Atti degli Apostoli

Capitolo 19

CEI 2008 - Audio Interconfessionale

Indice

I seguaci di Giovanni a Èfeso

1 Mentre Apollo era a Corinto, Paolo, attraversate le regioni dell'altopiano, giunse a Èfeso.
Qui trovò alcuni discepoli
2 e disse loro: « Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede ? ».
Gli risposero: « Non abbiamo nemmeno sentito dire che ci sia uno Spirito Santo ».
At 8,15-17
Gv 7,39
3 Ed egli disse: « Quale battesimo avete ricevuto? ».
« Il battesimo di Giovanni », risposero.
Mt 3,6+
4 Disse allora Paolo: « Giovanni ha amministrato un battesimo di penitenza, dicendo al popolo di credere in colui che sarebbe venuto dopo di lui, cioè in Gesù ».
At 13,24-25+
At 1,5+
At 2,38+
5 Dopo aver udito questo, si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù
6 e non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, scese su di loro lo Spirito Santo e parlavano in lingue e profetavano.
At 8,15-17+
1 Tm 4,14+
At 2,4+
At 11,27+
7 Erano in tutto circa dodici uomini.

Fondazione della chiesa di Èfeso

8 Entrato poi nella sinagoga, vi poté parlare liberamente per tre mesi, discutendo e cercando di persuadere gli ascoltatori circa il regno di Dio.
At 13,5.46+
At 1,3+
9 Ma poiché alcuni si ostinavano e si rifiutavano di credere dicendo male in pubblico di questa nuova dottrina, si staccò da loro separando i discepoli e continuò a discutere ogni giorno nella scuola di un certo Tiranno.
At 9,2+
10 Questo durò due anni, col risultato che tutti gli abitanti della provincia d'Asia, Giudei e Greci, poterono ascoltare la parola del Signore.

Gli esorcisti giudei

11 Dio intanto operava prodigi non comuni per opera di Paolo,
12 al punto che si mettevano sopra i malati fazzoletti o grembiuli che erano stati a contatto con lui e le malattie cessavano e gli spiriti cattivi fuggivano.
Lc 8,44-47p
At 5,15
13 Alcuni esorcisti ambulanti giudei, si provarono a invocare anch'essi il nome del Signore Gesù sopra quanti avevano spiriti cattivi, dicendo: « Vi scongiuro per quel Gesù che Paolo predica ».
Lc 9,49p
At 3,16+
14 Facevano questo sette figli di un certo Sceva, un sommo sacerdote giudeo.
15 Ma lo spirito cattivo rispose loro: « Conosco Gesù e so chi è Paolo, ma voi chi siete? ».
At 16,17
16 E l'uomo che aveva lo spirito cattivo, slanciatosi su di loro, li afferrò e li trattò con tale violenza che essi fuggirono da quella casa nudi e coperti di ferite.
17 Il fatto fu risaputo da tutti i Giudei e dai Greci che abitavano a Èfeso e tutti furono presi da timore e si magnificava il nome del Signore Gesù.
At 9,35-42
At 3,10
Lc 5,26
18 Molti di quelli che avevano abbracciato la fede venivano a confessare in pubblico le loro pratiche magiche
19 e un numero considerevole di persone che avevano esercitato le arti magiche portarono i propri libri e li bruciavano alla vista di tutti.
Ne fu calcolato il valore complessivo e trovarono che era di cinquanta dramme d'argento.
20 Così la parola del Signore cresceva e si rafforzava.
At 6,7+

V. La fine dei viaggi. Il prigioniero del Cristo

I progetti di Paolo

21 Dopo questi fatti, Paolo si mise in animo di attraversare la Macedonia e l'Acaia e di recarsi a Gerusalemme dicendo: « Dopo esser stato là devo vedere anche Roma ».
1 Cor 16,1-8
Rm 15,22-32
At 11,30+
22 Inviati allora in Macedonia due dei suoi aiutanti, Timòteo ed Erasto, si trattenne ancora un po' di tempo nella provincia di Asia.
At 23,11
Rm 1,13
1 Cor 4,17

