Romani

Capitolo 1

CEI 2008 - Audio Interconfessionale

Indice

Indirizzo

1 Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per vocazione, prescelto per annunziare il vangelo di Dio,
Fil 1,1
Gal 1,10
2 che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture,
Gal 1,15
At 26,16-18
3 riguardo il Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne,
4 costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti, Gesù Cristo, nostro Signore.
2 Sam 7,1+
Mt 9,27+
2 Tm 2,8
Ap 22,16
Rm 9,5+
5 Per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia dell'apostolato per ottenere l'obbedienza alla fede da parte di tutte le genti, a gloria del suo nome;
At 9,15
6 e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo.
7 A quanti sono in Roma diletti da Dio e santi per vocazione, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo.
At 9,13+
1 Cor 8,6

Ringraziamento e preghiera

8 anzitutto rendo grazie al mio Dio per mezzo di Gesù Cristo riguardo a tutti voi, perché la fama della vostra fede si espande in tutto il mondo.
Rm 16,19
1 Ts 1,8
9 Quel Dio, al quale rendo culto nel mio spirito annunziando il vangelo del Figlio suo, mi è testimone che io mi ricordo sempre di voi,
2 Cor 1,23
Fil 1,8
1 Ts 2,5.10
Rm 15,16
10 chiedendo sempre nelle mie preghiere che per volontà di Dio mi si apra una strada per venire fino a voi.
11 Ho infatti un vivo desiderio di vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale perché ne siate fortificati,
12 o meglio, per rinfrancarmi con voi e tra voi mediante la fede che abbiamo in comune, voi e io.
13 Non voglio pertanto che ignoriate, fratelli, che più volte mi sono proposto di venire fino a voi - ma finora ne sono stato impedito - per raccogliere qualche frutto anche tra voi, come tra gli altri Gentili.
Rm 15,23
At 19,21
14 Poiché sono in debito verso i Greci come verso i barbari, verso i dotti come verso gli ignoranti:
15 sono quindi pronto, per quanto sta in me, a predicare il vangelo anche a voi di Roma.

La salvezza mediante la fede

1. La giustificazione

Enunciazione della tesi

16 Io infatti non mi vergogno del vangelo, poiché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco.
1 Cor 1,18-25
1 Cor 2,1-5
2 Cor 12,9s
1 Ts 2,13
17 È in esso che si rivela la giustizia di Dio di fede in fede, come sta scritto: Il giusto vivrà mediante la fede.
Rm 1,6+
Ab 2,4
Gal 3,11
Eb 10,38

A. I pagani e i Giudei sotto l'ira di Dio

I pagani oggetto dell'ira di Dio

18 In realtà l'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verità nell'ingiustizia,
Mi 7,9
Sof 1,15
Sal 85,4-6
Sal 69,25
19 poiché ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha loro manifestato.
20 Infatti, dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l'intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinità;
Sap 13,1-9
Sir 17,8
At 17,24-29
1 Cor 1,21
21 essi sono dunque inescusabili, perché, pur conoscendo Dio, non gli hanno dato gloria né gli hanno reso grazie come a Dio, ma hanno vaneggiato nei loro ragionamenti e si è ottenebrata la loro mente ottusa.
Is 40,26-28
Ef 4,17-18
22 Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti
1 Cor 1,19-20
23 e hanno cambiato la gloria dell'incorruttibile Dio con l'immagine e la figura dell'uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili.
Ger 2,5.11
Gen 1,26-27
Sal 106,20
Es 32
Dt 4,16-18
Sap 11,15
Sap 12,24
Sap 13,10s
24 Perciò Dio li ha abbandonati all'impurità secondo i desideri del loro cuore, si da disonorare fra di loro i propri corpi,
Ef 4,19
25 poiché essi hanno cambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del creatore, che è benedetto nei secoli. Amen.
Rm 16,27+
26 Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura.
27 Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s'addiceva al loro traviamento.
28 E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balia d'una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno,
29 colmi come sono di ogni sorta di ingiustizia, di malvagità, di frodi, di malignità; diffamatori,
30 maldicenti, nemici di Dio, oltraggiosi, superbi, fanfaroni, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori,
31 insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia.
32 E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a fare, ma anche approvano chi le fa.
Indice

