Summa Teologica - III

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Articolo 3 - Se l'angelo dovesse apparire alla Vergine in forma corporea

In 3 Sent., d. 3, q. 3, a. 1, sol. 2

Pare che l'angelo non dovesse apparire alla Vergine in forma corporea.

Infatti:

1. "La visione intellettuale e superiore alla visione corporea", dice S. Agostino [ De Gen. ad litt. 12,24.51 ], e soprattutto e più conveniente per la natura angelica: poiché nella visione intellettuale l'angelo e conosciuto nella sua essenza, mentre nella visione corporea viene conosciuto nella forma sensibile che assume.

Ma come ad annunziare il concepimento divino conveniva che fosse mandato il messaggero più grande, cosi pure conveniva che fosse scelto il genere più nobile di visione.

Quindi verosimilmente l'angelo apparve alla Vergine in una visione di carattere intellettuale.

2. Anche la visione immaginaria e superiore a quella corporea, come l'immaginazione supera i sensi.

Ora, come attesta il Vangelo [ Mt 1,20; Mt 2,13.19 ], "a Giuseppe l'angelo apparve in sogno", secondo una visione immaginaria.

Quindi anche alla Vergine doveva apparire in una visione immaginaria, e non corporea.

3. L'apparizione corporea di una sostanza spirituale colpisce tanto che della Vergine stessa si canta [ Mattut. Annunc., resp. 2 ]: "La Vergine si spavento a quella luce".

Ora, pare meglio che al suo spirito fosse risparmiato un simile turbamento.

Quindi non era conveniente che l'annunciazione avvenisse attraverso una visione corporea.

In contrario:

S. Agostino [ De Annunt., serm. 3 ] fa dire alla Vergine: "É venuto da me l'arcangelo Gabriele con volto raggiante, con veste splendente, con portamento stupendo".

Ma tutto ciò fa parte di un'apparizione corporea.

Quindi l'arcangelo dell'annunciazione apparve alla Beata Vergine in una visione corporea.

Dimostrazione:

L'angelo dell'annunciazione apparve alla Madre di Dio in forma corporea.

E ciò era conveniente innanzitutto per l'oggetto dell'annunciazione.

Infatti l'angelo era venuto ad annunziare l'incarnazione dell'invisibile Dio.

Quindi era opportuno che per manifestare questo fatto una creatura invisibile assumesse una forma visibile, tanto più che tutte le apparizioni dell'antico Testamento erano ordinate a questa manifestazione, nella quale il Figlio di Dio apparve nella carne.

Secondo, ciò era conveniente per la dignità della Madre di Dio, la quale doveva accogliere il Figlio di Dio non solo nello spirito, ma anche nel seno corporeo.

Perciò la visione angelica doveva confortare non solo la sua mente, ma anche i suoi sensi corporali.

Terzo, ciò era conveniente per la certezza del messaggio.

Siamo infatti più certi delle cose che vediamo con i nostri occhi che non di quanto percepiamo con l'immaginazione.

Per cui il Crisostomo [ In Mt hom. 4 ] afferma che l'angelo si presento alla Vergine non in sogno, ma in forma visibile: "Siccome infatti riceveva dall'angelo un'altissima rivelazione, aveva bisogno di un'apparizione solenne prima che si compisse un avvenimento di tale importanza".

Analisi delle obiezioni:

1. La visione intellettuale e superiore a quella immaginaria e a quella corporea se viene presa da sola.

Ma lo stesso S. Agostino riconosce la superiorità della profezia che implica insieme la visione intellettuale e quella immaginaria sulla profezia che si limita a una sola di esse.

Ora, la Beata Vergine non ebbe soltanto l'apparizione corporea, ma anche un'illuminazione intellettuale.

Perciò tale apparizione fu più nobile.

Sarebbe pero stata ancora più perfetta se ella avesse visto l'angelo nella sua natura con una visione intellettuale.

Ma lo stato dell'uomo viatore non le consentiva di vedere un angelo nella sua essenza.

2. L'immaginazione e una potenza superiore ai sensi esterni, ma poiché la conoscenza umana ha il suo principio nei sensi, sono essi che ci danno la massima certezza: e necessario infatti che nell'ordine della conoscenza i principi siano più certi.

Quindi S. Giuseppe, a cui l'angelo apparve in sogno, ebbe un'apparizione inferiore a quella della Beata Vergine.

3. Come dice S. Ambrogio [ In Lc 1, su 1,11 ], "noi rimaniamo scossi e sconcertati quando interviene una forza superiore".

E ciò accade non solo nelle apparizioni corporee, ma anche nelle visioni immaginarie.

Nella Genesi [ Gen 15,12 ] infatti si legge che "al tramonto del sole un torpore cadde su Abramo, e un oscuro terrore lo assalì".

Tuttavia tale turbamento non e cosi dannoso per l'uomo per cui si debba a motivo di esso rinunziare alle apparizioni angeliche.

Primo, perche l'emozione provocata dall'indebolimento delle facoltà inferiori e indice dell'elevazione dell'uomo sopra se stesso, e quindi ridonda a suo onore.

E avviene cosi anche per il nostro corpo, quando il calore naturale si rifugia all'interno e le membra esterne cominciano a tremare.

- Secondo, perche, come scrive Origene [ In Lc hom. 4 ], "ben conoscendo la natura umana, l'angelo nella sua apparizione rimedia per primo al turbamento prodotto".

Difatti tanto a Zaccaria quanto a Maria, visto il turbamento, disse: "Non temere" [ Lc 1,13.30 ].

E questo è appunto, come si legge nella vita di S. Antonio, "un segno non difficile per discernere tra gli spiriti buoni e quelli cattivi.

Se infatti al timore subentra la gioia, sappiamo che si tratta di un intervento di Dio, poiché la sicurezza dello spirito e indizio della presenza della maestà divina.

Se invece la paura rimane invincibile, allora l'apparizione e diabolica".

Il turbamento poi della Vergine si addiceva al suo pudore verginale.

Poiché, come scrive S. Ambrogio [ In Lc 2, su 1,28 ], "trepidare e proprio delle vergini: esse temono a ogni avvicinarsi di uomini, e arrossiscono a ogni loro parola".

Alcuni pero dicono che la Beata Vergine, abituata alle apparizioni angeliche, non si turbo per la vista dell'angelo, ma per lo stupore di sentire ciò che l'angelo le diceva, poiché non pensava di se stessa cose tanto grandi.

L'Evangelista infatti non dice che si turbo alla vista dell'angelo, ma "a quelle parole" [ Lc 1,29 ].

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