Supplemento alla III parte

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Articolo 2 - Se Cristo avesse il potere delle chiavi

Pare che Cristo non avesse il potere delle chiavi.

Infatti:

1. Tale potere è connesso col carattere dell'ordine.

Ma Cristo non aveva il carattere.

Quindi neppure il potere delle chiavi.

2. Cristo aveva sui sacramenti un potere di eccellenza, in modo da poterne conferire gli effetti senza la virtù sacramentale.

Ora, il potere delle chiavi è una virtù sacramentale.

Quindi Cristo non aveva bisogno di chiavi.

Perciò possederle sarebbe stato per lui inutile.

In contrario:

Nell'Apocalisse [ Ap 3,7 ] si legge: « Così parla colui che ha la chiave di Davide », ecc.

Dimostrazione:

La virtù di compiere una data cosa non si trova allo stesso modo nello strumento e nell'agente principale, ma nell'agente principale si trova in un modo più perfetto.

Ora, il potere delle chiavi che abbiamo noi è strumentale, come la virtù relativa agli altri sacramenti: in Cristo invece si trova come nell'agente principale della nostra salvezza, in modo autoritativo in quanto è Dio e come realtà meritata in quanto è uomo.

La chiave però nel suo concetto esprime il potere di aprire e di chiudere sia che uno apra come agente principale, sia che lo faccia come ministro.

Perciò in Cristo si deve porre il potere delle chiavi, anche se in un modo diverso da quello in cui si trova nei ministri.

Per cui si dice che egli ha « la chiave di eccellenza ».

Analisi delle obiezioni:

1. Il carattere implica nel suo concetto l'idea di derivazione da un altro.

Di conseguenza il potere delle chiavi che in noi deriva da Cristo è conseguente al carattere col quale ci conformiamo a lui.

In Cristo invece tale potere non consegue al carattere, ma alla forma principale da cui esso deriva.

2. Il potere delle chiavi posseduto da Cristo non era sacramentale, ma era il principio del potere sacramentale delle chiavi.

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