Meditazioni per le domeniche dell'anno

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MD 70

XVII domenica dopo Pentecoste
( Mat 22,34-46 )

Come dobbiamo amare Dio

1 Un dottore della Legge avendo chiesto a Gesù qual era il più grande comandamento della legge, si sentì rispondere: Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutta la tua mente ( Mt 22,37 ), e con tutte le tue forze.

È un grande comandamento perché ha una grande ampiezza di contenuto e perché il modo con cui dobbiamo amare Dio - secondo quanto dice Gesù - richiede da noi un grande coraggio.

Questo sarà oggi l'argomento delle nostre riflessioni.

Innanzi tutto dobbiamo amare Dio con tutto il cuore, cioè con tutto l'affetto, senza riservarne la minima parte a qualsiasi altra creatura; dobbiamo amare puramente solo Dio che è il solo amabile, essendo l'unico essere essenzialmente buono per virtù propria.

Quindi amare qualsiasi altra cosa più di Dio, è fargli ingiuria, perché gli preferiamo una creatura che è infinitamente al di sotto di lui.

Se poi è anch'essa buona e amabile, lo è perché la sua bontà è una derivazione e partecipazione di quella divina, come un bene che le è proprio, al quale fa partecipare le sue creature.

Ammesso che Dio è infinitamente buono e che è sorgente inesauribile di ogni bene creato, non ci è più permesso di rivolgerci e di darci con l'abbondanza dei nostri affetti a nessun'altra cosa all'infuori di Dio, perché tutto è stato creato per lui.

Se amiamo qualcosa nelle creature, dev'essere attraverso di lui, perché è in lui che troveremo, come nel suo principio, tutto ciò che c'è di amabile in esse.

2 Non è possibile amare Dio con tutto il cuore e non amarlo anche con tutta l'anima.

Questo vuol dire che dobbiamo essere disposti ad abbandonare, non solo tutte le cose esteriori e sensibili, ma anche la nostra stessa vita ( qui espressa dalla parola anima ), piuttosto che essere privati - anche per un solo istante - dell'amore di Dio.

Dio, insomma, dev'essere preferito a ogni altra cosa che potrebbe essere oggetto del nostro amore.

Dio supera infinitamente tutte le cose create, e la nostra vita - così com'è - non è degna di alcuna considerazione, se la paragoniamo al suo Autore.

Non dovreste, allora, offrirla volentieri a Dio e fargliene un sacrificio per conservare il suo santo amore o per accrescerlo in voi?

Dio, inoltre, vi ha concesso la vita con un atto di bontà gratuita: è dunque più che giusto che, per testimoniargli quanto gli siete debitori e che appartenete completamente a lui, gliene facciate omaggio come di una cosa che gli appartiene e di cui noi siamo soltanto i depositari.

Si può parlare di vero sacrificio, solo se usiamo la nostra vita unicamente per lui.

Voi potete benissimo farlo nella vostra professione e nel vostro ufficio, a condizione che, un po' alla volta, moriate a voi stessi, per riuscire a salvare voi stessi e a guadagnare anime a Dio.

Queste anime, a loro volta, vi aiuteranno ad elevarvi verso il Cielo che in precedenza avete spalancato loro, insegnando e facendo loro prendere i mezzi necessari per entrarvi.

È così che mostrerete a Dio di amarlo davvero con tutta la vostra anima.

3 Dio ci ha messo in questo mondo per lui, come affermava già il Saggio: Dio ha fatto tutte le cose per sé, ma pensa continuamente anche a noi; per questo ci ha dato l'anima, perché pensassimo a lui; ha dunque ragione Gesù Cristo a dire in questo Vangelo che dobbiamo amare Dio con tutta la nostra anima.

Osserveremo davvero questo comandamento se ci occuperemo sempre di lui.

Riguardo poi alle creature, non dobbiamo pensare a nulla che le riguardi, se non ci aiuta ad amare lui o a mantenerci nel suo santo amore, perché non c'è nulla che palesi meglio l'amore di una creatura per un'altra se non riesce a fare a meno di pensarci.

Come sarete felici se ogni vostro pensiero tenderà a Dio e sarà solo per lui!

Soltanto allora potrete dire di aver trovato il paradiso in terra, perché avrete le stesse occupazioni dei Santi e la gioia di cui essi godono sarà anche la vostra.

C'è, in verità, una differenza perché i Santi vedono Dio chiaramente e nella sua stessa natura, noi, invece, potremo goderlo solo con la fede; ma questa mentalità di fede dà tanta gioia e tanta soddisfazione a un'anima innamorata del suo Dio che, fin da questa vita, le fa godere un anticipo delle delizie celesti.

Le vostre anime godono già di questo privilegio?

Se non sono ancora così fortunate da possederlo, fate in modo che pensando intensamente a Dio nelle preghiere e nelle frequenti orazioni giaculatorie possano procurarvelo: è il bene più grande che potete godere in questo mondo.

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