La storia della Chiesa

Indice

II. ( KÒLNER wirren )

I fatti di Colonia

1. Nel quadro delle lotte contro le forze ostili che segnano il cammino del cattolicesimo in Germania nel XIX secolo, i « fatti di Colonia » rivestono il ruolo di una avvisaglia.

Il contrasto scoppierà poi nel Kultur-kampf.

Tra i due avvenimenti intercorre un periodo di pacifico sviluppo della vita cattolica.

2. Il passaggio di grandi territori cattolici ai protestanti ( secolarizzazione, § 107 ), l'assegnazione dei pubblici impieghi, sia bassi sia alti, a protestanti anche nelle regioni rimaste cattoliche dette origine alla cosiddetta diaspora confessionale e quindi ad un gran numero di matrimoni fra protestanti e cattolici.

Il matrimonio misto divenne un acuto problema, la cui soluzione da parte delle autorità politico-protestanti costituì soltanto un caso particolare, assai preoccupante nella sfera giuridico-canonica dello Stato di polizia tedesco del XIX secolo.

Si manteneva la linea che era stata tracciata dalla secolarizzazione.

Il mancato adempimento dell'impegno di dotazione per le superstiti chiese metropolitane, che in quell'occasione era stato fatto,229 comportò notevoli svantaggi economici, e anche culturali, per le parti cattoliche dello Stato.

Soltanto in Austria una parte dei beni della Chiesa era stata restituita.230

3. La Prussia protestante cercò di sfruttare il problema dei « matrimoni misti » a suo vantaggio nello spirito della chiesa di stato.

Un'ordinanza reale del 1803 aveva disposto per le province ad est dell'Elba che tutti i figli nati da matrimoni misti venissero educati nella religione del padre e, in contrasto con le leggi generali stabilite nel 1794, che eventuali accordi fra genitori, in contrasto con questa norma, dovessero considerarsi nulli.

Nel 1825 quest'ordinanza fu estesa alle nuove ( dal 1815 ) province dell'ovest ( Renania e Vestfalia ).

Tuttavia i ministri cattolici del culto si attenevano alle prescrizioni canoniche, esigendo, prima della celebrazione del matrimonio, la promessa che i figli sarebbero stati educati nel cattolicesimo.

Ciò era in contrasto con la suddetta ordinanza, la quale da una parte vietava ai titolari di pubblici impieghi di fare una tale promessa, e dall'altra faceva divieto ai ministri del culto di subordinare alla promessa la celebrazione del matrimonio.

4. Si giunse a trattative del governo dapprima con i singoli vescovi e poi direttamente con Roma.

Il risultato fu un Breve di Pio VIII ( 1830 ); ma neanche questo appianò le difficoltà.

Il Breve infatti concedeva l'assistenza passiva del ministro, in Prussia, solo per i matrimoni nei quali non era stata garantita l'educazione cattolica.

Ma esso, fra l'altro, non venne neppure comunicato ai vescovi prussiani.

Pertanto, nel 1834, si pervenne a una convenzione segreta tra il governo e l'arcivescovo di Colonia, il conte Ferdinando von Spiegel ( e i suoi suffraganei di Mùnster, Treviri e Paderborn ), che accettava sostanzialmente la prassi desiderata dal governo.

Il vecchio arcivescovo, a quel tempo già gravemente ammalato, aveva agito in buona fede; tuttavia quell'atteggiamento tradiva una debolezza che si sarebbe poi dovuta pagare.

5. A Spiegel, morto nel 1835, succedette per desiderio del governo ( e per i favori del principe ereditario ) il vescovo suffraganeo di Mùnster barone Clemente Augusto von Droste-Vischering ( 1773-1845 ).

Egli proveniva dal circolo della principessa Gallitzin ispirato ad una pietà fedele alla Chiesa, ma anche sentimentale ( fideistica ).

Già prima della nomina egli aveva promesso di attenersi alla convenzione segreta accettata da Spiegel.

Il buon accordo fra Droste e il governo fu però turbato dall'acerrima opposizione del vescovo all'ermesianismo ( § 117, II, 1 b ) e il contrasto sfociò poi in una tensione che doveva costituire la preparazione immediata della rottura definitiva.

