Vita di Antonio

30. Le armi che sconfiggono il demonio

1. Solo Dio, dunque, bisogna temere, bisogna invece disprezzare i demoni e non averne alcun timore.

Quanto più ci importunano, tanto più dobbiamo intensificare la nostra ascesi contro di loro.

2. Una vita retta e la fede in Dio sono un’arma potente contro di loro.

Essi temono il digiuno degli asceti, le veglie, le preghiere, la mitezza, la quiete, il disinteresse per il denaro e per la vanagloria, l’umiltà, l’amore per i poveri, le opere di misericordia, la dolcezza e specialmente la fede nel Cristo.

3. Per questo fanno di tutto per non essere calpestati; sanno infatti che il Salvatore ha concesso ai credenti la grazia contro i demoni quando ha detto: Ecco, io vi ho dato il potere di calpestare i serpenti e gli scorpioni e ogni potenza del Nemico.

31. I demoni fingono di predire il futuro

1. E se i demoni fingono di predire il futuro, non dobbiamo badarvi.

Spesso, infatti, dicono con alcuni giorni di anticipo che verranno a trovarci dei fratelli, e questi arrivano veramente.

Fanno così non perché si preoccupino di chi li ascolta, ma per convincerli ad avere fiducia e portarli poi alla perdizione quando vedono che li hanno soggiogati.

2. Perciò non bisogna prestare loro attenzione, ma dobbiamo respingerli anche quando ci parlano, perché non abbiamo bisogno di questo genere di profezie.

Che motivo c’è di meravigliarci se i demoni, che hanno dei corpi più sottili di quelli degli uomini, quando vedono alcuni mettersi in viaggio, li precedono e annunziano il loro arrivo?

3. Questo lo può preannunciare anche uno che viaggia a cavallo, precedendo chi viaggia a piedi.

Neppure per questo, dunque, dobbiamo ammirarli, perché non sanno quanto non è ancora accaduto.

Solo Dio conosce ogni cosa prima che accada.

4. I demoni corrono ad annunciare quello che vedono come dei ladri.

A quanti vanno a dire di noi, che siamo qui riuniti e parliamo contro di loro, prima che qualcuno di noi parta e lo racconti!

5. Ma questo lo potrebbe anche fare un ragazzo veloce nella corsa, che precede chi è lento.

Voglio dire questo: se uno parte dalla Tebaide o da qualche altra regione, prima che cominci a viaggiare i demoni non sanno nulla, ma come lo vedono partire, corrono davanti a lui e ne annunciano l’arrivo prima che egli giunga.

6. E accade che, dopo qualche giorno, quel tale arrivi; spesso, invece, quelli che si erano messi in viaggio tornarono indietro e i demoni si trovarono ingannati.

32. In che modo i demoni riescono a sapere quanto accadrà

1. Così a volte dicono sciocchezze anche riguardo alle acque del fiume.

Quando vedono che nelle regioni dell’Etiopia ci sono molte piogge, sapendo che da queste piogge dipende la piena del fiume, prevengono l’acqua prima che arrivi in Egitto e annunziano che vi sarà la piena.

2. Ma questo lo potrebbero dire anche gli uomini, se fossero in grado di correre quanto loro.

3. Come la sentinella di Davide, salita in alto, poteva vedere chi arrivava meglio di che era rimasto in basso, e come chi correva davanti agli altri annunziava prima degli altri non le cose che non erano ancora accadute, ma quelle che già si stavano verificando, così i demoni si assumono questa fatica e s’informano vicendevolmente al solo fine di trarci in inganno.

4. Ma se nel frattempo la Provvidenza decide diversamente riguardo alle acque o a chi sta viaggiando – dato che ne ha il potere – i demoni risultano mentitori e quelli che han prestato loro attenzione restano ingannati.

33. Non ci si deve stupire delle previsioni dei demoni

1. Così poterono esistere gli oracoli dei greci e così, un tempo, essi furono ingannati dai demoni, ma ora finalmente l’inganno è finito perché è venuto il Signore che ha annientato i demoni e le loro astuzie.

2. Essi, infatti, non sanno nulla da se stessi, ma riferiscono, come ladri, quello che hanno visto presso altri e fanno congetture più che previsioni.

Perciò, anche se a volte dicono il vero, non ci si deve meravigliare.

3. Anche i medici, che hanno esperienza delle malattie, se vedono in alcuni la stessa malattia che hanno visto in altri, basandosi sulla loro consuetudine con quel tipo di male, possono fare previsioni.

4. Anche chi guida le navi e i contadini, quando vedono il cielo, sanno predire, grazie alla loro esperienza, se vi sarà tempesta o bel tempo, ma non per questo si può sostenere che abbiano fatto tali previsioni per ispirazione divina, ma solo in base all’esperienza e alla consuetudine.

