Matteo

Capitolo 3

CEI 2008 - Audio Interconfessionale

II. La promulgazione del regno dei cieli

1. Sezione narrativa

Predicazione di Giovanni Battista

1 In quei giorni comparve Giovanni il Battista a predicare nel deserto della Giudea,
Mc 1,1-8
Lc 3,1-18
2 dicendo: « Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino! ».
At 2,38+
Mt 4,17+
Mt 10,7
3 Egli è colui che fu annunziato dal profeta Isaia quando disse: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!
Is 40,3+
Gv 1,23
4 Giovanni portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico.
Mt 11,8-9
2 Re 1,8+
5 Allora accorrevano a lui da Gerusalemme, da tutta la Giudea e dalla zona adiacente il Giordano;
Mt 11,7
6 e, confessando i loro peccati, si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano.
7 Vedendo però molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: « Razza di vipere! Chi vi ha suggerito di sottrarvi all'ira imminente?
Mt 21,25.32
Gv 5,35
Gv 12,34
Am 5,18+
8 Fate dunque frutti degni di conversione,
Gv 8,33-40
9 e non crediate di poter dire fra voi: Abbiamo Abramo per padre.
Vi dico che Dio può far sorgere figli di Abramo da queste pietre.
Rm 9,7-8
Gal 4,21-31
10 Già la scure è posta alla radice degli alberi: ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco.
Mt 7,19p
11 Io vi battezzo con acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più potente di me e io non sono degno neanche di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.
Gv 1,26.33
12 Egli ha in mano il ventilabro, pulirà la sua aia e raccoglierà il suo grano nel granaio, ma brucerà la pula con un fuoco inestinguibile »
At 1,5+
Is 41,16
Ger 15,7
Sap 5,14.23

Battesimo di Gesù

13 In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui.
Mc 1,9-11
Lc 3,21-22
2 Re 5,1-14
14 Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: « Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me? ».
Gv 13,6
15 Ma Gesù gli disse: « Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia ».
Allora Giovanni acconsentì.
16 Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui.
Gv 1,32-34
17 Ed ecco una voce dal cielo che disse: « Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto ».
Is 42,1
Mt 12,18
Mt 17,5
Indice

