Ezechiele

Capitolo 40

CEI 2008 - Audio Interconfessionale

IV. La « Torah » di Ezechiele

Il tempio futuro

1 Al principio dell'anno venticinquesimo della nostra deportazione, il dieci del mese, quattordici anni da quando era stata presa la città, in quel medesimo giorno, la mano del Signore fu sopra di me ed egli mi condusse là.
2 In visione divina mi condusse nella terra d'Israele e mi pose sopra un monte altissimo sul quale sembrava costruita una città, dal lato di mezzogiorno.
Ez 8,3
Ez 37,1
Ez 1,1-3
Ap 21,10
3 Egli mi condusse là: ed ecco un uomo, il cui aspetto era come di bronzo, in piedi sulla porta, con una cordicella di lino in mano e una canna per misurare.
4 Quell'uomo mi disse: « Figlio dell'uomo: osserva e ascolta attentamente e fa' attenzione a quanto io sto per mostrarti, perché tu sei stato condotto qui perché io te lo mostri e tu manifesti alla casa d'Israele quello che avrai visto ».
Ap 11,1
Ap 21,15
Es 25,9.40

Il muro esterno

5 Ed ecco il tempio era tutto recinto da un muro.
La canna per misurare che l'uomo teneva in mano era di sei cubiti, d'un cubito e un palmo ciascuno.
Egli misurò lo spessore del muro: era una canna, e l'altezza una canna.
Es 27,9-19
Es 38,9-20
2 Cr 3,3
2 Cr 4,5

Il portico orientale

6 Poi andò alla porta che guarda a oriente, salì i gradini e misurò la soglia della porta; era una canna di larghezza.
7 Ogni stanza misurava una canna di lunghezza e una di larghezza, da una stanza all'altra vi erano cinque cubiti: anche la soglia del portico dal lato dell'atrio della porta stessa, verso l'interno, era di una canna.
8 Misurò l'atrio della porta: era otto cubiti;
9 i pilastri di due cubiti. L'atrio della porta era verso l'interno.
10 Le stanze della porta a oriente erano tre da una parte e tre dall'altra, tutt'e tre della stessa grandezza, come di una stessa misura erano i pilastri da una parte e dall'altra.
11 Misurò la larghezza dell'apertura del portico: era di dieci cubiti; l'ampiezza della porta era di tredici cubiti.
12 Davanti alle stanze vi era un parapetto di un cubito, da un lato e dall'altro; ogni stanza misurava sei cubiti per lato.
13 Misurò poi il portico dal tetto di una stanza al suo opposto; la larghezza era di venticinque cubiti, da un'apertura all'altra;
14 i pilastri li calcolò alti sessanta cubiti; dai pilastri cominciava il cortile che circondava la porta.
15 Dalla facciata della porta d'ingresso alla facciata dell'atrio della porta interna vi era uno spazio di cinquanta cubiti.
16 Le stanze e i pilastri avevano finestre con grate verso l'interno, intono alla porta, come anche vi erano finestre intorno che davano sull'interno dell'atrio.
Sui pilastri erano disegnate palme.

Il cortile esterno

17 Poi mi condusse nel cortile esterno e vidi delle stanze e un lastricato costruito intorno al cortile; trenta erano le stanze lungo il lastricato.
18 Il lastricato si estendeva ai lati delle porte per una estensione uguale alla larghezza delle porte stesse: era il lastricato inferiore.
19 Misurò lo spazio dalla facciata della porta inferiore da oriente a settentrione alla facciata della porta interna, erano cento cubiti.

Il portico settentrionale

20 Poi misurò la lunghezza e la larghezza della porta che guarda a settentrione e conduce al cortile esterno.
21 Le sue stanze, tre da una parte e tre dall'altra, i pilastri, l'atrio avevano le stesse dimensioni della prima porta: cinquanta cubiti di lunghezza per venticinque di larghezza.
22 Le finestre, l'atrio e le palme avevano le stesse dimensioni di quelle della porta che guarda a oriente.
Vi si accedeva per sette scalini: l'atrio era davanti.
23 Di fronte al portico di settentrione vi era la porta, come di fronte a quello di oriente; misurò la distanza fra portico e portico: vi erano cento cubiti.

