Octogesima adveniens

1 Introduzione

L'80 anniversario della pubblicazione dell'enciclica Rerum novarum, il cui messaggio continua ad ispirare l'azione per la giustizia sociale, ci spinge a riprendere e a prolungare l'insegnamento del nostri predecessori, in risposta ai nuovi bisogni di un mondo in trasformazione.

La chiesa, infatti, cammina con l'umanità e ne condivide la sorte nel corso della storia.

Annunciando agli uomini la buona novella dell'amore di Dio e della salvezza nel Cristo, essa illumina la loro attività con la luce del vangelo, aiutandoli in tal modo a corrispondere al divino disegno d'amore e a realizzare la pienezza delle loro aspirazioni.

2 Appello universale a maggiore giustizia

Con fiducia, noi vediamo lo Spirito del Signore continuare la sua opera nel cuore degli uomini e radunare dovunque comunità cristiane coscienti delle loro responsabilità nella società.

In tutti i continenti, tra tutte le razze, le nazioni, le culture, in mezzo ad ogni sorta di condizioni, il Signore continua a suscitare autentici apostoli del vangelo.

Ci è stato dato di incontrarli, di ammirarli, di incoraggiarli durante i nostri recenti viaggi.

Abbiamo avvicinato le folle e ascoltato i loro appelli, grida di miseria e di speranza al tempo stesso.

In queste circostanze, i gravi problemi del nostro tempo ci sono apparsi con un nuovo rilievo, come particolari, certo, a ciascuna regione, ma tuttavia comuni ad una umanità che si interroga sul suo avvenire, sull'orientamento e il significato dei mutamenti in corso.

Differenze evidenti sussistono nello sviluppo economico, culturale e politico delle nazioni: accanto a regioni fortemente industrializzate, altre sono ancora allo stadio agricolo; accanto a paesi che conoscono il benessere, altri lottano contro la fame; accanto a popoli ad alto livello culturale, altri continuano ad occuparsi della eliminazione dell'analfabetismo.

Da ogni parte sale un'aspirazione a maggiore giustizia e si alza il desiderio di una pace meglio assicurata, in un mutuo rispetto tra gli uomini e tra i popoli.

3 Diversità di situazioni dei cristiani nel mondo

Certamente, molto diverse sono le situazioni in cui, volenti o nolenti, i cristiani si trovano impegnati, a seconda dei paesi, dei sistemi socio-politici, delle culture.

In alcuni paesi essi sono ridotti al silenzio, tenuti in sospetto e per così dire messi al margine della società, inquadrati senza libertà in un sistema totalitario.

Altrove essi rappresentano una debole minoranza, la cui voce si fa difficilmente sentire.

In altre nazioni, dove la chiesa ha una situazione riconosciuta e talvolta in maniera ufficiale, essa stessa si trova esposta ai contraccolpi della crisi che scuote la società, ed alcuni dei suoi membri sono tentati da soluzioni radicali e violente, nella convinzione di poterne sperare uno sbocco più felice.

Mentre certuni, senza rendersi conto delle ingiustizie presenti, si sforzano di prolungare la situazione esistente, altri si lasciano sedurre da ideologie rivoluzionarie, che promettono, non senza illusione, un mondo definitivamente migliore.

4 Di fronte a situazioni tanto diverse, ci è difficile pronunciare una parola unica e proporre una soluzione di valore universale.

Del resto non è questa la nostra ambizione e neppure la nostra missione.

Spetta alle comunità cristiane analizzare obiettivamente la situazione del loro paese, chiarirla alla luce delle parole immutabili del vangelo, attingere principi di riflessione, criteri di giudizio e direttive di azione nell'insegnamento sociale della chiesa, quale è stato elaborato nel corso della storia, e particolarmente in questa era industriale, a partire dalla data storica del messaggio di Leone XIII "sulla condizione degli operai", di cui abbiamo l'onore e la gioia di celebrare oggi l'anniversario.

Spetta alle comunità cristiane individuare, con l'assistenza dello Spirito santo, - in comunione coi vescovi responsabili, e in dialogo con gli altri fratelli cristiani e con tutti gli uomini di buona volontà - le scelte e gli impegni che conviene prendere per operare le trasformazioni sociali, politiche ed economiche che si palesano urgenti e necessarie in molti casi.

