Summa Teologica - III

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Articolo 1 - Se era conveniente che Giovanni battezzasse

In 4 Sent., d. 2, q. 2, a. 2, ad 5

Pare che non fosse conveniente che Giovanni battezzasse.

Infatti:

1. Ogni rito sacramentale appartiene a una legge.

Ma Giovanni non introdusse alcuna legge nuova.

Quindi non fu giusto che introducesse il nuovo rito del battesimo.

2. Giovanni « fu mandato da Dio a rendere testimonianza » [ Gv 1,6s ] in qualità di profeta, secondo le parole evangeliche [ Lc 1,76 ]: « E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo ».

Ora, i profeti che vissero prima di Cristo non introdussero nuovi riti, ma esortarono all'osservanza dei riti della legge, come è detto in Malachia [ Ml 4,4 ]: « Servi miei, tenete a mente la legge del mio servo Mosè ».

Neppure Giovanni, dunque, doveva introdurre il nuovo rito del battesimo.

3. Non si deve ricorrere a un uso di cui già si abusa troppo.

Ma i Giudei avevano anche troppe abluzioni: S. Marco [ Mc 7,3s ] infatti nota che « i Farisei, e tutti i Giudei, non mangiano senza essersi lavate le mani fino al gomito; né mangiano tornando dal mercato se prima non hanno fatto le abluzioni; e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, stoviglie e oggetti di rame ».

Quindi non era conveniente che Giovanni battezzasse.

In contrario:

C'è l'autorità della Scrittura [ Mt 3,5s ] la quale, dopo aver parlato della santità di Giovanni, afferma che molti ricorrevano a lui « e venivano battezzati nel Giordano ».

Dimostrazione:

Era conveniente che Giovanni battezzasse, per quattro motivi.

Primo, perché Cristo facendosi battezzare da Giovanni consacrasse il battesimo, come nota S. Agostino [ In Ioh. ev. tract. 13 ].

Secondo, perché Cristo si manifestasse.

Da cui le parole del Battista [ Gv 1,31 ]: « Io sono venuto a battezzare con acqua perché egli », cioè Cristo, « sia fatto conoscere a Israele ».

Infatti alle turbe che venivano da lui egli annunziava Cristo: la qual cosa, come nota il Crisostomo [ In Mt hom. 10 ], avveniva così molto più facilmente che non andando in cerca delle singole persone.

Terzo, per preparare con quella pratica gli uomini al battesimo di Cristo.

Per cui S. Gregorio [ In Evang. hom. 7 ] dice che Giovanni battezzò « affinché, conservando il suo ordine di precursore, come aveva preceduto con la sua nascita la nascita del Signore, così battezzando lo precedesse nell'ufficio di battezzatore ».

Quarto, per preparare il popolo, esortandolo alla penitenza, a ricevere degnamente il battesimo di Cristo.

Per cui S. Beda [ Glossa ord. su Gv 3,24 ] dice che « quanto è salutare per i catecumeni non ancora battezzati la dottrina della fede, tanto giovò il battesimo di Giovanni prima di quello di Cristo.

Poiché come quegli predicava la penitenza, prediceva il battesimo di Cristo e attirava alla conoscenza della verità apparsa nel mondo, così i ministri della Chiesa prima insegnano, poi redarguiscono per i peccati e infine promettono il perdono col battesimo di Cristo »

Analisi delle obiezioni:

1. Il battesimo di Giovanni non era un sacramento, ma quasi un sacramentale che preparava al battesimo di Cristo.

E così in qualche modo apparteneva alla legge di Cristo, non a quella di Mosè.

2. Giovanni fu non solo un profeta, ma « più che un profeta », come dice la Scrittura [ Mt 11,9 ]: cioè il termine della legge e il principio del Vangelo.

Quindi più che esortare all'osservanza della legge antica, egli doveva condurre gli uomini alla legge di Cristo con la parola e con le opere.

3. Quelle abluzioni dei Farisei erano inutili in quanto avevano per scopo la sola mondezza corporale.

Ma il battesimo di Giovanni era ordinato alla mondezza spirituale: poiché induceva gli uomini alla penitenza, come si è notato [ nel corpo ].

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