Meditazioni per le principali feste dell'anno

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MF 166

San Cipriano ( 210 - 258 )
16 settembre

1 San Cipriano è uno dei più importanti Padri della Chiesa e uno dei più zelanti per la disciplina e la tenacia con cui ha cercato di mantenere in essa la dottrina e le massime di Gesù Cristo.

Era un dottissimo pagano, convertito al cristianesimo dal sacerdote Cecilio che amò teneramente e onorò sempre come fosse suo padre.

Quando decise di ricevere il battesimo studiò assiduamente la Sacra Scrittura e, ripieno delle massime che vi aveva imparato e dello spirito cattolico, vi fu ammesso.

Divenuto cristiano, vendette tutti i suoi beni e ne distribuì il ricavato ai poveri ( Mt 19,21 ) e prese la risoluzione di vivere castamente.

Si spogliò delle sue ricchezze, ma anche dell'attaccamento ai beni materiali e ai piaceri della terra: questo egli intendeva come perfetta vita cristiana.

Fu virtuoso fin dall'inizio ed ebbe il cuore pieno dello spirito di Gesù Cristo: gli fu, dunque, facile vivere santamente.

La sua santa vita edificava tutti e tutti l'ammiravano; ma non solo per questo motivo.

Anche la sua vasta e profonda cultura, soprattutto letteraria, destava l'ammirazione di tutti.

Fu questa vita dotta e santa che gli permise di compiere un grande bene nella Chiesa.

La vostra missione richiede che possediate bene le massime evangeliche, sia per la vostra santificazione che per quella degli altri.

Le praticate come faceva san Cipriano?

Avete rinunziato come lui, ai beni e ai piaceri della vita?

Forse non potrete godere dei beni e delle comodità della vita, perché non li avete; ed è regola quasi costante che li desidera con più ardore proprio chi ne più sprovvisto: non fate anche voi così?

Non basta esserne privo, a meno che non si accetti questa privazione volentieri e con amore; è per questa ragione che Gesù non dice soltanto: Beati i poveri, ma precisa: i poveri di spirito ( Mt 5,3 ).

Questa povertà di spirito spesso è rara sia nelle comunità che nel mondo.

2 La santa vita che Cipriano conduceva gli consentì di diventare presto sacerdote e, dopo non molto, vescovo di Cartagine: fu la volontà del popolo a volerlo.

Egli cercò di impedirlo prendendo la fuga, ma fu costretto ad accettare.

E proprio come vescovo illuminò la Chiesa con i suoi eccellenti scritti e si interessò molto a sostenere, durante la persecuzione, i deboli nella fede.

Dimostrò uno zelo ammirabile nell'istruire il popolo e le premure maggiori le riservava ai poveri.

Chi è diventato povero volontario per imitare Gesù Cristo, ama anche chi è povero per disposizione divina.

Gli alunni che dovete istruire sono in massima parte poveri; amateli teneramente come fece questo Santo, seguendo l'esempio del Signore.

Preferiteli a quelli che non lo sono, perché Gesù disse che il Vangelo non è predicato ai ricchi, ma ai poveri ( Mt 11,5 ).

È soprattutto di essi che Dio vi ha incaricato, è ad essi, perciò, che dovete annunciare le verità del Vangelo.

Erano i poveri che ordinariamente seguivano il Signore e sono sempre essi i più disposti a profittare della sua dottrina perché oppongono minore resistenza esteriore.

Tutti sono d'accordo nell'affermare che san Cipriano ha superato tutti i vescovi del suo tempo nella scienza e nell'eloquenza, come pure nella sapienza e nell'umiltà.

Anche voi, seguendo il suo esempio, dovete conoscere bene la vostra Religione, dando a tutti testimonianza che vi siete giunti con la vostra saggezza e con la vostra pietà.

3 San Cipriano ha lavorato molto per la Chiesa; ha sopportato anche un'infinità di mali a causa dello zelo e dell'attaccamento che aveva per lei.

Quando poi una furiosa persecuzione si scatenò contro i fedeli, i pagani reclamarono di darlo in pasto ai leoni.

Fu invece proscritto e i suoi beni vennero confiscati.

Per essere ancora utile al suo popolo e alla sua Chiesa cercò dapprima di nascondersi; tutti reputavano necessario che restasse ancora in vita, per sostenere gli altri durante la persecuzione.

Riuscì così a restare nascosto per due anni, provvedendo costantemente alle necessità dei suoi diocesani, scrivendo per loro lettere e tratati ricolmi di amore di Dio.

Dopo due anni di nascondimento ritornò a Cartagine.

Intanto l'Imperatore Decio era morto, ma s'era da poco istallato nel suo episcopio che i nuovi Imperatori Valeriano e Gallieno lo mandarono in esilio.

Ritornato a Cartagine, il proconsole lo condannò alla decapitazione.

È così che Cipriano uscì dall'esilio di questa vita, dopo aver sofferto a lungo per salvare la Chiesa di Gesù Cristo.

Uno dei fatti che contribuirono maggiormente a imprimere le verità del Vangelo nei cuori e a fargliele gustare, è che quelli che le insegnano come ministri di Gesù Cristo e dispensatori dei suoi misteri ( 1 Cor 4,1 ), soffrono volentieri le persecuzioni e praticano quanto insegna san Paolo: ci maledicono e noi benediciamo; ci perseguitano e noi lo sopportiamo; ci lanciano ingiurie e noi replichiamo con la preghiera.

Siamo considerati come spazzatura del mondo ( 1 Cor 4,12-13 ) e noi non ci demoralizziamo ( 2 Cor 4,8 ).

Vi trovate anche voi in questa disposizione?

Ne avete bisogno, se volete produrre buoni frutti nella vostra missione.

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