Summa Teologica - III

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Articolo 1 - Se il catechismo debba precedere il battesimo

In 4 Sent., d. 6, q. 2, a. 2, sol. 1

Pare che il catechismo non debba precedere il battesimo.

Infatti:

1. Con il battesimo gli uomini sono rigenerati alla vita soprannaturale.

Ma l'uomo riceve la vita prima dell'insegnamento.

Quindi non deve essere catechizzato prima di essere battezzato.

2. Il battesimo non viene dato solo agli adulti, ma anche ai bambini, i quali non sono capaci di istruzione, non avendo l'uso di ragione.

Quindi è ridicolo catechizzarli.

3. Nel catechismo il catecumeno professa la sua fede.

Ma i bambini non sono in grado di professare la loro fede né con un atto proprio, né per interposta persona: sia perché nessuno può obbligarsi per un altro, sia perché nessuno può sapere se i bambini, quando saranno giunti all'età della discrezione, accetteranno la fede.

Quindi il battesimo non deve essere preceduto dal catechismo.

In contrario:

Rabano Mauro [ De inst. cleric. 1,25 ] afferma: « Prima del battesimo l'uomo deve essere preparato dall'ufficio del catechista, perché il catecumeno riceva la prima istruzione sulla fede ».

Dimostrazione:

Il battesimo, come si è detto [ q. 70, a. 1 ], è « il sacramento della fede », essendo una certa professione della fede cristiana.

Ma perché uno riceva la fede occorre che venga istruito in essa, secondo le parole di S. Paolo [ Rm 10,14 ]: « Come potranno credere senza averne sentito parlare?

E come potranno sentirne parlare senza uno che lo annunzi? ».

È giusto quindi che il battesimo sia preceduto dal catechismo.

Il Signore infatti, imponendo ai discepoli il comando di battezzare, mette l'insegnamento prima del battesimo [ Mt 28,19 ]: « Andate, ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole », ecc.

Analisi delle obiezioni:

1. La vita della grazia, alla quale uno viene rigenerato mediante il battesimo, presuppone la vita della natura razionale, che rende l'uomo capace di ricevere l'insegnamento.

2. La madre Chiesa, come si è visto sopra [ q. 69, a. 6, ad 3 ], non solo « presta ai bambini » che ricevono il battesimo « i piedi degli altri per camminare e il cuore degli altri per credere », ma presta loro anche gli orecchi degli altri per ascoltare e l'intelletto degli altri per apprendere.

Perciò i bambini vanno catechizzati per la stessa ragione per cui devono essere battezzati.

3. Chi risponde Credo per un bambino che viene battezzato non predice che il bambino crederà quando sarà giunto all'età della discrezione - altrimenti direbbe Crederà -, ma professa la fede della Chiesa in nome del bambino, il quale ne ottiene una partecipazione, ne riceve il sacramento e ne assume gli obblighi per interposta persona.

Nulla impedisce infatti che uno contragga un'obbligazione mediante un altro in cose che sono indispensabili per la salvezza.

- Inoltre anche il padrino, rispondendo per il figlioccio, promette di impegnarsi a far sì che il bambino creda.

Ciò però non basta quando si tratta di adulti che hanno l'uso di ragione.

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