A Efeso. La sommossa degli orefici

23 Verso quel tempo scoppiò un gran tumulto riguardo alla nuova dottrina.
At 9,2+
24 Un tale, chiamato Demetrio, argentiere, che fabbricava tempietti di Artèmide in argento e procurava in tal modo non poco guadagno agli artigiani,
25 li radunò insieme agli altri che si occupavano di cose del genere e disse: « Cittadini, voi sapete che da questa industria proviene il nostro benessere;
At 16,19
26 ora potete osservare e sentire come questo Paolo ha convinto e sviato una massa di gente, non solo di Èfeso, ma si può dire di tutta l'Asia, affermando che non sono dèi quelli fabbricati da mani d'uomo.
At 17,29+
27 Non soltanto c'è il pericolo che la nostra categoria cada in discredito, ma anche che il santuario della grande dea Artèmide non venga stimato più nulla e venga distrutta la grandezza di colei che l'Asia e il mondo intero adorano ».
28 All'udire ciò s'infiammarono d'ira e si misero a gridare: « Grande è l'Artèmide degli Efesini! ».
29 Tutta la città fu in subbuglio e tutti si precipitarono in massa nel teatro, trascinando con sé Gaio e Aristarco macèdoni, compagni di viaggio di Paolo.
30 Paolo voleva presentarsi alla folla, ma i discepoli non glielo permisero.
31 Anche alcuni dei capi della provincia, che gli erano amici, mandarono a pregarlo di non avventurarsi nel teatro.
32 Intanto, chi gridava una cosa, chi un'altra; l'assemblea era confusa e i più non sapevano il motivo per cui erano accorsi.
33 alcuni della folla fecero intervenire un certo Alessandro, che i Giudei avevano spinto avanti ed egli, fatto cenno con la mano, voleva tenere un discorso di difesa davanti al popolo.
At 13,16
34 Appena s'accorsero che era Giudeo, si misero tutti a gridare in coro per quasi due ore: « Grande è l'Artèmide degli Efesini! ».
At 16,20
35 Alla fine il cancelliere riuscì a calmare la folla e disse: « Cittadini di Èfeso, chi fra gli uomini non sa che la città di Èfeso è custode del tempio della grande Artèmide e della sua statua caduta dal cielo?
36 Poiché questi fatti sono incontestabili, è necessario che stiate calmi e non compiate gesti inconsulti.
37 Voi avete condotto qui questi uomini che non hanno profanato il tempio, né hanno bestemmiato la nostra dea.
38 Perciò se Demetrio e gli artigiani che sono con lui hanno delle ragioni da far valere contro qualcuno, ci sono per questo i tribunali e vi sono i proconsoli: si citino in giudizio l'un l'altro.
39 Se poi desiderate qualche altra cosa, si deciderà nell'assemblea ordinaria.
40 C'è il rischio di essere accusati di sedizione per l'accaduto di oggi, non essendoci alcun motivo per cui possiamo giustificare questo assembramento ».
41 E con queste parole sciolse l'assemblea.
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Abbreviazioni
19,1-20 Paolo a Èfeso
19,1 Èfeso: una delle città più grandi e splendide del mondo di allora, apparteneva alla provincia romana di Asia; era anche un porto importante di raccordo tra Oriente e Occidente, centro di scambi culturali e di sincretismo religioso;
la città passava allora, con Alessandria, come una delle più belle dell'impero:
centro religioso, politico e commerciale, confluenza di genti diverse
Mentre Apollo era a Corinto: sutura redazionale fra le due informazioni intercalate nella narrazione del viaggio.
- Il testo occ. ha: « Volendo Paolo partire per Gerusalemme, secondo i suoi progetti, lo Spirito gli disse di ritornare in Asia.
Attraversata quindi … venne a Efeso ».
