Giudici

Capitolo 3

CEI 2008 - Audio Interconfessionale
1 Queste sono le nazioni che il Signore risparmiò allo scopo di mettere alla prova Israele per mezzo loro, cioè quanti non avevano visto le guerre di Canaan.
2 Ciò avvenne soltanto per l'istruzione delle nuove generazioni degli Israeliti, perché imparassero la guerra, quelli, per lo meno, che prima non l'avevano mai vista:
3 i cinque capi dei Filistei, tutti i Cananei, quei di Sidòne e gli Evei, che abitavano le montagne del Libano, dal monte Baal-Ermon fino all'ingresso di Amat.
Gdc 1,27-35
Gs 13,2-6
4 Queste nazioni servirono a mettere Israele alla prova per vedere se Israele avrebbe obbedito ai comandi, che il Signore aveva dati ai loro padri per mezzo di Mosè.
5 Così gli Israeliti abitarono in mezzo ai Cananei, agli Hittiti, agli Amorrei, ai Perizziti, agli Evei e ai Gebusei;
Dt 7,1+
6 presero in mogli le figlie di essi, maritarono le proprie figlie con i loro figli e servirono i loro dèi.

Storia dei giudici

1. Otniel

7 Gli Israeliti fecero ciò che è male agli occhi del Signore; dimenticarono il Signore loro Dio e servirono i Baal e le Asere.
Gdc 2,13+
8 Perciò l'ira del Signore si accese contro Israele e li mise nelle mani di Cusan-Risataim, re del Paese dei due fiumi; gli Israeliti furono servi di Cusan-Risataim per otto anni.
9 Poi gli Israeliti gridarono al Signore, e il Signore suscitò loro un liberatore, Otniel, figlio di Kenaz, fratello minore di Caleb, ed egli li liberò.
Gdc 1,13
Gs 15,17
10 Lo spirito del Signore fu su di lui ed egli fu giudice d'Israele; uscì a combattere e il Signore gli diede nelle mani Cusan-Risataim, re di Aram; la sua mano fu potente contro Cusan-Risataim.
11 Il paese rimase in pace per quarant'anni, poi Otniel, figlio di Kenaz, morì.
Gdc 3,30
Gdc 5,31
Gdc 8,28
Gs 11,23
Gs 14,14

2. Eud

12 Gli Israeliti ripresero a fare ciò che è male agli occhi del Signore; il Signore rese forte Eglon, re di Moab, contro Israele, perché facevano ciò che è male agli occhi del Signore.
13 Eglon radunò intorno a sé gli Ammoniti e gli Amaleciti, fece una spedizione contro Israele, lo batté e si impadronì della città delle Palme.
14 Gli Israeliti furono schiavi di Eglon, re di Moab, per diciotto anni.
15 Poi gridarono al Signore ed egli suscitò loro un liberatore, Eud, figlio di Ghera, Beniaminita, che era mancino.
Gli Israeliti mandarono per mezzo di lui un tributo a Eglon re di Moab.
16 Eud si fece una spada a due tagli, lunga un gomed, e se la cinse sotto la veste, al fianco destro.
17 Poi presentò il tributo a Eglon, re di Moab, che era uomo molto grasso.
18 Finita la presentazione del tributo, ripartì con la gente che l'aveva portato.
19 Ma egli, dal luogo detto Idoli, che è presso Gàlgala, tornò indietro e disse: « O re, ho una cosa da dirti in segreto ».
Il re disse: « Silenzio! » e quanti stavano con lui uscirono.
Gs 4,19+
20 Allora Eud si accostò al re che stava seduto nel piano di sopra, riservato a lui solo, per la frescura, e gli disse: « Ho una parola da dirti da parte di Dio ».
Questi si alzò dal suo seggio.
21 Allora Eud, allungata la mano sinistra, trasse la spada dal suo fianco e gliela piantò nel ventre.
22 Anche l'elsa entrò con la lama; il grasso si rinchiuse intorno alla lama, perciò egli uscì subito dalla finestra, senza estrargli la spada dal ventre.
23 Eud uscì nel portico, dopo aver chiuso i battenti del piano di sopra e aver tirato il chiavistello.
24 Quando fu uscito, vennero i servi, i quali guardarono e videro che i battenti del piano di sopra erano sprangati; dissero: « Certo attende ai suoi bisogni nel camerino della stanza fresca ».
25 Aspettarono fino ad essere inquieti, ma quegli non apriva i battenti del piano di sopra.
Allora presero la chiave, aprirono ed ecco il loro signore era steso per terra, morto.
26 Mentre essi indugiavano, Eud era fuggito e, dopo aver oltrepassato gli Idoli, si era messo in salvo nella Seira.
27 Appena arrivato là, suonò la tromba sulle montagne di Efraim e gli Israeliti scesero con lui dalle montagne ed egli si mise alla loro testa.
28 Disse loro: « Seguitemi, perché il Signore vi ha messo nelle mani i Moabiti, vostri nemici ».
Quelli scesero dopo di lui, si impadronirono dei guadi del Giordano, per impedirne il passo ai Moabiti, e non lasciarono passare nessuno.
29 In quella circostanza sconfissero circa diecimila Moabiti, tutti robusti e valorosi; non ne scampò neppure uno.
30 Così in quel giorno Moab fu umiliato sotto la mano d'Israele e il paese rimase tranquillo per ottan'anni.
Gdc 3,11+

3. Samgar

31 Dopo di lui ci fu Samgar figlio di Anat. Egli sconfisse seicento Filistei con un pungolo da buoi; anch'egli salvò Israele.
Gdc 5,6
2 Sam 23,11-12
Indice