5. Perciò, anche se i demoni, congetturando, predicono qualcosa di simile, non li si deve ammirare, né prestar loro attenzione.

Che utilità c’è, per chi li ascolta, a sapere da loro, alcuni giorni prima, quel che accadrà?

Che fretta abbiamo di conoscere queste cose, anche se sono vere?

Non giova certo a renderci virtuosi, né è segno di una buona condotta.

6. Nessuno di noi viene giudicato per non avere saputo alcune cose e nessuno viene proclamato beato perché le ha sapute e le conosce, ma su questo ciascuno viene giudicato: se ha custodito la fede e se ha osservato fedelmente i comandamenti.

34. L’importante non è prevedere il futuro, ma essere graditi a Dio

1. Non si deve dar troppa importanza a queste cose, né si deve praticare la vita ascetica ed affrontare fatiche per poter conoscere il futuro, ma per piacere a Dio in tutto. Bisogna pregare non per poter conoscere in antecedenza il futuro, né per chiedere tale dono come ricompensa per la nostra ascesi, ma perché il Signore ci aiuti a vincere il diavolo.

2. E se poi qualche volta ci importa veramente conoscere il futuro, purifichiamo la nostra mente.

Io credo, infatti, che un’anima interamente purificata e conforme al suo stato di natura diventa chiaroveggente e può prevedere più cose e vedere più lontano dei demoni, perché è il Signore a rivelargliele.

3. Tale era l’anima di Eliseo, che vedeva ciò che riguardava Ghecazi e le potenze che stavano al suo fianco.

35. Ancora sul discernimento degli spiriti

1. Quando i demoni vengono a voi di notte e vogliono parlarvi di cose future oppure dicono: "Siamo angeli!", non badate loro perché mentono.

Anche se lodano la vostra ascesi e vi dichiarano beati, non ascoltate e non fingete neppure di farlo;

2. fate piuttosto il segno di croce su di voi e sulla vostra casa e pregate, e li vedrete scomparire.

3. Sono vili, infatti, e hanno una grande paura del segno della croce del Signore perché con essa il Salvatore li ha spogliati e li ha esposti all’infamia.

Se poi impudentemente continuano a restare, danzano e assumono forme svariate, non abbiate paura, non spaventatevi, non badate loro come se fossero degli spiriti buoni.

4. Se Dio lo concede, è possibile e facile discernere la presenza degli spiriti buoni e quella dei malvagi.

La visione dei santi non causa turbamento; non muoverà contesa, non griderà, nessuno udrà la sua voce.

Essa giunge con calma e dolcezza e subito appaiono nell’animo gioia, esultanza e coraggio.

5. Con loro è il Signore che è la nostra gioia, la potenza di Dio Padre.

I pensieri dell’anima dimorano senza turbamento e senza agitazione e così l’anima, illuminata di luce interiore, contempla quelli che le appaiono.

La invade allora il desiderio delle cose divine e dei beni futuri e vorrebbe assolutamente congiungersi ai santi, se solo potesse partire con loro!

6. Se alcuni, per umana fragilità, temono la visione degli spiriti buoni, essi, al loro apparire, dissipano subito il timore mediante l’amore, come fece Gabriele con Zaccaria, l’angelo che apparve alle donne presso il divino sepolcro e l’altro, di cui si racconta nel Vangelo, che apparve ai pastori e disse: Non temete.

7. Il timore dinanzi agli spiriti buoni non è dovuto a viltà dell’anima, ma al fatto che essa avverte la presenza di esseri superiori.

Tale, dunque, è la visione dei santi.

36. I segni della presenza degli spiriti malvagi

1. L’irruzione e l’apparizione tumultuosa degli spiriti malvagi sono accompagnate da colpi, strepiti e grida, come avviene quando passano dei ragazzi maleducati o quando giungono i predoni.

2. Subito l’anima è presa da timore e da turbamento, sconvolta nei suoi pensieri, abbattuta; ha in odio chi conduce vita ascetica, prova sconforto, tristezza, rimpianto per i familiari e paura della morte; avverte poi il desiderio di cose malvage, tiepidezza nei confronti della virtù, instabilità nel comportamento.

3. Se, dunque, avete una visione e provate timore e subito però il timore è dissolto e al suo posto subentra gioia indicibile, letizia interiore, fiducia, conforto, ordine nei pensieri e tutte le altre cose che ho detto prima, forza d’animo e amore di Dio, allora abbiate fiducia e pregate.

4. La gioia e la buona disposizione dell’anima dimostrano la santità di colui che appare.

Così Abramo, quando vide il Signore, esultò di gioia, e Giovanni, all’udire la voce di Maria, madre di Dio, trasalì di gioia.