Abbreviazioni
1,1-7 Indirizzo e saluto
c 1 Secondo un formulario in uso al suo tempo, Paolo inizia le lettere con un indirizzo ( nome del mittente e dei destinatari, saluto in forma di augurio ) seguito da un ringraziamento e da una preghiera.
Egli però dà a queste formule un'impronta cristiana che gli è propria e soprattutto le amplia inserendovi un pensiero teologico che annunzia ordinariamente i temi principali di ogni lettera.
- Qui i temi sono:
la gratuità dell'elezione divina,
il ruolo della fede nella giustificazione,
la salvezza mediante la morte e la resurrezione del Cristo,
l'armonia dei due testamenti.
1,1 Il termine "vangelo" ricorre 40 volte nell'epistolario paolino.
L'espressione vangelo di Dio sottolinea l'iniziativa gratuita ed efficace di Dio per la salvezza.
apostolo: questo titolo di origine giudaica, che significa « inviato » ( cf. Gv 13,16;
2 Cor 8,23; Fil 2,25 ),
è applicato nel NT ora ai dodici discepoli scelti dal Cristo ( Mt 10,2; At 1,26; At 2,37; ecc.; 1 Cor 15,7; Ap 21,14 )
per essere suoi testimoni ( At 1,8+ ),
ora, in senso più largo, ai missionari del vangelo ( Rm 16,7; 1 Cor 12,28; Ef 2,20;
Ef 3,5; Ef 4,11 ).
Benché Paolo non sia stato incorporato nel collegio dei dodici, il suo carisma eccezionale di missione presso i pagani ( At 26,17; Rm 11,13; 1 Cor 9,2; Gal 2,8;
1 Tm 2,7 )
fa di lui un apostolo del Cristo ( Rm 1,1; 1 Cor 1,1; ecc. )
che in nulla è inferiore ai dodici, perché come essi ( At 10,41 )
ha visto il Cristo risorto ( 1 Cor 9,1 )
e ha ricevuto da lui ( Rm 1,5; Gal 1,16 )
la missione di essere suo testimone ( At 26,16 ).
Pur riconoscendosi l'ultimo degli apostoli ( 1 Cor 15,9 ),
Paolo sottolinea chiaramente che è uguale a loro ( 1 Cor 9,5; Gal 2,6-9 )
e che non deve a loro il suo vangelo ( Gal 1,1.17.19 ).
1,3-4 L'annuncio del Vangelo riguarda Gesù Cristo, discendente di Davide come uomo
( Mt 1,1 ), ma costituito Figlio di Dio, ossia nella pienezza dei poteri salvifici del Figlio di Dio, mediante la risurrezione dai morti.
Dopo l'umiliazione e la morte di croce, Dio Padre lo ha esaltato e lo ha posto nella condizione gloriosa di Figlio, capace di donare lo Spirito Santo ( At 2,22-24.32-36;
Ef 1,18-21; Fil 2,8-11 ).
1,4 costituito: volg. ha: « predestinato ».
- risurrezione dai morti: Paolo attribuisce sempre la resurrezione del Cristo all'azione di Dio ( 1 Ts 1,10; 1 Cor 6,14; 1 Cor 15,15; 2 Cor 4,14; Gal 1,1; Rm 4,24; Rm 10,9; At 2,24+; 1 Pt 1,21 ),
che ha manifestato in essa la sua « potenza » ( 2 Cor 13,4; Rm 6,4; Fil 3,10;
Col 2,12; Ef 1,19s; Eb 7,16 ).
- Dallo Spirito santo il Cristo è stato ricondotto alla vita ( Rm 8,11 )