19,2 che ci sia uno Spirito santo: essi non ne ignorano l'esistenza - se hanno una conoscenza anche minima dell'AT - ma la sua effusione in adempimento delle promesse messianiche ( cf. At 2,17-18.33 ).
È possibile essere un Cristiano e non ricevere lo Spirito Santo?
19,5 Bisogna battezzare nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, oppure solo nel nome di Gesù Cristo?
19,8 Riprende la narrazione interrotta dalle informazioni riguardanti Apollo e i giovanniti: At 19,8 succede a At 18,23 e At 19,1.
19,9 nella scuola di un certo Tiranno: il testo occ. precisa che egli vi insegnava dalle ore 11 alle 16.
19,10 La permanenza a Èfeso va collocata negli anni 52-55 d.C. circa.
Paolo stesso parla delle grandi possibilità missionarie che gli si erano aperte a Èfeso ( 1 Cor 16,9 ) e accenna alle comunità sorte nella provincia di Asia ( 1 Cor 16,19 ).
due anni: At 20,31 dice: tre anni.
Durante questo soggiorno, Paolo ha scritto la prima lettera ai Corinzi,
la lettera ai Galati e, con qualche probabilità, la lettera ai Filippesi.
- tutti gli abitanti della provincia d'Asia: non tutta l'Asia proconsolare
( la parte occidentale dell'Asia Minore ), ma la regione di cui Efeso era il centro,
con le sette città di Ap 1,11.
Paolo aveva affidato al colossese Epafra il compito di evangelizzare Colossi;
ed Epafra aveva esteso il suo apostolato a Laodicea e a Gerapoli ( Col 1,7;
Col 4,12-13 ).
Paolo era aiutato anche da Timoteo ed Erasto ( At 19,22 ),
Gaio e Aristarco ( At 19,29 ),
Tito, del quale mai fanno parola gli Atti, e da altri ancora ( cf. 2 Cor 12,18 ).
Luca attribuisce a Paolo il lavoro di tutto il gruppo da lui diretto ( cf. Col 4,10+ ).
19,12 Si può essere guariti semplicemente toccando dei fazzoletti che erano sul corpo di qualcuno?
19,13 esorcisti ambulanti giudei: circa la pratica degli esorcismi presso i giudei,
cf. Mt 12,27.
Gesù stesso e gli apostoli dopo di lui ( cf. At 5,16; At 16,18 )
hanno frequentemente liberato ossessi ( cf. Mt 8,29+ ).
19,16 li afferrò o « afferrò gli uni e gli altri » o « tutti ».
19,18 le loro pratiche magiche: Efeso era rinomata per queste.
19,20 cresceva e si rafforzava: il testo alessandrino legge: « Così per la potenza del Signore, la parola cresceva e si rafforzava ».
19,21-28,31 Paolo, il testimone di Cristo
Dopo aver preso congedo dalle comunità da lui fondate, Paolo inizia un cammino che lo conduce prima a Gerusalemme e poi fino a Roma, nel contesto di una prigionia che gli dà modo di continuare l'opera di evangelizzazione nella forma della testimonianza a Cristo.
Con Paolo a Roma il Vangelo giunge ai "confini della terra",
secondo il mandato del Risorto.
19,21-22 Verso Roma
19,23-40 Sommossa degli orefici di Èfeso
19,23 Paolo accenna in 1 Cor 15,32 e 2 Cor 1,8 le difficoltà affrontate a Èfeso,
ma forse si tratta di altri eventi.
scoppiò un grande tumulto: questo episodio, che proviene da una fonte particolare e si differenzia dallo stile abituale di Luca, è stato da lui aggiunto in modo artificiale al suo racconto sull'evangelizzazione di Efeso.
19,24 tempietti: probabilmente riproduzioni della statua della dea Artèmide.
19,28 si misero a gridare: una variante occ. aggiunge: « precipitandosi nella strada ».
19,29 compagni di viaggio: vedi At 20,4.
Aristarco: originario di Tessalonica ( At 20,4 ),
fu compagno di Paolo durante la sua prigionia ( At 27,2; Col 4,10; Fm 24 ).
- Gaio: è probabilmente quello di At 20,4.
19,33 fecero intervenire: altro modo di tradurre: « Alcuni della folla persuasero ».
19,35 Il cancelliere, uno dei più alti magistrati della città, doveva redigere le deliberazioni dell'assemblea popolare.