Lo Spirito Santo nella Liturgia

D 63

Digiuno ( A. T. )

Rif.

In seno al popolo di Dio, il digiuno fu sempre considerato come una pratica essenziale dell'anima religiosa; infatti, secondo il pensiero ebraico, la privazione del nutrimento e, in generale, di tutto ciò che è gradevole ai sensi, era il mezzo ideale per esprimere a Dio, in una preghiera di supplica, la totale dipendenza di fronte a lui, il desiderio di vedersi perdonato e il fermo proposito di cambiar condotta ( conversione ).
E 26
Tuttavia, di fronte all'aspetto formalistico istintivo che il digiuno aveva presso, i profeti hanno ricordato il primato dell'amore verso Dio e verso il prossimo, soprattutto verso gli infelici.
Così si originò il trinomio tradizionale: digiuno, preghiera, elemosina.

Testi

Rilievi

Rif.

1 Sam 31,13
2 Sam 12,22-23
2 Sam 1,12
2 Sam 3,35
Gen 50,10
Per molto tempo il digiuno è rimasto un rito votivo, legato a una disgrazia e praticato a titolo individuale o collettivo per una disfatta, una morte, un peccato.

Lv 16,29
Lv 23,29
Praticato una volta all'anno ( Kippur ) come segno di appartenenza alla comunità purificata, il digiuno fu, in seguito, prescritto frequentemente nelle grandi circostanze.

1 Sam 7,1-6
Gdc 20,26
2 Cr 20,3
1 Mac 3,44-47
Gdt 4,9-13
Gn 3
1 Re 21,12-14
Venivano imposti digiuni in espiazione per l'idolatria, come supplica di fronte alla collera di Dio
A 35
per cercare di scoprirne la causa.

Gdt 8,4-6
2 Sam 12,16
Sal 35,13
Dn 10,2-3.9-14
In segno di lutto,
D 47
per la guarigione dei malati, per domandare luce spirituale.

Sal 69,11
Sir 34,26
1 Re 21,27-29
Esd 8,21-23
Lo spirito fondamentale di questa pratica è sempre la penitenza, la volontà di espiazione
E 27
e la supplica alla misericordia di Dio.

Zc 7,1-14
Zc 8,18-19
2 Re 25,1-25
Per la prima volta, durante l'esilio, il digiuno del 4°, 5°, 7° e 10° mese è un digiuno istituzionale destinato a richiamare le quattro tappe della caduta di Gerusalemme.

Lv 16,29-31
Lv 23,27-32
Nm 29,7
Gl 2,15-16
Oltre alla semplice privazione del nutrimento, digiunare vuol anche dire affliggersi, umiliarsi, astenersi dal lavorare, non compiere l'atto sessuale.

Is 58,3-11
Gl 2,12-13
I profeti si scagliano contro un digiuno solamente esteriore.

Zc 7,5-12
Zc 8,17-19
Is 58,3-14
Gl 2,12-13
Tre profeti post-esilici predicano la conversione del cuore
E 26
oltre alle pratiche del digiuno.

Sir 34,25
Am 5,21-25
Os 6,6
Tb 12,8
La giustizia e la misericordia prevalgono sulla penitenza.
Per cui viene giustificato il trinomio tradizionale: digiuno, preghiera, elemosina.

Est 4,1-3.16
Est 9,32
Tb 3,10-11
Tb 12,8
Gdt 4,8-10
Gdt 9,1
Gl 1,13-14
La comunità post-esilica pratica molto il digiuno e i rabbini diranno che esso vale l'olocausto di se stesso sull'altare: diventa così segno del sacrificio spirituale.
D 25

Dt 9,9
Es 24,18
Es 34,28
1 Re 19,1-18
Mt 4,1-2
Infine, annunciando il digiuno di Cristo nel deserto,
B 74
il digiuno di Mosè e di Elia sembra compiere la sua funzione suprema, mistica: fa entrare in comunione con Dio.
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