e collocato nello stato glorioso di « Kyrios » ( Fil 2,9-11+; At 2,36+; Rm 14,9 ),
per cui merita a un titolo nuovo, messianico, il nome eterno di « Figlio di Dio »
( At 13,33; Eb 1,1-5; Eb 5,5; cf. Rm 8,11+; Rm 9,5+ ).
1,5 l'obbedienza alla fede: forse meno l'obbedienza dovuta al messaggio evangelico che quella che è adesione di fede ( cf. At 6,7; Rm 6,16-17; Rm 10,16; Rm 15,18;
Rm 16,19.26; 2 Cor 10,5-6; 2 Ts 1,8; 1 Pt 1,22; Eb 5,9; Eb 11,8 ).
1,7 santi per chiamata: cioè sottratti, mediante l'annuncio del Vangelo, al peccato e consacrati a Dio, partecipi della sua vita ( Rm 8,1; 1 Cor 1,4-9; Lv 11,44; Lv 19,2 ).
1,9 rendo culto: alla lettera.
Il ministero apostolico è un atto di culto reso a Dio ( cf. Rm 15,16 ),
come lo è ogni vita cristiana animata dalla carità ( Rm 12,1; Fil 2,17+; Fil 3,3;
Fil 4,18; At 13,2; 2 Tm 1,3; 2 Tm 4,6; Eb 9,14; Eb 12,28; Eb 13,15; 1 Pt 2,5 ).
- nel mio spirito: lo spirito ( pneuma ) designa talvolta in Paolo la parte superiore dell'uomo ( Rm 1,9; Rm 8,16; 1 Cor 2,11; 1 Cor 16,18; 2 Cor 2,13; 2 Cor 7,13;
Gal 6,18; Fil 4,23; Fm 25; 2 Tm 4,22; cf. Mt 5,3; Mt 27,50; Mc 2,8; Mc 8,12;
Lc 1,47.80; Lc 8,55; Lc 23,46; Gv 4,23s; Gv 11,33; Gv 13,21; Gv 19,30; At 7,59;
At 17,16; At 18,25; At 19,21 )
che si distingue dalla parte inferiore, la carne ( 1 Cor 5,5; 2 Cor 7,1; Col 2,5;
cf. Mt 26,41p; 1 Pt 4,6; Rm 7,5 ),
il corpo ( 1 Cor 5,3s; 1 Cor 7,34; cf. Gc 2,26; Rm 7,24 ),
perfino la psyché ( 1 Ts 5,23+; cf. Eb 4,12; Gd 19 )
e che corrisponde in certo modo al noas ( Rm 7,25+; Ef 4,23 ).
Confrontare il senso analogo di « disposizione di spirito » ( 1 Cor 4,21; 2 Cor 12,18; Gal 6,1; Fil 1,27 ).
Adottando questo termine a preferenza di noús della filosofia greca, la tradizione biblica ( cf. Gen 6,17+; Is 11,2+ ) lascia intendere la corrispondenza profonda che esiste tra lo spirito dell'uomo e lo Spirito di Dio che lo suscita e lo dirige ( Rm 5,5+; At 1,8+ ).
Questa corrispondenza è tale che in parecchi testi citati e in altri ancora
( cf. Rm 12,11; 2 Cor 6,6; Ef 4,3.23; Ef 6,18; Fil 3,3; Col 1,8; Gd 19; ecc. )
è difficile precisare di quale spirito si tratti, naturale o soprannaturale, personale o partecipato.
1,13 Ringraziamento, preghiera e argomento della lettera ( Rm 1,8-17 )
Sulle intenzioni di Paolo di recarsi a Roma, vedi Rm 15,23; At 19,21; At 23,11.
1,14 barbari: sono chiamati così i popoli estranei alla lingua e alla cultura greca.
verso i Greci: i « greci », opposti ai « barbari », designano tutti gli uomini « civili », ivi compresi i romani ( che avevano adottato la cultura greca ); opposti ai « giudei », indicano tutti i pagani ( Rm 1,16; Rm 2,9-10; Rm 3,9; Rm 10,12; 1 Cor 1,22-24; ecc. ).
