Summa Teologica - III

Indice

Articolo 7 - Se questa conversione avvenga istantaneamente o gradualmente

In 4 Sent., d. 11, q. 1, a. 3, sol. 2; Quodl., 7, q. 4, a. 2

Pare che questa conversione non avvenga istantaneamente, ma gradualmente.

Infatti:

1. In questa conversione prima si ha la sostanza del pane, poi la sostanza del corpo di Cristo.

Perciò le due cose non si hanno nel medesimo istante, bensì in due istanti.

Ora, fra due istanti c'è sempre un tempo intermedio.

Quindi questa conversione avviene necessariamente in quel processo di tempo che intercorre dall'ultimo istante in cui è presente il pane al primo istante in cui è presente il corpo di Cristo.

2. In ogni conversione si distingue il suo divenire e il suo compimento.

Ma queste due cose non sono simultanee, poiché ciò che diviene non esiste ancora, e ciò che è compiuto esiste già.

Quindi nella presente conversione c'è un prima e un poi.

E così essa non è istantanea, ma graduale.

3. S. Ambrogio [ De sacram. 4,4 ] afferma che questo sacramento « si compie con le parole di Cristo ».

Ma le parole di Cristo vengono proferite successivamente.

Quindi questa conversione non è istantanea.

In contrario:

Questa conversione è compiuta da una virtù infinita, della quale è proprio l'operare in modo istantaneo.

Dimostrazione:

Una mutazione può essere istantanea per tre motivi.

Primo, a motivo della forma, che è il termine della mutazione.

Se infatti si tratta di una forma che ammette un più e un meno, essa viene acquisita dal soggetto per gradi successivi, come la sanità.

Per questo motivo dunque la forma sostanziale, « non ammettendo un più e un meno », viene introdotta nella materia istantaneamente.

- Secondo, a motivo del soggetto, che a volte viene preparato gradualmente a ricevere la forma: per questo l'acqua si riscalda a poco a poco.

Ma quando il soggetto stesso è nella disposizione immediata alla forma, allora la riceve istantaneamente: come un corpo diafano viene illuminato all'istante.

- Terzo, a motivo dell'agente, che è di virtù infinita: poiché esso è capace di disporre immediatamente la materia alla forma.

Come si legge [ Mc 7,34s ] che avendo Cristo detto: "Effetà", cioè: "Apriti!", subito all'uomo si aprirono gli orecchi e si sciolse il nodo della lingua ».

E per questi tre motivi la conversione di cui parliamo è istantanea.

Primo, perché la sostanza del corpo di Cristo, alla quale termina questa conversione, non ammette un più e un meno.

- Secondo, perché in questa conversione non c'è un soggetto da preparare gradualmente.

- Terzo, perché viene compiuta dall'infinita virtù di Dio.

Analisi delle obiezioni:

1. Alcuni non ammettono puramente e semplicemente che tra due istanti ci debba sempre essere un tempo intermedio.

Dicono infatti che ciò è impossibile tra due istanti che si riferiscono al medesimo movimento, ma non tra due istanti che si riferiscono a moti diversi.

Per cui tra l'istante che segna la fine della quiete e l'istante che segna l'inizio del movimento non ci sarebbe un tempo intermedio.

- Ma in ciò si ingannano.

Poiché l'identità del tempo e dell'istante o la loro diversità non vengono giudicate in relazione a un movimento qualsiasi, bensì in relazione al primo moto del cielo, che è la misura di ogni moto e di ogni quiete.

Perciò altri ammettono tale intervallo nel tempo che misura il movimento dipendente dal moto del cielo.

Ci sono però dei moti indipendenti dal moto del cielo, e che non sono misurati da esso: come i moti degli angeli, di cui abbiamo parlato nella Prima Parte [ q. 53, a. 3 ].

Perciò tra due istanti corrispondenti a tali moti non c'è un tempo intermedio.

- Ma ciò non vale nel caso presente.

Sebbene infatti questa conversione non abbia di per sé rapporto con il moto del cielo, essa consegue tuttavia al proferimento delle parole, che è necessariamente misurato dal moto del cielo.

È quindi inevitabile che tra due istanti qualsiasi di questa conversione vi sia un tempo intermedio.

Alcuni allora dicono che l'ultimo istante in cui è presente il pane e il primo istante in cui è presente il corpo di Cristo sono due istanti in riferimento alle due realtà misurate, ma sono un medesimo istante in riferimento al tempo misurante: come quando due linee si toccano i punti sono due dalla parte delle due linee, ma sono uno solo dalla parte del luogo di incontro.

Ma qui il caso è diverso.

Poiché l'istante e il tempo sono per i movimenti particolari una misura non intrinseca, come la linea e il punto per i corpi, ma solo estrinseca, come il luogo per i corpi.

Altri quindi dicono che l'istante è identico nella realtà, ma duplice secondo la ragione.

- Da ciò però seguirebbe che esisterebbero simultaneamente nella realtà due cose tra loro opposte.

Infatti la differenza di ragione non cambia in nulla la realtà.

Perciò si deve rispondere che questa conversione, come si è detto [ a. 3 ], viene compiuta dalle parole di Cristo proferite dal sacerdote in modo tale per cui l'ultimo istante della dizione delle parole è il primo istante della presenza del corpo di Cristo nel sacramento, mentre in tutto il tempo precedente c'è la sostanza del pane.

Ma in questo tempo non è possibile distinguere il penultimo istante immediatamente precedente all'ultimo: poiché il tempo non si compone di istanti consecutivi, come dimostra Aristotele [ Phys. 6,1 ].

E così è precisabile il primo istante della presenza del corpo del Cristo, ma non è precisabile l'ultimo istante in cui è presente la sostanza del pane, bensì è precisabile l'ultimo tempo.

E la stessa cosa vale per le trasmutazioni naturali, come insegna ancora Aristotele [ Phys. 8,8 ].

2. Nelle mutazioni istantanee c'è coincidenza tra il divenire e il suo compimento: come è simultaneo il venire illuminati e l'essere già illuminati.

In tali mutazioni infatti il compimento è attribuito a ciò che esiste già, il divenire invece a ciò che non esisteva prima.

3. Questa conversione, come si è detto [ ad 1 ], avviene nell'ultimo istante del proferimento delle parole: allora infatti è completo il loro significato, il quale ha efficacia nella forma dei sacramenti.

Perciò non segue che questa conversione sia graduale.

Indice