Summa Teologica - I-II

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Articolo 3 - Se l'ignoranza scusi totalmente dal peccato

Supra, q. 19, a. 6; II-II, q. 59, a. 4, ad 1; III, q. 47, a. 5, ad 2; In 2 Sent., d. 22, q. 2, a. 2; d. 41, q. 2, a. 1, ad 3; In 4 Sent., d. 9, q. 1, a. 3, sol. 2;De Malo, q. 3, a. 8; Quodl., 8, q. 6, a. 5; In Rom., c. 1, lect. 7;In 1 Tim., c. 1, lect. 3; In Div. Nom., c. 4, lect. 22; In 5 Ethic., lect. 13

Pare che l'ignoranza scusi totalmente dal peccato.

Infatti:

1. Come insegna S. Agostino [ De vera relig. 14.27 ], ogni peccato è volontario.

Ma sopra [ q. 6, a. 8 ] si è dimostrato che l'ignoranza è causa di involontarietà.

Quindi l'ignoranza scusa totalmente dal peccato.

2. Ciò che uno fa senza intenzione lo fa accidentalmente.

Ora, non ci può essere intenzione di ciò che si ignora.

Perciò quanto l'uomo compie per ignoranza è accidentale negli atti umani.

Ma ciò che è accidentale non può dare la specie.

Quindi nessun atto umano compiuto per ignoranza va ritenuto peccato o virtù.

3. L'uomo è capace di virtù o di peccato in quanto è dotato di ragione.

Ma l'ignoranza esclude la scienza, da cui la ragione è perfezionata.

Quindi l'ignoranza scusa totalmente dal peccato.

In contrario:

S. Agostino [ De lib. arb. 3,18.50 ] ha scritto che « giustamente sono riprovate certe cose fatte per ignoranza ».

Ora, possono essere riprovate giustamente solo le cose peccaminose.

Quindi certe cose fatte per ignoranza sono peccato.

E così l'ignoranza non scusa totalmente dal peccato.

Dimostrazione:

L'ignoranza per sua natura rende involontario l'atto che causa.

E si è già detto [ a. 1 ] che l'ignoranza causa quell'atto che la scienza contraria avrebbe impedito.

Perciò tale atto, se ci fosse la scienza, sarebbe contrario alla volontà: sarebbe cioè involontario.

Se però la scienza esclusa dall'ignoranza non fosse capace di impedire l'atto, per l'inclinazione già esistente nella volontà, allora tale ignoranza non renderebbe l'uomo un agente involontario, ma solo « privo di volontà », come dice Aristotele [ Ethic. 3,1 ].

E tale ignoranza, che secondo le spiegazioni date [ a. 1 ] non è causa dell'atto peccaminoso in quanto non causa involontarietà, non scusa dal peccato.

E la stessa ragione vale per qualsiasi ignoranza non causante, ma conseguente o concomitante l'atto del peccato.

Invece l'ignoranza che lo causa per sua natura scusa dal peccato, poiché causa l'involontarietà: la volontarietà infatti è essenziale al peccato.

Il fatto poi che l'ignoranza talvolta non scusi totalmente dal peccato può dipendere da due motivi.

Primo: dalla cosa che è ignorata.

L'ignoranza infatti scusa dalla colpa in quanto si ignora che una data cosa è peccato.

Ora, può capitare che uno ignori una circostanza peccaminosa o indifferente la cui conoscenza lo ritrarrebbe dal peccare, pur restando in lui la scienza sufficiente per sapere che tale atto è peccaminoso.

Uno, p. es., nel percuotere una persona può sapere di colpire un uomo, il che è sufficiente a rendere peccaminosa l'azione, e non sapere tuttavia che si tratta di suo padre: circostanza questa che dà una nuova specie al peccato.

Oppure può non sapere che quella persona nel difendersi percuoterà lui stesso: circostanza questa indifferente rispetto al peccato, ma che conosciuta gli avrebbe impedito di percuotere.

Sebbene quindi costui pecchi per ignoranza, tuttavia non è immune totalmente dal peccato: poiché non lo ignora totalmente.

- Secondo: ciò può dipendere dall'ignoranza medesima, e cioè dal fatto che l'ignoranza stessa è volontaria: o direttamente, come quando uno con malizia vuole ignorare una cosa per peccare con più libertà; oppure indirettamente, come quando uno trascura di apprendere, per pigrizia, o a favore di altre occupazioni, ciò che potrebbe tenerlo lontano dal peccato.

Infatti tale negligenza rende volontaria e peccaminosa l'ignoranza stessa, purché si tratti di cose che uno può e deve sapere.

Perciò tale ignoranza non scusa totalmente dal peccato.

Se si tratta invece di un'ignoranza del tutto involontaria, o perché è invincibile, o perché ha per oggetto cose che uno non è tenuto a sapere, allora tale ignoranza scusa totalmente dal peccato.

Analisi delle obiezioni:

1. Come si è visto [ nel corpo e q. 6, a. 8 ], non sempre l'ignoranza causa involontarietà.

Perciò non qualsiasi ignoranza può scusare totalmente dal peccato.

2. Nella misura in cui rimane della volontarietà in chi ignora, rimane anche l'intenzione di peccare.

E da questo lato il peccato non è accidentale.

3. Un'ignoranza che escludesse totalmente l'uso della ragione scuserebbe totalmente dal peccato: come è chiaro nei pazzi furiosi e nei dementi.

Ma non sempre è tale l'ignoranza che causa il peccato.

Perciò non sempre essa scusa totalmente dal peccato.

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