1,15 sono quindi pronto, per quanto sta in me: si può anche tradurre:
« di qui la mia sollecitudine »
1,16 di chiunque crede: la fede è un atto con cui l'uomo si rimette a Dio
( che è nello stesso tempo verità e bontà ) come all'unica fonte della salvezza.
Essa si fonda sulla sua veracità e sulla sua fedeltà alle promesse ( Rm 3,3s;
1 Ts 5,24; 2 Tm 2,13; Eb 10,23; Eb 11,11 )
e sulla sua potenza nell'attuarle ( Rm 4,17-21; Eb 11,19 ).
Avendo Dio parlato per mezzo del suo Figlio ( Eb 1,1 ),
dopo la lunga preparazione dell'AT ( Eb 11 ),
a lui ormai bisogna credere ( cf. Mt 8,10+; Gv 3,11+ )
e dopo di lui al « kerigma » ( Rm 10,8-17; 1 Cor 1,21; 1 Cor 15,11.14;
cf. At 2,22+ )
del vangelo ( Rm 1,16; 1 Cor 15,1-2; Fil 1,27; Ef 1,13 )
annunziato dagli apostoli ( Rm 1,5; 1 Cor 3,5; cf. Gv 17,20 ),
cioè che Dio ha resuscitato Gesù dai morti e lo ha costituito Kyrios ( Rm 4,24s;
Rm 10,9; At 17,31; 1 Pt 1,21; cf. 1 Cor 15,14.17 ),
offrendo per mezzo di lui la vita a quanti crederanno in lui ( Rm 6,8-11; 2 Cor 4,13s; Ef 1,19s; Col 2,12; 1 Ts 4,14 ).
La fede nel nome di Gesù ( Rm 3,26; Rm 10,13; cf. Gv 1,12; At 3,16; 1 Gv 3,23 ),
Cristo ( Gal 2,16; cf. At 24,24; 1 Gv 5,1 ),
Signore ( Rm 10,9; 1 Cor 12,3; Fil 2,11; cf. At 16,31 )
e Figlio di Dio ( Gal 2,20; cf. Gv 20,31; 1 Gv 5,5; At 8,37; At 9,20 ),
è così la condizione indispensabile della salvezza ( Rm 10,9-13; 1 Cor 1,21;
Gal 3,22; cf. Is 7,9+; At 4,12; At 16,31; Eb 11,6; Gv 3,15-18 ).
La fede non è pura adesione intellettuale, ma fiducia, obbedienza ( Rm 1,5;
Rm 6,17; Rm 10,16; Rm 16,26; cf. At 6,7 )
a una verità vitale ( 2 Ts 2,12s )
che impegna tutto l'essere nell'unione al Cristo ( 2 Cor 13,5; Gal 2,16.20; Ef 3,17 )
e gli dà lo Spirito ( Gal 3,2.5.14; cf. Gv 7,38s; At 11,16-17 )
dei figli di Dio ( Gal 3,26; cf. Gv 1,12 ).
Facendo unicamente assegnamento su Dio, la fede esclude ogni senso di sufficienza ( Rm 3,27; Ef 2,9 )
e si oppone al sistema della legge ( Rm 7,7+ )
e alla sua vana ricerca ( Rm 10,3; Fil 3,9 )
di una giustizia meritata dalle opere ( Rm 3,20.28; Rm 9,31s; Gal 2,16; Gal 3,11s ):
la vera giustizia che solo essa procura è la giustizia salvifica di Dio ( Rm 3,21-26 )
ricevuta come un dono gratuito ( Rm 3,24; Rm 4,16; Rm 5,17; Ef 2,8;
cf. At 15,11 ).
In questo modo la fede raggiunge la promessa fatta ad Abramo ( Rm 4; Gal 3,6-18 )
e apre la salvezza a tutti, anche ai pagani ( Rm 1,5.16; Rm 3,29s; Rm 9,30;
Rm 10,11s; Rm 16,26; Gal 3,8 ).
Essa si accompagna al battesimo ( Rm 6,4+ ),
si esprime con una professione aperta ( Rm 10,10; 1 Tm 6,12 )
e dà frutti con la carità ( Gal 5,6; cf. Gc 2,14+ ).
