di conventi ), fino al faticoso ripristino dell'ordine nelle sue forme più genuine nell'epoca della Restaurazione, impegno in cui spiccò H.D. Lacordaire in Francia ( 1838-50 ).

Tra le opere fondate dai domenicani, oltre a molte università in Spagna e America Latina, si devono ricordare la scuola biblica di Gerusalemme ( J. Lagrange, 1890 ), lo studio teologico "Angelicum" a Roma ( oggi Pontificia Università "S. Tommaso" ) e la scuola teologica di Le Saulchoir a Parigi ( dove operarono Y. Congar e M. D. Chetili ), fondamentale nella preparazione lontana e prossima del concilio Vaticano II.

L'ordine ha fornito alla Chiesa quattro papi e una ventina di santi.

Attualmente i frati sono 7000 ( 1984 ), le monache 5300 ( 1980 ) e le suore circa 40000 ( in 135 istituti aggregati all'ordine ), mentre le fraternità laiche e sacerdotali raccolgono quasi 70000 persone.