5. Ma se di fronte a certe visioni si genera turbamento e nasce strepito all’esterno, immagini mondane, minacce di morte e tutte le altre cose di cui ho già detto prima, sappiate allora che sono giunti gli spiriti malvagi.

37. Il Signore scacciò il demonio citando le Scritture

1 Questo ancora vi serva da segno: quando l’anima continua a provare timore, allora sono presenti i Nemici.

I demoni, infatti, non dissolvono la paura, così come fece il grande arcangelo Gabriele con Maria e con Zaccaria e l’angelo che apparve alle donne presso il sepolcro;

2. anzi, quando vedono che gli uomini hanno paura, aumentano le loro apparizioni per spaventarli ancora di più, poi li assalgono e li deridono dicendo: "Prostratevi e adorateci".

3. Così riuscirono a ingannare i greci e presso di loro vennero falsamente considerati dei.

Ma il Signore non ha permesso che noi fossimo ingannati dal diavolo, poiché quando costui operò tali astuzie nei suoi confronti, lo rimproverò e gli disse: Vattene dietro a me, Satana, perché sta scritto: Adorerai il Signore Dio tuo e a lui solo renderai culto.

4. Tanto più, dunque, dobbiamo disprezzare quell’astuto.

Il Signore, infatti, ha detto quelle parole per noi, perché i demoni le sentano ripetere anche da noi e siano respinti grazie al Signore che li ha rimproverati con queste stesse parole.

38. È il Signore a scacciare i demoni e a operare prodigi

1. Non bisogna vantarsi di riuscire a scacciare i demoni, né inorgoglirsi per avere operato guarigioni e neppure ammirare chi scaccia i demoni e disprezzare chi non li respinge.

2. Occorre, invece, considerare l’ascesi di ciascuno, imitarla ed emularla, oppure correggersi.

Non è compito nostro fare miracoli, è opera del Salvatore

3. che diceva ai suoi discepoli: Non rallegratevi perché i demoni si sottomettono a voi, rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nel cielo.

Il fatto che i nomi siano scritti in cielo è testimonianza della nostra virtù e della nostra vita; scacciare i demoni, invece, è un dono del Salvatore.

4. Per questo, a quelli che si vantano non della virtù ma dei miracoli e dicono:Signore, non abbiamo scacciato i demoni in tuo nome e non abbiamo compiuto molti miracoli in tuo nome?, il Signore rispose: In verità vi dico: non vi conosco.

5. Il Signore, infatti, non conosce le vie degli empi.

Bisogna dunque pregare, come già ho detto, per ricevere il carisma del discernimento degli spiriti, affinché, come sta scritto, non prestiamo fede a ogni spirito.

39. Antonio narra le sue lotte contro il demonio

1. Volevo tacere e non dir nulla di me pensando che fosse sufficiente quanto ho detto, ma perché non pensiate che io dica queste cose a cuor leggero e crediate invece che vi parlo per esperienza e secondo verità, per questo, anche se vi sembrerò stolto – ma il Signore che ascolta sa che la mia coscienza è pura e che non parlo da me stesso ma per amor vostro e per incoraggiarvi – vi dirò ancora le imprese del demonio che ho potuto vedere.

2. Quante volte mi hanno proclamato beato e io li ho maledetti nel nome del Signore!

Quante volte mi hanno predetto la piena del fiume e io dicevo loro: "E a voi che ve ne importa?".

3. A volte vennero a minacciarmi, mi circondarono come soldati in armi, altre volte mi riempirono la casa di cavalli, belve feroci e serpenti, e io recitavo quel salmo che dice: Questi nei carri e quelli nei cavalli, ma noi nel nome del Signore saremo fatti grandi, e quelli furono messi in fuga dal Signore grazie alle preghiere.

4. Talvolta vennero nelle tenebre assumendo un aspetto luminoso e dicevano: "Siamo venuti a illuminarti, Antonio", ma io chiudevo gli occhi e mi mettevo a pregare e subito si spegneva la luce degli empi.

5. Pochi mesi dopo vennero; sembravano recitare salmi e ripetere parole delle Scritture, ma io come un sordo non ascoltavo.

A volte fecero tremare la mia abitazione, ma io continuavo a pregare irremovibile nei miei pensieri.

6. E poi vennero ancora, battevano colpi, sibilavano, danzavano, ma io pregavo e restavo sdraiato recitando salmi per mio conto, e subito i demoni cominciarono a lamentarsi e a piangere come se avessero perduto ogni forza.

7. Io allora rendevo gloria al Signore che ha umiliato la loro audacia e la loro follia e li ha esposti all’infamia.

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