Abbreviazioni
3,1-4,11 Inizi della vita pubblica
3,1-12 Predicazione di Giovanni il Battista ( Mc 1,2-8; Lc 3,1-18 )
3,1 In quei giorni: espressione stereotipa che ha un valore di transizione.
- Giudea: regione montuosa e brulla che si estende tra la catena centrale della Palestina e la depressione del Giordano e del mar Morto.
3,2 La "conversione" è mutare pensieri e condotta per camminare nelle vie di Dio.
Il regno dei cieli, espressione di stampo ebraico tipica di Matteo, equivale a regno di Dio che è usata altrove.
È la signoria di Dio nelle coscienze e la sua attuazione anche visibile: Mt 4,17.
Convertitevi: la metanoia, etimologicamente cambiamento di sentimenti, designa una rinunzia al peccato, un « pentimento ».
Questo dispiacere, che si porta verso il passato, si accompagna normalmente con una « conversione » ( verbo greco epistrefein ) per mezzo della quale l'uomo si volge verso Dio e inizia una nuova vita.
Questi due aspetti complementari di un medesimo movimento dell'anima non si distinguono sempre nel vocabolario ( cf. At 2,38+; At 3,19+ ).
Pentimento e conversione sono la condizione necessaria per ricevere la salvezza apportata dal regno di Dio.
L'invito al pentimento lanciato da Giovanni Battista ( cf. anche At 13,24; At 19,4 )
sarà riapreso da Gesù ( Mt 4,17p; Lc 5,32; Lc 13,3.5 ),
dai suoi discepoli ( Mc 6,12; Lc 24,47 )
e da Paolo ( At 20,21; At 26,20 ).
- il regno dei cieli: per « regno di Dio », cf. Mt 4,17+: modo di dire proprio di Mt rispondente alla preoccupazione giudaica di sostituire il Nome temibile con una metafora.
3,3 Citazione di Is 40,3.
3,4 Il vestito del Battista fa pensare a Elia ( 2 Re 1,8 ).
3,6 Nel battesimo il penitente veniva immerso nel fiume Giordano; questo rito significava purificazione e rinascita.
si facevano battezzare: il rito d'immersione, simbolo di purificazione o di rinnovamento, era conosciuto dalle religioni antiche e dal giudaismo ( battesimo dei proseliti, esseni ).
Pur ispirandosi a questi precedenti, il battesimo di Giovanni se ne distingue per tre aspetti principali:
mira a una purificazione non più rituale, ma morale ( Mt 3,2.6.8.11; Lc 3,10-14 );
non si ripete e riveste perciò l'aspetto di una iniziazione;
ha un valore escatologico per il fatto che introduce nel gruppo di coloro che professano un'attesa attiva del Messia vicino e costituiscono in anticipo la sua comunità ( Mt 3,2.11; Gv 1,19-34 ).
La sua efficacia è reale, ma non sacramentale, dal momento che dipende dal giudizio di Dio che deve ancora venire nella persona del Messia, il cui fuoco purificherà o consumerà secondo che si sarà bene o mal disposti.
Solo il Messia battezzerà nello « Spirito santo » ( Mt 3,7.10-12; Gv 1,33+ ).
Questo battesimo di Giovanni sarà ancora praticato dai discepoli del Cristo ( Gv 4,1-2 ), finché sarà assorbito dal rito nuovo istituito da Gesù ( Mt 28,19; At 1,5+; Rm 6,4+ ).
3,7 I farisei, cioè i "separati", si distinguevano per la rigorosa osservanza della Legge;
i sadducei, erano i sacerdoti che si ritenevano discendenti di Sadoc ( 1 Re 2,35; Ez 44,15; Ez 48,11 ) e i loro sostenitori.
Dal punto di vista dottrinale i sadducei erano piuttosto conservatori, dal punto di vista sociale e politico erano disponibili al dialogo con gli occupanti romani.
I due gruppi differivano anche su alcuni punti di dottrina ( Mt 22,23 e At 23,8 ).
farisei: setta di giudei, zelanti osservatori della legge, ma il cui eccessivo attaccamento alla tradizione orale dei dottori sfociava in una casistica piena di sottigliezze e di affettazione.
La libertà di Gesù nei riguardi della legge e la sua familiarità con i peccatori potevano suscitare in essi solo opposizione; i vangeli, soprattutto Mt, ne hanno conservato vari echi ( cf. Mt 9,11p; Mt 12,2p.14p.24; Mt 15,1p; Mt 16,1p.6p; Mt 19,3p; Mt 21,45: Mt 22,15p.34.41; Lc 5,21; Lc 6,7; Lc 15,2; Lc 16,14s; Lc 18,10s; Gv 7,32; Gv 8,13; Gv 9,13s; Gv 11,47s ).
Tuttavia Gesù ha avuto relazioni amichevoli con alcuni di essi ( Lc 7,36+; Gv 3,1+ ) e i discepoli vi hanno trovato degli alleati contro i sadducei ( At 23,6-10 ).
Non si può negare il loro zelo ( cf. Rm 10,2 ), anzi la loro rettitudine ( At 5,34s ).
Paolo stesso si vanta del suo passato farisaico ( At 23,6; At 26,5; Fil 3,5 ).
- I sadducei, per reazione contro i farisei, rigettavano ogni tradizione che non fosse la legge scritta ( cf. At 23,8+ ).
Meno pii e più preoccupati di politica, si reclutavano soprattutto tra le grandi famiglie sacerdotali;
si sono così urtati con Gesù ( Mt 16,1.6; Mt 22,23p ) e con i suoi discepoli ( At 4,1+; At 5,17 ).
- l'ira imminente: è l'ira ( Nm 11,1+ ) del giorno di Jahve ( Am 5,18+ ), che doveva inaugurare l'èra messianica.
È il giudizio di Dio sugli empi: Am 5,18; Sof 1,14-15.
3,9 Soltanto la fede autentica rende veri figli di Abramo.
3,11 Il fuoco indica purificazione.
Che cosa era il battesimo di Giovanni il battista?
Il fuoco, mezzo di purificazione meno materiale e più efficace dell'acqua, simboleggia, già nell'AT ( cf. Is 1,25; Zc 13,9; Ml 3,2-3; Sir 2,5, ecc. ), l'intervento sovrano di Dio e del suo Spirito che purifica le coscienze.
3,12 Il fuoco della Geenna ( Mt 18,9+ ) che consuma per sempre ciò che non ha potuto essere purificato ( Is 66,24; Gdt 16,17; Sir 7,17; Sof 1,18; Sal 21,10, ecc. ).
3,13-17 Battesimo di Gesù ( Mc 1,9-11; Lc 3,21-22; Gv 1,29-34 )
3,15 ogni giustizia: ciò che è giusto davanti a Dio, ossia quello che l'uomo deve fare per obbedire a Dio e adempiere il suo disegno di salvezza.
Sebbene senza peccato ( Gv 8,46 ), Gesù vuole sottomettersi al battesimo di Giovanni in cui riconosce una pratica voluta da Dio ( cf. Lc 7,29-30 ), preparazione ultima dell'èra messianica ( cf. Mt 3,6+ ); intende soddisfare, così, la « giustizia » salvifica di Dio che presiede al piano della salvezza.
Al di là di questo atto del battesimo, Matteo pensa forse alla nuova « giustizia » per mezzo della quale Gesù compirà e perfezionerà quella dell'antica legge ( cf. Mt 5,17.20 ).
- Una leggenda apocrifa si è insinuata a questo punto in due mss della vet.lat.: « E mentre egli veniva battezzato, una luce intensa si diffuse al di sopra dell'acqua, al punto che tutti i presenti furono colti da timore ».
3,16 si aprirono: un'aggiunta precisa: « per lui », cioè ai suoi occhi.
- Lo Spirito, che aleggiava sulle acque della prima creazione ( Gen 1,2 ), appare qui, all'inizio della nuova creazione:
da una parte unge Gesù per l'opera messianica ( At 10,38 ) che egli stesso ormai dirigerà ( Mt 4,1p, Lc 4,14.18; Lc 10,21; Mt 12,18.28);
dall'altra, come hanno interpretato i Padri, santifica l'acqua e prepara il battesimo cristiano ( cf. At 1,5+ ).
3,17 Questi … compiaciuto: questa espressione designa subito Gesù come il vero servo annunziato da Isaia.
Tuttavia, il termine « Figlio », sostituito a quello di servo ( grazie al doppio senso del termine greco pais ), sottolinea il carattere messianico e propriamente filiale della sua relazione con il Padre ( cf. Mt 4,3+ ).