Abbreviazioni
3,3 Evéi: con il TM; BJ ha « hittiti » ( cf. Gs 11,3; 2 Sam 24,6 ).
3,7-16,31 Storia dei Giudici
3,7ss Sono chiamati « grandi » quei Giudici la cui storia è raccontata con più o meno ricchezza di particolari: Otniel, Eud, Debora ( e Barak ), Gedeone, Iefte, Sansone, e « piccoli » quei Giudici di cui si fa solo una breve menzione: Samgar, Tola, Iair, Ibzan, Elon, Abdon.
Questa distinzione non è fatta dal testo, ma corrisponde a due tipi differenti di personaggi.
I primi sono suscitati da Dio per liberare dall'oppressione il popolo, sono capi carismatici e salvatori.
I secondi ricoprono evidentemente una carica, ma è difficile precisare le loro attribuzioni.
Essi « giudicano », cosa che include l'amministrazione della giustizia e qualcosa di più.
Lo stesso verbo, raramente in ebraico ma molto di più nelle altre lingue semitiche dell'ovest, significa « governare » e « giudice » diventa sinonimo di « re ».
Con il « Giudice » ( shofet ), possono essere paragonati i « suffeti » di Tiro e di Cartagine.
Gli anni precisi indicati per il tempo in cui furono in carica presuppongono una buona fonte storica, ma l'estensione della loro autorità a tutto Israele e la loro successione cronologica sembra essere una costruzione secondaria.
L'autore del libro dei Giudici estende il nome di questa funzione agli eroi liberatori di cui raccoglie le storie.
Egli li presenta come se fossero anch'essi « giudici » d'Israele; la loro serie, completata dai « piccoli » Giudici per arrivare alla cifra di dodici secondo le tribù, gli serve a riempire il tempo tra la morte di Giosuè e l'incoronazione di Saul.
Il regime dei Giudici è stato, a livello di città e di distretto, una tappa tra un governo di tipo tribale e la monarchia.
3,7-11 Otniel: questa piccola narrazione è enigmatica.
Otniel è certamente lo stesso che conquistò Debir al momento dell'insediamento.
L'oppressore è Kushan-Rishataim, re di Aram, Naharaim secondo l'ebraico, cioè dell'alta Mesopotamia.
Narrato così, l'episodio è inverosimile.
La soluzione più probabile è che la parola Aram sia una corruzione della parola Edom ( le loro grafie in ebraico sono molto simili ), e che Naharaim sia stata aggiunta in armonia alla Genesi.
Un tentativo degli idumei per insediarsi nel sud della Palestina non susciterebbe meraviglia.
Tutto il passo è della mano del redattore deuteronomista che sembra utilizzare una antica tradizione del sud per dare a Giuda ( che aveva assimilato i calebiti ) un posto nella sua galleria dei Giudici.
La narrazione descrive concretamente i quattro momenti caratteristici delle biografie dei giudici.
L'eroe, già nominato in Gs 15,17, riceve il titolo di salvatore ( v. 9 ) prima di quello di giudice ( v. 10 ) e, in quanto lo spirito del Signore fu su di lui ( v. 10 ), è il primo dei quattro giudici carismatici.
3,10 re di Aram: secondo il TM ( idem nel v 10 ).
BJ legge: « Edom » e sopprime: « Naharaim » ( cf. nota precedente ).
Il nome del re significa: « Kushan dalla doppia cattiveria »; è forse un nome antico, modificato per derisione.
3,12-30 Eud: la narrazione suppone che i moabiti abbiano oltrepassato l'Arnon, abbiano occupato le « steppe di Moab » e abbiano attraversato il Giordano: il loro re ha una residenza in Gerico ( la « città delle palme » ).
Sono così nel territorio di Beniamino.
Questa espansione deve essere messa in relazione con l'indebolimento della tribù di Ruben all'inizio del periodo dei Giudici.
L'opera del redattore deuteronomista è qui ridotta al minimo: vv 12.15a e v 30.
Utilizza un racconto che si narrava forse a Gàlgala ( v 19 ) e riportava con compiacenza e senza preoccupazione di giudizio morale l'astuzia del beniaminita Eud.
L'allargamento dell'azione a tutto Israele ( vv 27-29 ) è secondaria, ma forse anteriore alla utilizzazione del racconto da parte del deuteronomista.
3,19 luogo detto Idoli: questi idoli di pietra ( pesilim ) erano ben conosciuti dalla tradizione locale e servono da segni geografici, qui e nel v 26.
Non sappiamo che cosa fossero, ma non può trattarsi delle pietre erette da Giosuè
( Gs 4,19-20 ) che difficilmente sarebbero state chiamate « idoli ».
3,20-21 La Bibbia approva gli assassini?
3,22 perciò egli uscì subito dalla finestra: BJ con i LXX omette queste parole.
Nel TM, alla lettera, si legge: « uscì il parshedona » oppure « uscì dal parshedon », parola sconosciuta.
È forse un doppione dell'inizio del v seguente « egli uscì nel portico » dove « portico » è una traduzione verisimile ( cf. v 24 ) della stessa parola.
3,24 attende ai suoi bisogni: è un eufemismo per indicare la soddisfazione di un bisogno naturale, alla lettera: « si copre i piedi » ( BJ ).
3,31 Samgar: questo versetto è un'aggiunta ( cf. Gdc 4,1 ).
Pare che Samgar non fosse un israelita: il suo nome è straniero; da quanto sembra egli è originario di Bet-Anat, in Galilea, che era restata cananea ( Gdc 1,33 ).
La sua inserzione nella lista dei Giudici deriva probabilmente da una cattiva comprensione di Gdc 5,6.