Rut

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Giovanni Rinaldi

Il racconto, intitolato Rut dal nome della protagonista, comprende poche pagine, che sono tra le più deliziose della Bibbia.

Il contenuto è assai tenue: Noemi, vedova di un Ebreo che si era trasferito nella regione di Moab, decide di tornare nel paese natale di Betlemme.

Le due nuore, anch'esse vedove, Rut e Orpa, moabite, vogliono seguirla: ma essa le dissuade energicamente.

Orpa toma indietro, ma Rut segue la suocera a ogni costo e arriva con lei a Betlemme.

Qui, per soccorrere Noemi e se stessa, va a spigolare: capita nel campo di un certo Booz, parente stretto del suo defunto marito, che, conosciuta la devozione filiale di Rut per la suocera, le usa grandi attenzioni.

La suocera, considerando che il grado di parentela di Booz con la sua famiglia è quello detto del riscatto, spinge Rut a presentarsi a lui e dichiarargli che essendo riscattatore è in dovere di sposarla: è un tratto assai notevole e che mostra nella vecchia assai più pensiero per l'avvenire di Rut che per se stessa.

Rut segue i consigli della suocera: Booz si mostra sensibile al desiderio delle due donne.

Dopo un accertamento - la cui descrizione mette il lettore a contatto con concezioni e usanze antiche profondamente diverse dalle nostre - Booz sposa Rut, da cui ha un figlio, che sarà l'avo di David.

Quale fine ebbe l'A. nello scrivere questo racconto?

Per il fatto che si conclude con la genealogia di David, il libretto è inserito tra gli scritti di importanza nazionale israelitica e dal punto di vista religioso tra i documenti del messianismo.

Ma non è da trascurare il particolare che la protagonista della storia è una straniera, la quale con una cerca insistenza viene chiamata la Moabita ( 1,4.22; 2,2; 4,5.10 ): dato che in Israele di tanto in tanto fu sentito il problema degli stranieri e, come è naturale, ci furono esagerazioni sia in senso favorevole sia in senso ostile, ci sembra che col suo scritto, in cui è presentata, adorna di tante virtù e, tra queste, tanta tenacia per entrare a far parte di Israele, una straniera, che ha l'onore di avere tra i suoi discendenti David, l'A. intenda pronunciarsi in merito a quel problema.

Il quale nella forma particolare dell'assunzione di una straniera come moglie di un Ebreo fu agitato specialmente dopo l'esilio.

È questa l'epoca in cui molti studiosi collocano la composizione di Rut per molte ragioni, che a dir il vero sono controbilanciate, da ragioni altrettanto forti in favore di un'origine più antica e forse anche molto vicina ai fatti.

Per l'origine dopo l'esilio o, almeno, recente stanno indizi linguistici e archeologici ( per es. il fatto che in 4,7 sia spiegata un'usanza durata fino all'epoca babilonese ); per l'origine più antica stanno altri fatti, come questi che la legge del riscatto o levirato appare qui in una forma più arcaica che non in Dt 25; e anche la stessa benevola presentazione dei Moabiti.

Forse conviene semplicemente dire che Rut come tanta parte della storiografia biblica, presenta aspetti simultaneamente antichi e recenti; materiale antico, trasmesso fedelmente e con vivo senso della coerenza con l'ambiente storico a cui il fatto si riferisce, e d'altra parte elementi recenti, anche d'importanza, dovuti alla redazione scritta, allo scopo particolare per cui in tempi più recenti fu fatto servire il racconto antico.

Ma questa utilizzazione di cose antiche e, nel nostro caso particolare, il fatto che correnti d'indirizzo moderato facessero servire la storia di Rut a esprimere il loro pensiero per necessità nuove, aggiunge un interesse ideologico al libro e non gli toglie nulla della sua verità.

Quanto al suo valore per la costruzione della genealogia davidico-messianica, non si tratta di cosa secondaria, perché per i sostenitori della legittimità dell'assunzione di donne straniere nel popolo ebraico il fatto che Rut fosse a parte degli antenati davidici era naturalmente d'importanza dimostrativa fondamentale Mt 1,5, introducendo il Messia dei Giudei come discendente di una linea genealogica che ha, con le peccatrici, questa straniera, preparava gli annunci universalistici, che sono o speciali o delineati con particolare rilievo nel suo Vangelo ( Mt 2,1ss; Mt 8,11s; Mt 15,21s; Mt 21,43; Mt 25,32; Mt 27,54; Mt 28,18s ).

Conferenze

Introduzione

Don Federico Tartaglia

Libro di Rut

Card. Gianfranco Ravasi

Trittico di libri femminili: Rut, Giuditta - Ester

Rut

Don Davide Bertocchi

Rut: La delicatezza dell'amore

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