Gesù Cristo rivelazione dell'uomo

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Capitolo quinto - VIII

VIII. Dall'immanenza alla trascendenza

In Pascal, Teilhard e Blondel, vi è un passaggio dall'immanenza alla trascendenza, ma attraverso vie diverse.

In Pascal, il punto di partenza e l'elemento motore di tutto l'itinerario, è l'analisi interiore della condizione umana.

Il paradosso dell'uomo, il suo mistero interiore è così profondo, così opaco, così sconcertante, che obbliga a una fuga verso l'alto, a una ricerca di luce e di armonia attraverso il superamento e la trascendenza.

Il rapporto miseria-grandezza dell'uomo non si interpreta che nella contemplazione dell'eletto-reprobo, del Dio-crocifisso.

Cristo è un abisso di luce e di grazia che si apre sull'abisso dell'uomo e ne fa una creatura nuova: là dove il peccato ha abbondato, l'amore ha sovrabbondato.

Cristo è il trascendente-immanente, che ricrea l'essere dal di dentro, attraverso una seconda creazione.

In Teilhard, il punto di partenza è il dinamismo interno dell'universo, poi dell'umanità impegnata in un'azione cosciente e riflessa.

Ma l'azione, in Teilhard, non ha il significato che riveste in Blondel.

Teilhard non si domanda se l'azione è la sintesi del volere, del conoscere e dell'essere.

Tanto quanto l'azione, è l'uomo, come agente nell'universo, che interessa Teilhard.

L'uomo nel mondo è più che un elemento del mondo; è l'attore e il costruttore del mondo.

Il mondo avanza, si unifica, per via dell'azione e della ricerca dell'uomo che spinge in avanti l'evoluzione.

In questo impegno tutti gli uomini sono solidali.

Ma vi è uno sbocco all'azione dell'uomo?

Vi è Qualcuno che raccoglie e completa l'azione dell'umanità come specie?

Le aspirazioni della noosfera sono destinate a essere colmate?

È qui che Teilhard fa appello alla trascendenza, a Omega, che consolida l'azione, che personalizza e eternizza l'amore.

Il passaggio alla trascendenza avviene quindi a partire dalle aspirazioni immanenti della noosfera come tale.

Blondel parte dall'analisi dell'azione personale vissuta, e svela poco a poco le esigenze di cui è portatrice.

Questo metodo d'immanenza si svolge in due tempi.

In un primo tempo, Blondel studia le strutture concrete dell'agire umano, i settori in cui essa si svolge.

Poi, in un secondo tempo, cerca di scoprire l'orientamento del dinamismo nascosto nelle azioni umane, di afferrare l'estremo dinamismo, in sorgente, del volere umano.

Conclude che questo dinamismo non si spiega che facendo appello a un'azione divina superiore, a un Necessario assoluto e personale, che fonda e completa l'azione umana.

Si chiede infine, a titolo d'ipotesi, se il cristianesimo non sarebbe questo Assoluto che viene a colmare il vuoto profondo e inesaudito dell'azione vissuta.

In tutti e tre, l'immanenza sbocca sulla trascendenza.

Ogni metodo d'immanenza, inoltre, se è autentico, non ha un fine di trascendenza?

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