Meditazioni per le domeniche dell'anno

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MD 20

IV domenica di Quaresima
( Gv 6,1-15 )

Abbandonarsi a Dio nelle sofferenze e nelle aridità

1 In questo brano evangelico si ha l'impressione che Gesù Cristo voglia insinuare che esistono situazioni di sofferenza e di aridità nelle quali vengono a trovarsi certe anime che non possono essere aiutate dagli uomini, sia perché essi non hanno sufficienti lumi naturali o acquisiti con l'esperienza, sia perché Dio non dà loro grazie sufficienti per confortare chi si trova in tali disposizioni.

Queste anime non devono però smettere di rivolgersi ad essi, perché è Dio stesso che così dispone e anche perché qualche aiuto possono sempre riceverlo.

Difatti, in questo raduno, Gesù Cristo non smise di rivolgersi ai discepoli per dir loro di provvedere ai bisogni di quel popolo e anche se sapeva che essi avrebbero potuto fare molto poco, si servì di essi per distribuire il pane che aveva moltiplicato per nutrire quella grande folla ( Mt 14,16-19 ).

Dio stesso vuole che vi rivolgiate ai Superiori, rappresentati in questo episodio dagli Apostoli, anche se le circostanze e la vostra situazione possono far loro credere che l'aiuto che chiedete sarà poco utile.

Dio vuole che, per ciò che vi riguarda, vi serviate sempre dei mezzi ordinari che vi dà per guidarvi, anche se non ci saranno risultati.

2 Quando nelle vostre sofferenze siete ricorsi a direttori spirituali ed essi non hanno trovato il rimedio conveniente, vuol dire che Dio desidera che vi abbandoniate interamente alle sue decisioni, aspettando da lui e dalla sua bontà l'aiuto di cui avete bisogno, seguendo l'esempio di quella brava gente che seguiva Gesù Cristo e che attese - con grande pazienza - che provvedesse al suo sostentamento, senza neanche darsi la pena di esporgli le sue necessità

Convincetevi che Dio non permetterà che siate tentati e afflitti oltre le vostre forze ( 1 Cor 10,13 ).

Quando l'uomo non può nulla, è allora che Dio fa tutto lui, manifestando al tempo stesso e con grande splendore, la sua potenza e la sua bontà.

Dovete abbandonarvi a Dio, come fece la folla che seguiva Nostro Signore, sia per soffrire quanto a lui piacerà e che tornerà poi a vostro vantaggio, sia per essere liberati dalle sofferenze, con quei mezzi che Dio riterrà più vantaggiosi, senza inquietare la vostra mente per cercare la serenità con premure che spesso risultano inutili.

3 Capita ordinariamente che quando ci abbandoniamo a Dio, egli fa provare gli effetti straordinari della sua bontà e della sua protezione.

Lo dimostra il Vangelo di oggi, moltiplicando i cinque pani e i due pesciolini che gli furono portati e riuscendo con essi a sfamare cinquemila persone, senza contare i bambini, e tutto ciò che restò ( Gv 6,9-13 ).

rassicuratevi dunque: perché, se vi metterete nelle mani di Dio per soffrire tutto e fin quando a lui piacerà, anche se le sofferenze continuano, egli non mancherà di sostenervi con la sua grazia per farvi superare la prova.

Il modo non sarà, forse, chiaramente percettibile; ma sicuramente ve ne libererà, magari con mezzi non previsti e quando meno ve lo aspettate.

Anche David si è trovato in questa situazione, lo assicura egli stesso: Ho atteso il Signore con molta pazienza e alla fine mi ha ascoltato; ha esaudito le mie preghiere e mi ha tirato fuori dalla profondità delle miserie e dall'abisso.

Ha rassodato i miei piedi sulla roccia e ha guidato i miei passi.

Molti, vedendo queste meraviglie, hanno imparato a temere Dio e a riporre in lui la loro fiducia ( Sal 40,2-4 ).

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