Ad essa si giunse soltanto quando si accese e divampò in pieno la lotta per la questione dei matrimoni misti.

6. Nel 1836 infatti, il vescovo di Treviri von Hommer, prima di morire, revocò per motivi di coscienza il suo consenso alla convenzione.

A questo modo il Vaticano fu informato delle convenzioni segrete intercorse tra il governo e von Spiegel.

In base a precisi ordini ricevuti da Roma ( e non già per propria iniziativa ), l'arcivescovo, che ambiguamente affermava di non essere stato a conoscenza dei testi precisi di quelle convenzioni, ritornò alla prassi prevista dal Breve del 1830.

Da quel momento egli divenne un pastore di princìpi incrollabilmente fedeli alla Chiesa e le circostanze fecero di lui un eroe.

Il governo gli ingiunse di dimettersi, ma egli si rifiutò.

Arrestato, il 20 novembre 1837 venne rinchiuso nella fortezza di Minden.

Due anni più tardi l'arcivescovo di Gnesen-Posen, von Dudin ( 1774-1842 ), subiva la stessa sorte.

7. Queste persecuzioni diedero occasione ad un risveglio decisivo della coscienza cattolica in Prussia, anzi, in tutta la Germania.

L'arcivescovo di Colonia, per più di un motivo, aveva avuto non pochi oppositori tra il suo stesso clero e tra il popolo: a differenza del suo predecessore, non godeva di un grande ascendente; ma ora, il governo ne aveva fatto un martire.

Gregorio XVI indirizzò contro questa violazione del diritto ecclesiastico una solenne protesta che ebbe enorme ripercussione.

Joseph Górres ( 1776-1848 ) scrisse allora il suo Athanasius ( 1838 ); benché l'opera contenga più di un'affermazione insostenibile, la sostanza della sua tesi si rivela inattaccabile, e la potenza travolgente delle sue parole scatenò un grande entusiasmo.

Forse in qualcosa idealizzò un po' troppo il vescovo confessore della fede, ma il fatto decisivo fu che Gorres comprese il significato eccezionale della particolare situazione del tempo: la data di nascita di una coscienza cattolica nel popolo tedesco.

Nessuno quanto Gorres seppe utilizzare le possibilità che l'ora offriva ( v. sotto nn. 8 e 9 ).

8. La reazione del governo ( che di fatto era una provocazione ) esplose in un terreno preparato alla resistenza:

a) Il comportamento ottuso e gretto della polizia prussiana e il modo con cui trattava la popolazione, con l'andar degli anni avevano concorso a generare nei cattolici la sensazione di esser trattati in modo partigiano e ingiusto.

Anche il « Libro Rosso » ( una statistica delle misure adottate in Prussia per la repressione della Chiesa ) aveva già prodotto i suoi effetti: si capiva che i « fatti di Colonia » non erano un caso isolato, ma il risultato di un sistema anticattolico,

b) Il substrato più profondo però consisteva nella ripresa della vita spirituale e religiosa.

Accanto agli impulsi creativi ( cfr. a Monaco il circolo di Gorres col giovane Dollinger; la scuola di Tubinga ) merita particolare menzione la silenziosa attività pastorale di molti anonimi parroci dopo il riassetto delle diocesi e la riattivazione delle parrocchie.

Sotto quest'aspetto, i fatti di Colonia sono un esempio indicativo dell'importanza del lavoro silenzioso e di penetrazione ai fini della crescita storica della Chiesa.

9. Anche il caso Rifel ( Gaspare Riffel, professore dell'università di Giessen, + 1856 a Magonza ) contribuì a creare nell'Assia, questa volta, una nuova coscienza cattolica unitamente ad una spiccata antipatia nei confronti dello stato di polizia protestante.

Riffel aveva pubblicato una storia della Chiesa nella quale si dava di Lutero un profilo grottesco e alterato.

In seguito a proteste da parte evangelica, gli fu tolta la cattedra universitaria senza che il provvedimento fosse motivato231 e senza previa intesa col vescovo competente di Magonza.