Ancora oscura ( 2 Cor 5,7; Eb 11,1; cf. Gv 20,29 )
e accompagnata dalla speranza ( Rm 5,2+ ),
essa deve crescere ( 2 Cor 10,15; 1 Ts 3,10; 2 Ts 1,3 )
nella lotta e nelle sofferenze ( Fil 1,29; Ef 6,16; 1 Ts 3,2-8; 2 Ts 1,4; Eb 12,2;
1 Pt 5,9 ),
nella fortezza ( 1 Cor 16,13; Col 1,23; Col 2,5.7 )
e nella fedeltà ( 2 Tm 4,7; cf. 2 Tm 1,14; 1 Tm 6,20 )
fino al giorno della visione e del possesso ( 1 Cor 13,12; cf. 1 Gv 3,2 ).
- del Giudeo prima: i giudei sono i primi nell'economia storica della salvezza,
per la loro gloria come per la loro condanna.
Infatti « la salvezza viene dai giudei » ( Gv 4,22; cf. Rm 2,9-10; Mt 10,5s; Mt 15,24; Mc 7,27; At 13,5+ ).
1,17 La giustizia di Dio è la sua fedeltà alle promesse di salvezza consegnate nelle sacre Scritture.
È in forza di questa sua fedeltà che Dio rende giusti i credenti ( Gal 3,14 ).
L'espressione da fede a fede sottolinea il fatto che la fede è l'unica condizione per riconoscere e accogliere la giustizia salvifica di Dio.
La citazione biblica di Ab 2,4, dove ricorrono i tre vocaboli chiave giusto, vivere, fede, mostra il compimento delle promesse di Dio ( Gal 3,11 ).
Non una giustizia « distributiva » che ricompensa le opere, ma la giustizia salvifica
( cf. Is 56,1 ) di Dio ( cf. Rm 3,26 ) che compie la promessa di salvezza per grazia
( Rm 4,25+ ).
- di fede in fede: l'espressione sembra significare che la fede è la condizione necessaria e unica di questa rivelazione.
1,18-4,25 La salvezza mediante la fede
Inizia la parte dottrinale della lettera che si estende per i primi undici capitoli.
Il primo sviluppo tematico riguarda la salvezza mediante la fede.
Questo è il cuore del Vangelo che Paolo propone a tutti gli uomini.
1,18-23 Tutti sono nel peccato
La prima parte dell'argomentazione riguarda la condizione di peccato dei pagani,
i quali, pur conoscendo Dio, hanno venerato le creature.
1,18 L'ira di Dio è un'espressione antropomorfica, desunta dall'AT,
per indicare la reazione divina di fronte al peccato.
1,18-3,20 Al tema della giustizia di Dio rivelata nel vangelo ( Rm 1,16-17 ),
tema che verrà ripreso in Rm 3,21s, succede il tema antitetico: fuori del vangelo c'è posto soltanto per « l'ira di Dio »,
sia sul mondo pagano ( Rm 1,18-32 ),
sia sul mondo giudaico ( Rm 2,1-3,20 ).
Questa ira si rivela anzitutto con il moltiplicarsi dei peccati e scoppierà nel giudizio finale ( Rm 2,6+; Mt 3,7+ ).
l'ira di Dio: già nell'AT l'ira di Dio ( Nm 11,1+ )
era opposta alla sua giustizia ( Mi 7,9; Sal 85,5-12 ).
Anche qui essa è provocata dal peccato ( Rm 2,5-8; Rm 4,15; Rm 9,22+; Ef 5,6;
Col 3,6; cf. 1 Ts 2,16; Gv 3,36 ),
