Summa Teologica - II-II

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Articolo 1 - Se gli avvocati siano tenuti a patrocinare le cause dei poveri

Pare che gli avvocati siano tenuti a patrocinare le cause dei poveri.

Infatti:

1. Nell'Esodo [ Es 23,5 ] si legge: « Quando vedrai l'asino del tuo nemico accasciarsi sotto il carico, non abbandonarlo a se stesso: mettiti con lui ad aiutarlo ».

Ora, il povero il cui processo è sotto il peso di un'ingiustizia non è in un pericolo meno grave che se gli fosse caduto l'asino sotto il carico.

Perciò l'avvocato è tenuto a patrocinare la causa dei poveri.

2. S. Gregorio [ In Evang. hom. 9 ] insegna: « Chi ha intelligenza cerchi in tutti i modi di non tacere; chi è largamente provvisto di beni non cessi dalle opere di misericordia; chi ha l'arte di governare ne usi a vantaggio del prossimo; chi ha accesso alla casa dei ricchi interceda per i poveri: infatti tutto ciò che si è ricevuto, per minimo che sia, sarà considerato come un talento da trafficare ».

Ora, tutti sono tenuti non a nascondere, ma a trafficare il talento ricevuto: come risulta evidente dalla punizione del servo della parabola, che lo aveva nascosto [ Mt 25,24ss ].

Quindi gli avvocati sono tenuti a difendere i poveri.

3. Il precetto di compiere opere di misericordia, essendo affermativo, obbliga in tempi e luoghi determinati, cioè soprattutto nei casi di necessità.

Ma quando la causa di un povero è minacciata si ha certamente un tempo di grave necessità.

Quindi in tali casi un avvocato è tenuto a patrocinare la causa dei poveri.

In contrario:

La necessità di chi ha bisogno di cibo non è minore di quella di chi ha bisogno dell'avvocato.

Ora, chi può sfamare non sempre è tenuto a sfamare i poveri.

Perciò neppure gli avvocati sono sempre tenuti a patrocinare le cause dei poveri.

Dimostrazione:

Patrocinare le cause dei poveri è un'opera di misericordia, e quindi in proposito bisogna applicare quanto sopra [ q. 32, aa. 5,9 ] abbiamo detto sulle altre opere di misericordia.

Infatti nessuno è in grado di prestare soccorso a tutti gli indigenti.

Perciò S. Agostino [ De doctr. christ. 1,28.29 ] ammoniva: « Siccome non ti è possibile soccorrere tutti, devi provvedere soprattutto a quelli che ti sono, come per sorte, più strettamente congiunti, secondo le contingenze di luogo e di tempo o di qualsiasi altra circostanza ».

E dice: « secondo le contingenze di luogo » perché uno non è tenuto a cercare per il mondo gli indigenti da soccorrere, ma basta che faccia opere di misericordia a quelli che incontra.

Leggiamo infatti [ Es 23,4 ]: « Quando incontrerai il bue del tuo nemico o il suo asino dispersi, glieli dovrai ricondurre ».

- Aggiunge poi: « di tempo » perché non si è tenuti a provvedere alle altrui necessità future, ma basta che si provveda alla necessità presente.

Da cui l'espressione di S. Giovanni [ 1 Gv 3,17 ]: « Se uno vedendo il suo fratello in necessità gli chiude il proprio cuore », ecc.

- E finalmente aggiunge: « o di qualsiasi altra circostanza [ devi provvedere ai congiunti ] » perché ciascuno in ogni necessità deve soccorrere specialmente le persone congiunte, secondo l'ammonimento dell'Apostolo [ 1 Tm 5,8 ]: « Se qualcuno non si prende cura dei suoi cari, soprattutto di quelli della sua famiglia, costui ha rinnegato la fede ».

Tuttavia anche in simili circostanze bisogna considerare se il bisogno è così grave per cui non si può trovare immediatamente un altro aiuto.

Nel qual caso uno è tenuto a prestare l'opera di misericordia.

- Se invece appare pronta la possibilità di un aiuto diverso, o per le risorse personali dell'indigente, o grazie ad altre persone a lui più legate o più facoltose, uno non è tenuto a soccorrere l'indigente così da peccare non facendolo: sebbene agisca lodevolmente qualora lo faccia senza una tale necessità.

Per cui un avvocato non è tenuto a patrocinare le cause dei poveri sempre, ma solo quando concorrono le predette condizioni.

Altrimenti egli dovrebbe trascurare ogni altro ufficio e attendere solo a difendere le cause dei poveri.

- E lo stesso si dica per il medico a proposito della cura dei poveri.

Analisi delle obiezioni:

1. L'asino che è caduto sotto il carico, nel caso non può essere soccorso che dai passanti occasionali: questi sono dunque tenuti a prestare il loro aiuto.

Non lo sarebbero invece se si potesse rimediare diversamente.

2. Un uomo è tenuto ad amministrare bene il talento ricevuto badando all'opportunità dei luoghi e dei tempi, come si è spiegato [ nel corpo ].

3. Non qualsiasi necessità, ma solo quella che abbiamo indicato [ ib. ] produce l'obbligo di soccorrere.

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