Fece seguito un'aspra reazione che suscitò anche un risveglio a scopo dimostrativo dei pellegrinaggi cattolici.

In Assia, a quel tempo, le processioni e i pellegrinaggi erano proibiti.

Gli abitanti di Magonza si recavano perciò a Bingen su imbarcazioni.

Al di là del fiume Nahe si era in Prussia, dove le processioni non erano proibite.

In tre giorni si compiva un pellegrinaggio anche sotto la pioggia torrenziale a Treviri, e tre giorni si impiegavano per il ritorno.

I cattolici riconobbero l'importanza di queste pubbliche manifestazioni.

Quando nel 1848 venne concesso il diritto di associazione, si fece palese quale fosse stata l'efficacia di queste dimostrazioni: a Magonza, per es., Riffel fondò quelle associazioni di san Pio e santa Elisabetta ( oggi un poco sottovalutate ) che prepararono il terreno all'associazione di Kolping ( cfr. § 116, II, 2 ).

10. Con il governo di Federico Guglielmo IV ( 1840-61 ), sovrano lungimirante, influenzato dal romanticismo, rispettoso anche dei cattolici, e dopo che il ministro dell'istruzione Allenstein ebbe lasciato la carica, le contese di Colonia ebbero fine nel 1840.

Nel 1841 lo Stato rinunciò al placet per gli atti di esclusiva competenza della Chiesa e alla benedizione da parte dei ministri del culto dei matrimoni proibiti dalla Chiesa.

L'arcivescovo di Colonia poté ritornare nella sua diocesi; dovette naturalmente accettare quale coadiutore Giovanni Geissel ( + 1864 ), già vescovo di Spira, che fu peraltro una delle grandi figure nella rinata vita cattolica in Germania.232

Nel ministero dell'istruzione prussiana fu istituita una sezione cattolica.

Per i docenti di teologia cattolica, fu riconosciuta necessaria, oltre al riconoscimento dello Stato, anche la missio canonica.

Federico Guglielmo IV, anche per l'influenza di Sulpicio Boisserée ( + 1854 ) di Colonia, si adoperò perché la posa della « prima pietra » ( 1842 ) per il completamento del duomo di Colonia divenisse simbolo dell'accordo sia tra le regioni tedesche sia tra le confessioni cristiane ( in tale circostanza la regina, già cattolica, fu solennemente salutata dall'arcivescovo all'ingresso del duomo ).

Anche il dissidio con l'arcivescovo di Gnesen e Posen ( a partire dal 1839 ) poté essere risolto per la buona volontà del rè.

Si era ormai in clima di distensione.

La rinascita cattolica era stata, per così dire, riconosciuta attraverso un evidente abbandono dei vieti motivi della chiesa di stato e dello stato di polizia.

Furono istituite delle cattedre cattoliche nelle scuole superiori delle regioni cattoliche.

La Costituzione prussiana del 1848-50 riconobbe l'autonomia delle singole associazioni religiose.233

Sarebbe spettato al liberalismo antireligioso far rivivere la concezione di una Chiesa subordinata allo stato, a cui allora si rinunciava, e attaccare la fiorente vita cattolica in Prussia e rendere così sempre più difficile in Germania la pace tra le confessioni.

La tregua durò dal 1840 fino al 1871.

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229 Per la provincia del Reno la situazione è, per questo aspetto, un po' più chiara.
230 Di qui la situazione particolare del prìncipe arcivescovo di Breslavia, la cui circoscrizione si estendeva in parte in territorio austriaco.
231 Questa era naturalmente la prassi vigente da una parte e dall'altra.
232 Droste-Vischering si ritirò a Munster in Westfalia.
233 L'articolo 15 della Costituzione del 31 gennaio 1850 dice: « La chiesa evangelica e quella cattolica romana, come pure ogni altra comunità religiosa, ordinano e amministrano i propri affari in maniera autonoma e rimangono in possesso e in godimento di istituti, fondazioni e fondi destinati al culto, all'istruzione e alla beneficenza ».