Il portico meridionale

24 Mi condusse poi verso mezzogiorno: ecco un portico rivolto a mezzogiorno.
Ne misurò i pilastri e l'atrio; avevano le stesse dimensioni.
25 Intorno al portico, come intorno all'atrio, vi erano finestre uguali alle altre finestre.
Esso misurava cinquanta cubiti di lunghezza per venticinque di larghezza.
26 Vi si accedeva per sette gradini: il vestibolo stava verso l'interno.
Sui pilastri, da una parte e dall'altra, vi erano ornamenti di palme.
27 Il cortile interno aveva un portico verso mezzogiorno; egli misurò la distanza fra porta e porta in direzione del mezzogiorno; erano cento cubiti.

Atrio interno. Portico meridionale

28 Allora mi introdusse nell'atrio interno, per il portico meridionale, e misurò questo portico; aveva le stesse dimensioni.
29 Le stanze, i pilastri e l'atrio, avevano le medesime misure.
Intorno al portico, come intorno all'atrio, vi erano finestre.
Esso misurava cinquanta cubiti di lunghezza per venticinque di larghezza.
30 Intorno vi erano vestiboli di venticinque cubiti di lunghezza per cinque di larghezza.
31 Il suo vestibolo era rivolto verso l'atrio esterno; sui pilastri c'erano ornamenti di palme; i gradini per i quali si accedeva erano otto.

Il portico orientale

32 Poi mi condusse al portico dell'atrio interno che guarda a oriente e lo misurò: aveva le solite dimensioni.
33 Le stanze, i pilastri e l'atrio avevano le stesse dimensioni.
Intorno al portico, come intorno all'atrio, vi erano finestre.
Esso misurava cinquanta cubiti di lunghezza per venticinque di larghezza.
34 Il suo vestibolo dava sull'atrio esterno: sui pilastri, da una parte e dall'altra vi erano ornamenti di palme: i gradini per i quali si accedeva erano otto.

Il portico settentrionale

35 Poi mi condusse al portico settentrionale e lo misurò: aveva le solite dimensioni,
36 come le stanze, i pilastri e l'atrio.
Intorno vi erano finestre.
Esso misurava cinquanta cubiti di lunghezza per venticinque di larghezza.
37 Il suo vestibolo dava sull'atrio esterno; sui pilastri, da una parte e dall'altra, c'erano ornamenti di palme: i gradini per cui vi si accedeva erano otto.

Annessi ai portici

38 C'era anche una stanza con la porta vicino ai pilastri dei portici; là venivano lavati gli olocausti.
39 Nell'atrio del portico vi erano due tavole da una parte e due dall'altra, sulle quali venivano sgozzati gli olocausti e i sacrifici espiatori e di riparazione.
Lv 1,9
2 Cr 4,6
40 Altre due tavole erano sul lato esterno, a settentrione di chi entra nel portico, e due tavole all'altro lato presso l'atrio del portico.
41 Così a ciascun lato del portico c'erano quattro tavole da una parte e quattro tavole dall'altra: otto tavole in tutto. Su di esse si sgozzavano le vittime.
42 C'erano poi altre quattro tavole di pietre squadrate, per gli olocausti, lunghe un cubito e mezzo, larghe un cubito e mezzo e alte un cubito: su di esse venivano deposti gli strumenti con i quali si immolavano gli olocausti e gli altri sacrifici.
43 Uncini d'un palmo erano attaccati all'interno tutt'intorno, sulle tavole si mettevano le carni delle offerte.
44 Fuori del portico interno, nell'atrio interno, vi erano due stanze: quella accanto al portico settentrionale guardava a mezzogiorno, l'altra accanto al portico meridionale guardava a settentrione.
45 Egli mi disse: « La stanza che guarda a mezzogiorno è per i sacerdoti che hanno cura del tempio,
Nm 3,27-32
46 mentre la stanza che guarda a settentrione è per i sacerdoti che hanno cura dell'altare: sono essi figli di Zadòk che, tra i figli di Levi, si avvicinano al Signore per il suo servizio ».
Ez 44,15+

L'atrio interno

47 Misurò quindi l'atrio: era un quadrato di cento cubiti di larghezza per cento di lunghezza.
L'altare era di fronte al tempio.

