Meditazioni per le domeniche dell'anno

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MD 32

Domenica di Quasimodo
( Gv 20,19-31 )

Meditiamo sulla fede da cui è penetrata un'anima che è risuscitata secondo la grazia

1 Oggi Gesù Cristo, entra nella sala in cui erano riuniti gli Apostoli dopo la Risurrezione mentre le porte erano chiuse, per farci capire che l'ingresso di un'anima che non vive la vita rinnovata, cioè la vita di grazia, è chiuso a tutti gli impulsi interiori dello Spirito di Dio e che essa segue solo quelli umani e naturali.

Questo atteggiamento è l'effetto dell'accecamento dello spirito e della durezza di cuore che il peccato ha causato in noi.

Da esso consegue che gli uomini, illuminati per le cose di questo mondo, non hanno alcuna luce né alcuna apertura per tutto ciò che concerne Dio e il suo servizio.

Questa è la verità che vuol farci capire Gesù Cristo quando dice che i figli di questo mondo sono spesso più prudenti e più illuminati negli affari temporali della maggior parte dei figli della luce ( Lc 16,8 ) soprattutto per quanto concerne il loro bene spirituale e la salvezza della loro anima.

Appartenete anche voi a questo numero?

2 Appena Gesù entrò nella sala si diffuse subito una tale impressione della sua divinità che san Tommaso che, si era mostrato precedentemente incredulo, ora, al vedere Gesù e le sue piaghe, rimane completamente affascinato e vinto, perché Gesù lo ricolmò di fede e gli fece conoscere, in un solo istante e come per una folgorazione divina e una penetrazione di fede, ciò che gli era rimasto nascosto fino a quel momento.

Così agisce Gesù Cristo quando entra in un'anima.

L'innalza talmente al disopra di tutti i sentimenti umani, con la fede che le infonde, che essa ormai vede solo attraverso i suoi lumi.

Qualunque urto essa riceva, non si scuote né si distoglie dal servizio di Dio e non diminuisce minimamente l'ardore che ha per lui, perché le tenebre che prima offuscavano il suo spirito sono trasformate in una ammirabile luce per cui essa, ormai, vede solo con gli occhi della fede.

Credete di avere anche voi queste disposizioni?

Pregate Gesù Cristo risorto perché vi consenta di averle.

3 San Tommaso, penetrato da questa luce e da questo sentimento di fede, non riuscì a trattenersi e, vedendo Gesù, esclamò: Signore mio e Dio mio!

Fino a quel momento aveva visto Gesù Cristo solo con occhi malati e offuscati dalle tenebre dell'umana natura.

Ma ora con l'aiuto della luce della fede, da cui la sua anima fu fortemente illuminata e con la presenza del Salvatore risorto, vede bene la sua divinità.

Così fortificata, la sua fede gli dà il coraggio di confessare che colui che era morto in croce e che era stato chiuso in un sepolcro è il suo Signore e il suo Dio.

È così che un'anima penetrata dai sentimenti di fede, arriva molto vicino a Dio e da allora in poi, conoscerà lui solo, stimerà solo lui e solo lui si diletterà.

Questo atteggiamento spiega la sua totale dedizione a Dio.

Essa, illuminata dalla luce soprannaturale, non gusta più cose e persone della terra, le considera anzi con disprezzo.

Questa era la disposizione di san Francesco quando, compenetrato di fede e ardente di amore divino, ripeteva continuamente: Mio Dio e mio tutto.

Cercate anche voi di mettervi, fin d'ora, in questa disposizione di animo.

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