Supplemento alla III parte

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Articolo 3 - Se un rapporto sessuale illecito possa causare l'affinità

Pare che un rapporto sessuale illecito non possa causare l'affinità.

Infatti:

1. L'affinità è una cosa onesta.

Ora, le cose oneste non sono causate da quelle disoneste.

Quindi l'affinità non può essere causata da un rapporto sessuale disonesto.

2. Dove c'è consanguineità non ci può essere affinità: poiché l'affinità è « un legame tra persone derivante da un'unione sessuale, senza includere una parentela » [ Raimondo, Summa 4,15 ].

Ma uno potrebbe trovarsi ad avere affinità verso dei consanguinei e verso se stesso, se un rapporto sessuale illecito potesse causarla: cioè nel caso in cui uno commettesse un incesto con una sua consanguinea.

Quindi l'affinità non è causata da un rapporto sessuale illecito.

3. Il rapporto sessuale illecito può essere secondo natura e contro natura.

Ma da quello contro natura non viene mai causata l'affinità, secondo il diritto [ Decr. di Graz. 2,35,2s., 11 ].

Quindi essa non viene causata neppure da un rapporto sessuale illecito secondo natura.

In contrario:

1. Secondo S. Paolo [ 1 Cor 6,16 ] « chi si unisce a una prostituta forma con essa un solo corpo ».

Ma proprio per questo il matrimonio causa l'affinità.

Quindi per lo stesso motivo la causa il rapporto sessuale illecito.

2. La causa dell'affinità è l'unione sessuale, come risulta dalla sua definizione: « L'affinità è un legame tra persone derivante da un'unione sessuale, senza includere una parentela » [ cf. ob. 2 ].

Ma l'unione sessuale avviene anche in un rapporto illecito.

Quindi quest'ultimo causa l'affinità.

Dimostrazione:

L'unione dell'uomo con la donna è detta naturale, come insegna il Filosofo [ Ethic. 8,14 ], principalmente a motivo della procreazione della prole, e secondariamente per lo scambio dei servizi.

Ora, la prima deriva al matrimonio in forza dell'unione sessuale, il secondo invece in quanto il matrimonio è una società di vita comune.

Ma il primo effetto si può riscontrare in qualsiasi unione sessuale con relativa fecondazione, potendo da essa nascere la prole, anche se manca il secondo.

Poiché dunque il matrimonio produce l'affinità in quanto è una certa unione sessuale, di conseguenza la produce anche il rapporto fornicario, in quanto anch'esso implica una certa unione sessuale.

Analisi delle obiezioni:

1. Nel rapporto fornicario c'è qualcosa di naturale, che è comune alla fornicazione e al matrimonio: e sotto tale aspetto esso causa l'affinità.

C'è però anche qualcosa di disordinato, per cui si distingue dal matrimonio: e sotto tale aspetto non causa l'affinità.

Per questo l'affinità rimane sempre onesta, anche se la sua causa è disonesta.

2. Nulla impedisce che relazioni opposte possano trovarsi nel medesimo soggetto, in quanto prodotte da cause diverse.

Quindi tra due persone ci può essere l'affinità e la consanguineità, e non solo per un rapporto illecito, ma anche per dei rapporti leciti: come quando un mio consanguineo per parte di padre prende in moglie una mia consanguinea per parte di madre.

Perciò quando nella definizione dell'affinità si dice: « senza includere una parentela », ciò va inteso dell'affinità come tale.

- Però dal fatto che uno ha rapporti sessuali con una sua consanguinea non segue un'affinità verso se stesso: poiché l'affinità, come anche la consanguineità e la somiglianza, implica la diversità dei soggetti.

3. Un rapporto contro natura rende impossibile la generazione.

Perciò da tale atto non nasce alcuna affinità.

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