in modo che il Cristo ne libera coloro che credono in lui e che Dio giustifica ( Rm 5,9; cf. 1 Ts 1,10; 1 Ts 5,9 ).
1,20 Il peccato dei pagani consiste nel rifiuto del giusto rapporto con Dio conosciuto attraverso la realtà creata ( Sap 13,1-9 ).
1,21 conoscendo Dio: conoscenza di un Dio unico e personale, che implica la coscienza di un obbligo di preghiera e di adorazione.
1,23 Il culto degli animali era diffuso particolarmente in Egitto.
1,24-32 Dio li ha abbandonati alle loro passioni
1,24 L'espressione Dio li ha abbandonati, ripetuta tre volte ( vv. 24.26.28 ), rimanda al giudizio di Dio, che manifesta e condanna le conseguenze della idolatria; sottolinea a tre riprese come l'errore religioso colpevole trascini i peggiori disordini morali e sociali.
Il peccato porta già in se stesso il suo frutto e la sua sanzione ( cf. Ez 23,28-29;
Is 64,6; Sap 11,15-16; Sap 12,23-27 ).
- Paolo giudica e condanna il mondo pagano, non le intenzioni delle persone, di cui solo Dio è giudice ( Rm 2,16; 1 Cor 4,5; 1 Cor 5,12-13 ): Rm 2 suppone che più di un pagano osservi la legge naturale scritta nel suo cuore ( Rm 2,14-15 ).
Ma l'uomo deve riconoscersi peccatore.
1,25 Amen: la parola ebraica amen, ereditata dall'AT ( cf. Sal 41,14+ )
passa nell'uso della chiesa cristiana ( Rm 9,5; Rm 11,36; 1 Cor 14,16; Ap 1,6-7;
Ap 22,20-21; ecc. ).
Già usata da Gesù ( Mt 5,18+ ),
essa venne in seguito riferita a lui come un nome proprio, a titolo di testimone vero delle promesse di Dio ( 2 Cor 1,20; Ap 1,2.5+; Ap 3,14 ).
1,26-27 Qual è la posizione della Bibbia sull'omosessualità?
1,28 intelligenza depravata: BJ traduce: « spirito senza giudizio ».
Per non essersi esercitato come doveva, il giudizio morale, incluso nella conoscenza di Dio ( v 21 ), si trova atrofizzato o falsato ( v 32 ).
1,29 L'ampio elenco dei vizi dei pagani riflette lo schema del decalogo, integrato con elenchi analoghi dell'ambiente del giudaismo ellenistico ( Rm 13,13; 1 Cor 5,10-11; 1 Cor 6,9-10; 2 Cor 12,20; Gal 5,19-21; Ef 4,31; Ef 5,3-5; Col 3,5-8; 1 Tm 1,9-10; 1 Tm 6,4; 2 Tm 3,2-5; Tt 3,3 ).
colmi come sono: Paolo si ispira, qui e spesso altrove, a liste di vizi che circolavano nella lettera tura contemporanea, pagana e soprattutto giudaica.
1,30 nemici di Dio: altra traduzione: « odiati da Dio », ma cf. Rm 5,10; Rm 8,7.
1,31 senza cuore: volg. aggiunge: « implacabili » ( cf. 2 Tm 3,3 ).
1,32 pur conoscendo il giudizio di Dio: la tradizione latina ha letto: « pur conoscendo che Dio è giusto, essi non compresero che gli autori di simili azioni sono degni di morte; e non solo i loro autori, ma anche coloro che li approvano ».