Catechismo della Chiesa Cattolica

Indice

VII. Gli effetti del sacramento dell'Ordine

1581 Il carattere indelebile

Questo sacramento configura a Cristo in forza di una grazia speciale dello Spirito Santo, allo scopo di servire da strumento di Cristo per la sua Chiesa.

1548

Per mezzo dell'ordinazione si viene abilitati ad agire come rappresentanti di Cristo, Capo della Chiesa, nella sua triplice funzione di sacerdote, profeta e re.

1582 Come nel caso del Battesimo e della Confermazione, questa partecipazione alla funzione di Cristo è accordata una volta per tutte.

1121

Il sacramento dell'Ordine conferisce, anch'esso, un carattere spirituale indelebile e non può essere ripetuto né essere conferito per un tempo limitato.76

1583 Un soggetto validamente ordinato può, certo, per gravi motivi, essere dispensato dagli obblighi e dalle funzioni connessi all'ordinazione o gli può essere fatto divieto di esercitarli,77 ma non può più ridiventare laico in senso stretto,78 poiché il carattere impresso dall'ordinazione rimane per sempre.

La vocazione e la missione ricevute nel giorno della sua ordinazione, lo segnano in modo permanente.

1584 Poiché in definitiva è Cristo che agisce e opera la salvezza mediante il ministro ordinato, l'indegnità di costui non impedisce a Cristo di agire.79

1128
1550

Sant'Agostino lo dice con forza:

Un ministro superbo va messo assieme al diavolo; ma non per questo viene contaminato il dono di Cristo, che attraverso di lui continua a fluire nella sua purezza e per mezzo di lui arriva limpido a fecondare la terra …

La virtù spirituale del sacramento è infatti come la luce: giunge pura a coloro che devono essere illuminati, e anche se deve passare attraverso degli esseri immondi, non viene contaminata.80

Indice

76 Concilio di Trento;
Lumen gentium 21;
Lumen gentium 28;
Lumen gentium 29;
Presbyterorum ordinis 2
77 Cod. Diritto Can. 290-293;
Cod. Diritto Can. 1336,1,3.5;
Cod. Diritto Can. 1338,2
78 Concilio di Trento
79 Concilio di Trento
Concilio di Costanza
80 Sant'Agostino, In Evangelium Johannis tractatus, 5, 15