Genesi

Capitolo 3

CEI 2008 - Audio Interconfessionale

La caduta

1 Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio.
Egli disse alla donna: « È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino? ».
Sap 2,24
Gv 8,44
Ap 12,9
Ap 20,2
Rm 5,12-21
2 Rispose la donna al serpente: « Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare,
3 ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete ».
4 Ma il serpente disse alla donna: « Non morirete affatto!
5 Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male ».
Gen 2,17
Gen 3,22
Is 14,14+
6 allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò.
7 Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.
8 Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno e l'uomo con sua moglie si nascosero dal Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino.
1 Re 19,12
9 Ma il Signore Dio chiamò l'uomo e gli disse: « Dove sei? ».
10 Rispose: « Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto ».
11 Riprese: « Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non mangiare? ».
12 Rispose l'uomo: « La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato ».
13 Il Signore Dio disse alla donna: « Che hai fatto ? ».
Rispose la donna: « Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato ».
2 Cor 11,3
14 Allora il Signore Dio disse al serpente: « Poiché tu hai fatto questo, sii tu maledetto più di tutto il bestiame e più di tutte le bestie selvatiche; sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita.
Is 65,25
15 Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno ».
Ap 12,17
16 Alla donna disse: « Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, col dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà ».
Ap 12,2
17 All'uomo disse: « Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell'albero, di cui ti avevo comandato: Non ne devi mangiare, maledetto sia il suolo per causa tua!
Col dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita.
Rm 8,20
Os 4,3+
Is 11,6
18 Spine e cardi produrrà per te e mangerai l'erba campestre.
19 Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai! ».
Gen 2,7
Gb 34,15
Sal 90,3
Sal 104,29
Qo 3,20
Qo 12,7
20 L'uomo chiamò la moglie Eva, perché essa fu la madre di tutti i viventi.
21 Il Signore Dio fece all'uomo e alla donna tuniche di pelli e li vestì.
Rm 5,12
22 Il Signore Dio disse allora: « Ecco l'uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male.
Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell'albero della vita, ne mangi e viva sempre! ».
Gen 2,17+
23 Il Signore Dio li scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da dove era stato tratto.
24 Scacciò l'uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all'albero della vita.
Ap 22,1s.14
Indice

3,1 Il serpente rappresenta una sapienza alternativa a Dio
Il serpente serve qui per mascherare un essere ostile a Dio e nemico dell'uomo, nel quale la Sapienza, poi il NT e tutta la tradizione cristiana hanno riconosciuto l'avversario, il diavolo ( cf. Gb 1,6+ ).
3,7 È il risveglio della concupiscenza, prima manifestazione del disordine che il peccato introduce nell'armonia della creazione.
3,15 questa ti schiaccerà la testa: la tradizione cristiana legge qui un velato annuncio della redenzione in Cristo ( vedi Rm 16,20 ).
Il testo ebraico, annunziando un'ostilità tra la razza del serpente e quella della donna, oppone l'uomo al diavolo e alla sua « razza », ma lascia anche intravedere la vittoria finale dell'uomo: è un primo barlume di salvezza, il « protovangelo ».
La traduzione greca, cominciando l'ultima frase con un pronome maschile, attribuisce questa vittoria non alla discendenza della donna in generale, ma a uno dei figli della donna: così è preparata l'interpretazione messianica che molti Padri espliciteranno.
Con il Messia, sua madre è implicata, e l'interpretazione mariologica della traduzione latina ipsa conteret è divenuta tradizionale nella chiesa.
3,16 La condanna colpisce i colpevoli nelle loro attività essenziali.
La donna come madre e sposa, l'uomo come lavoratore.
Il testo non può significare che, senza il peccato, la donna avrebbe generato senza dolore e che l'uomo avrebbe lavorato senza avere il sudore sulla fronte.
Tanto varrebbe concludere, dal v 14, che prima del peccato i serpenti avevano zampe.
Il peccato sconvolge l'ordine voluto da Dio: invece di essere l'associata dell'uomo e sua eguale ( Gen 2,18-24 ), la donna diventerà la seduttrice dell'uomo che la asservirà per averne figli; invece di essere il giardiniere di Dio in Eden, l'uomo lotterà contro un suolo divenuto ostile.
Ma il grande castigo sarà la perdita della familiarità con Dio ( v 23 ).
Saranno pene ereditarie; ma perché sia espresso l'insegnamento di una colpa ereditaria, bisognerà attendere che san Paolo metta in parallelo la solidarietà di tutti in Cristo salvatore e la solidarietà di tutti in Adamo peccatore ( Rm 5).
3,17 Chi era la moglie di Caino?
3,20 - Eva: il nome di Eva, Hawwah, è spiegato con la radice hajah, « vivere », richiama la parola "vita".
3,22 L'uomo peccatore si è eretto a giudice del bene e del male ( Gen 2,17+ ), ciò che è privilegio di Dio.
- albero della vita: l'albero della vita viene da una tradizione parallela a quella dell'albero della conoscenza.
L'uomo è mortale per natura ( cf. v 19 ), ma aspira all'immortalità che gli sarà finalmente accordata.
Il paradiso perduto per la colpa dell'uomo è parallelo all'immagine del paradiso ritrovato per la grazia di Dio.
3,24 - cherubini, reminiscenza delle figure babilonesi ( cf. Es 25,18+ ).