In questa ricerca dei cambiamenti da promuovere, i cristiani dovranno innanzi tutto rinnovare la loro fiducia nella forza e nell'originalità delle esigenze evangeliche.

Il vangelo non è sorpassato per il fatto che è stato annunciato, scritto e vissuto in un contesto socio-culturale differente.

La sua ispirazione, arricchita dall'esperienza vivente della tradizione cristiana lungo i secoli, resta sempre nuova per la conversione degli uomini e per il progresso della vita associata, senza che per questo si giunga a utilizzarla a vantaggio di scelte temporali particolari, dimenticando il suo messaggio universale ed eterno.

5 Il messaggio specifico della chiesa

Nelle perturbazioni e incertezze dell'ora presente, la chiesa ha un messaggio specifico da proclamare, un appoggio da offrire agli uomini nei loro sforzi per prendere in mano ed orientare il proprio avvenire.

Dall'epoca in cui la Rerum novarum denunciava in maniera vigorosa e categorica lo scandalo della condizione operaia nella nascente società industriale, l'evoluzione storica ha fatto prendere coscienza di altre dimensioni e di altre applicazioni della giustizia sociale, come già è stato costatato dalla Quadragesimo anno e dalla Mater et magistra.

Il recente concilio, da parte sua, si è adoperato a rilevare tali dimensioni e applicazioni, specialmente nella costituzione pastorale Gaudium et spes.

Noi stessi abbiamo prolungato questi orientamenti nell'enciclica Populorum progressio: "Oggi il fatto di maggior rilievo, del quale ognuno deve prender coscienza, è che la questione sociale ha acquistato dimensione mondiale".

"Una rinnovata presa di coscienza delle esigenze del messaggio evangelico impone alla chiesa di mettersi al servizio degli uomini, onde aiutarli a cogliere tutte le dimensioni di questo grave problema e convincerli dell'urgenza di una azione solidale in questa svolta della storia dell'umanità".

Questo dovere di cui noi abbiamo viva coscienza, ci spinge oggi a proporre alcune riflessioni e suggerimenti, suscitati dall'ampiezza dei problemi posti al mondo contemporaneo.

6 Toccherà del resto al prossimo sinodo dei vescovi studiare, anch'esso, più da vicino e approfondire la missione della chiesa dinanzi alle gravi questioni che solleva oggi la giustizia nel mondo.

Ma l'anniversario della Rerum novarum ci offre, ora, l'occasione di confidare le nostre preoccupazioni e i nostri pensieri su questo problema a lei, signor cardinale, nella sua qualità di presidente della commissione "Iustitia et pax" e del consiglio dei laici.

In tale modo vogliamo anche incoraggiare questi organismi della santa sede nella loro azione ecclesiale a servizio degli uomini.

7 Ampiezza dei mutamenti attuali

Il nostro scopo, senza peraltro dimenticare i problemi permanenti già affrontati dai nostri predecessori, è di attirare l'attenzione su alcune questioni, le quali, per la loro urgenza, la loro ampiezza e la loro complessità, devono essere al centro delle preoccupazioni dei cristiani negli anni prossimi, affinché, insieme con gli altri uomini, essi s'impegnino a risolvere le nuove difficoltà che coinvolgono l'avvenire stesso dell'uomo.

Occorre collocare i problemi sociali posti dall'economia moderna condizioni umane di produzione, equità negli scambi dei beni e nella ripartizione delle ricchezze, significato degli accresciuti bisogni di consumo, attribuzione delle responsabilità - in un contesto più largo di nuova civiltà.

Nei mutamenti attuali, così profondi e così rapidi, l'uomo si scopre nuovo ogni giorno e si interroga sul senso del proprio essere e della sua sopravvivenza collettiva.

Pur esitando a raccogliere le lezioni di un passato ch'egli giudica chiuso e troppo diverso, ha nondimeno bisogno di rischiarare il proprio avvenire - ch'egli sente tanto insicuro quanto mutevole - con la luce di verità permanenti, eterne, che di certo lo superano, ma di cui può, se lo vuole, trovare egli stesso le tracce.

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