Salmi

Capitolo 16 ( 15 )

CEI 2008 - Audio Interconfessionale

Il Signore, mia parte di eredità

1 Miktam. Di Davide.
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
2 Ho detto a Dio: « Sei tu il mio Signore,
senza di te non ho alcun bene ».
3 Per i santi, che sono sulla terra,
uomini nobili, è tutto il mio amore.
4 Si affrettino altri a costruire idoli:
io non spanderò le loro libazioni di sangue
né pronunzierò con le mie labbra i loro nomi.
5 Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.
Nm 18,20
Dt 10,9
Sir 45,20-22
Lam 3,24
6 Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi,
è magnifica la mia eredità.
7 Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio cuore mi istruisce.
8 Io pongo sempre innanzi a me il Signore,
sta alla mia destra, non posso vacillare.
Sal 121,5
9 Di questo gioisce il mio cuore,
esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
At 2,25-28
At 13,35
Nm 16,33+
Sal 49,16
Sal 73,24
10 perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro,
né lascerai che il tuo santo veda la corruzione.
11 Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piana nella tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.
Indice

Abbreviazioni
16,1 Il salmo esprime l'intensa fiducia dell'orante nel suo Signore e il rifiuto di ogni cedimento all'idolatria.
Il credente nutre la certezza di venire liberato anche dalla morte ( descritta con le immagini degli inferi e della fossa, v. 10 ) e di godere senza fine alla presenza di Dio.
A questa composizione si ispirerà il NT nel presentare la risurrezione di Gesù
( At 2,25-31; At 13,35-36 ).
Miktam: senso incerto; BJ traduce: « a voce bassa ». ( ricorre anche nei Sal 56-60 )
Alcuni lo traducono "inno", altri "poema" o "preghiera scritta".
Questa rubrica si trova davanti ai salmi la cui recita pubblica poteva provocare la collera dei pagani del periodo ellenistico, padroni di Gerusalemme.
16,2-3 Il testo dei vv 2-3, molto oscuro, è tradotto per congettura cambiando la vocalizzazione.
L'ebraico si potrebbe tradurre alla lettera: « Mio Signore, tu mia felicità, non sopra di te.
Ai santi, quelli della terra, quelli e questi che impongono (?), tutto il mio piacere è in essi ».
- Questi vv potrebbero rivolgersi a coloro che pretendono unire l'adorazione di Jahve al culto degli dèi locali, sincretismo che fu per molto tempo la grande tentazione di Israele ( cf. Is 57,6; Is 65,5; Is 66,3s ).
16,4 Le libagioni di sangue alludono ai sacrifici umani offerti alle divinità pagane
( Sal 106,36-38 ).
Si affrettino: BJ traduce: « si corre al loro seguito » secondo le versioni;
il TM è corrotto ( alla lettera: « pagano il prezzo dello straniero » ).
- idoli: alla lettera « infermità », eufemismo.
16,6 Allusione alla condizione dei leviti.
La loro parte, designata dalle immagini tradizionali della coppa ( cf. Sal 11,6+ ) e della corda d'agrimensura ( Mi 2,4-5 ) è Jahve.
Il nome proprio Hilqijjahu, « Jahve è la mia parte », è frequente.
16,7 il mio cuore: alla lettera « miei reni », sede dei pensieri e degli affetti segreti
( cf. Sal 7,10; Pr 23,16; Ger 12,2 ).
16,9 la mia anima: alla lettera « la mia gloria » ( cf. Sal 7,6+ ).
16,10 Dove sono i salvati fra la loro morte e il ritorno di Gesù?
Il salmista ha scelto Jahve.
Il realismo della sua fede e le esigenze della sua vita mistica reclamano una intimità indissolubile con lui: gli è dunque necessario sfuggire alla morte che ne lo potrebbe separare ( Sal 6,6; cf. Sal 49,16+ ).
Speranza ancora imprecisa, che prelude già alla fede nella resurrezione
( cf. Dn 12,2; 2 Mac 7,9+ ).
Le versioni traducono « fossa » con « corruzione ».
L'applicazione messianica, ammessa dal giudaismo, è stata vista verificata nella resurrezione di Cristo.