Osea

G. Rinaldi

Il presente libro contiene i 12 profeti minori, messi insieme tra la fine del sec. IV e il principio del II a. C.

L'ordine dei 12 libri nella Bibbia ebraica è il seguente: anzitutto i più antichi della serie, cioè Amos e Osea, del sec. VIII ( Osea precede perché più lungo; è inserito Gioele, che però non ha indicazione di tempo, segue Amos ), poi Abdia e Giona, il primo ritenuto da alcuni assai antico, l'altro antico come personaggio ( 2 Re 14,25 ), e Michea, del sec. VIII-VII; in seguito i tre dell'epoca assira: Nahum, Abacuc e Sofonia; infine i tre dopo l'esilio: Aggeo, Zaccaria, Malachia.

Noi terremo qui quest'ordine, seguito anche dalla Bibbia latina, benché sia possibile trovarne uno migliore, per esempio quello della versione greca.

Si può dire che, in complesso, gli scritti contenuti in questo libro si estendono approssimativamente su tre secoli, dal 760 al 450 a. C. ca.

Si chiamano « profeti minori » dal tempo di S. Agostino ( De Civ. Dei, 18,29 ) a motivo della minore estensione dei loro libri in confronto a Isaia, Geremia, Ezechiele e Daniele.

Osea

Osea, figlio di Beeri, esercitò il ministero profetico nel regno d'Israele al tempo di Geroboamo II e dei suoi successori, probabilmente per un quarto di secolo, tra il 750 e il 725 ca., e forse qualche anno più oltre.

Certo presenti, ma potrebbe anche aver visto, la fine della sua povera patria, invasa dagli Assiri ( fine di Samaria, 722 ).

Un annuncio come quello di 11,11 - ritorno degli esuli - si comprende meglio dopo la caduta di Samaria che non prima.

Anche la rovina generale e fine del regno di 13,9-11 è una situazione che si comprende meglio in relazione a fatti, come quelli del 722 a. C.

Comunque Osea fu uno dei vaticinatori di quella dolorosa fine: ma in modo cosi complesso e con tanta ricchezza di motivi, che solo la lettura del libro potrà dame pienamente conto.

Le conoscenze che egli mostra della vita e degli atteggiamenti etico-religiosi dei connazionali, fanno pensare che egli provenisse da un ambiente in cui l'antico strato cananeo aveva conservato molto della sua conformazione di fronte al secondo dei due elementi di cui constava essenzialmente Israele, ossia il gruppo nomade aramaico, che conosce pure bene.

Del primo Osea sa anzitutto le tendenze religiose, del secondo le tradizioni che risalgono all'età mosaica e patriarcale, di cui, anzi, fuori del Pentateuco, Osea è uno dei migliori testimoni.

Osea dovette avere un temperamento di eccezionale ricchezza affettiva e forse potremmo perfino dire passionale; anzi, probabilmente di alcune esperienze private del profeta in questo senso, elevate, sublimate, divenute mezzo di conoscenza religiosa universale, Dio si servi per affidare a Osca il tipico messaggio che egli ha da portare agli uomini: nel fatto del suo matrimonio ( cc. 1-3 ), con cui probabilmente si inizia la carriera profetica di Osea, nell'insistenza con cui molte volte ( e con termini vari ) parla dell'amore di Dio per il suo popolo e dell'amore che Dio domanda al popolo stesso, fino alle delicate immagini dell'amore di padre e figli ( 11,1-3 ) e della compassione per gli ammali sofferenti ( 11,4; 13,4-7 ).

L'amore è come un ultimo appello che la misericordia di Dio lancia a Israele, perché vi si aggrappi come a un'ancora e così si salvi.

Del resto più spesso, in considerazione dei vizi che Osea spesso enumera ( con terminologia che mostra relazione diretta con la legge morale ebraica più antica, il Decalogo: 4,2 e note ) e tra cui pochi sono i motivi di ravvedimento, annuncia castighi, in sostanza la fine d'Israele nella guerra, nelle invasioni, nel decadimento demografico.

Nel libro si distinguono due parti.

La prima ( cc. 1-3 ) contiene il messaggio derivante dal fatto del matrimonio ed è assai complicato, forse elaborato con fini artistici (come Gen 1, Am 1-2, Mt 1 ); ossia

1) il racconto del matrimonio in 3a persona ( c. 1) con aggiunta una spiegazione ( 2,1-3 ),

2) il racconto dello stesso fatto ( autobiografico ) in 1a persona ( 3,1-3 ), con una spiegazione ( 3,4-5 ),

3) in mezzo una raccoltina di oracoli che enunciano i temi generali della missione di Osea e sono concettualmente ben collegati con il fatto del matrimonio.

Il resto del libro ( cc. 4-14 ) contiene oracoli, in cui si possono distinguere collezioni minori, ma non chiaramente, tanto che tutto può ben essere considerato una serie amorfa di brani indipendenti.

Purtroppo il testo è in cattive condizioni: spesso l'interpretazione deve ricorrere al confronto con antichi traduttori e anche alla congettura.

Ma forse anche invece che lunghi brani, conformati sugli schemi noti dei profeti; molte volte abbiamo solo frammenti o composizioni affatto libere, in cui Osea si esprimeva in modo indipendente dalle convenzioni e con una certa estemporaneità.

È uno dei libri più ricchi di suggerimenti religiosi, per chi sappia ben penetrare nella storia, vedere i fini dei messaggi profetici e le ragioni della preferenza per l'una o l'altra espressione: e più che di dottrine Osea è ricco di sentimenti e di stati d'animo, con cui il lettore deve cercare di immedesimarsi, per poterne godere la freschezza e il profondo valore spirituale.

Conferenze

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Libro di Osea

Don Claudio Doglio

Libro di Osea

Don Francesco Cosentino

Osea Parte prima

Osea Parte seconda

Guido Benzi

Ti farò mia sposa per sempre

L. Popko

La prostituta del libro di Osea

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