Il tempio: l'ulam o atrio

48 Mi condusse poi nell'atrio del tempio e ne misurò i pilastri: erano ognuno cinque cubiti da una parte e cinque cubiti dall'altra; la larghezza del portico: tre cubiti da una parte e tre cubiti dall'altra.
1 Re 6,3
2 Cr 3,4
49 La lunghezza del vestibolo era di venti cubiti e la larghezza di dodici cubiti.
Vi si accedeva per mezzo di dieci gradini; accanto ai pilastri c'erano due colonne, una da una parte e una dall'altra.
1 Re 7,21
Indice

Abbreviazioni
40,1-48,35 Visione del nuovo Tempio e della nuova terra
Il libro di Ezechiele si conclude con una visione maestosa, che costituisce un programma per la vita futura d'Israele, dopo il ritorno dall'esilio.
Centro della vita del popolo sarà il tempio, di nuovo abitato dalla gloria del Signore.
L'ultimo brano descrive la nuova Gerusalemme, un'immagine ripresa dal libro dell'Apocalisse ( c. 21 )
40,1-49 Visione del nuovo tempio: l'area sacra
La descrizione del nuovo tempio comincia dall'esterno, dal muro che separa l'area sacra dal resto della città, per passare poi alle porte e ai cortili
cc 40-48 L'ultima parte del libro di Ezechiele ( Ez 40-48 ) presenta un piano dettagliato della ricostruzione religiosa e politica di Israele in Palestina
Il profeta si ispira al passato che ha ben conosciuto, ma si sforza di adattare la legislazione antica alle condizioni nuove e di far tesoro delle ultime esperienze per evitare a Israele le tentazioni e gli abusi che l'hanno condotto alla rovina.
Ezechiele appare ormai come l'organizzatore che vuole dar corpo alle riforme da lungo tempo intraviste e desiderate.
Le sue precedenti promesse di restaurazione e di alleanza spirituale richiedevano una nuova organizzazione della comunità.
Essendo vissuto in un'epoca in cui tutto in Israele era da ricostruire, può dare al giudaismo nascente un programma che servirà di base a tutti gli sforzi e a tutte le speranze future, da Esdra fino alla Gerusalemme celeste dell'Apocalisse.
Il lettore cristiano amerà vedere, in tutto questo, l'ideale di santità ( Ez 44,23;
Ez 43,7 ) e di presenza di Dio ( Ez 48,35 ) proprio della Chiesa
40,1 Nell'anno venticinquesimo: Dunque nel settembre-ottobre del 573:
l'anno religioso iniziava in primavera, ma l'inizio dell'anno civile coincideva con il primo mese d'autunno
40,2 Evidentemente Gerusalemme, ma una Gerusalemme ingrandita e idealizzata
40,3 ed ecco un uomo: è un inviato divino
Il luccicare del bronzo indica la vicinanza di questa creatura a Dio
La cordicella si usava per le misure lineari lunghe, la canna per quelle più brevi
Questo uomo è un angelo, che spiega al profeta la visione
Questo ruolo di interprete, attribuito agli angeli, è una caratteristica del tardo profetismo ( cf. Dn 8,16; Dn 9,21s; Dn 10,5s; Zc 1,8s; Zc 2,2; Ap 1,1; Ap 10,1-11; ecc. )
40,5 cubito: unità di misura lineare
Esistevano due tipi di cubito: il cubito breve, corrispondente a circa 45 centimetri,
e il cubito lungo, di circa 52,5 centimetri
Con l'espressione un cubito e un palmo Ezechiele indica il cubito lungo,
usato per tutte le misure riportate nel capitolo
Sembra che esistessero due misure di cubiti: il cubito ordinario di sei palmi
e il « grande cubito », più antico, di sette.
Ezechiele precisa che si serve di quest'ultimo, che era di « un cubito ( ordinario )
e un palmo »
Confrontare la tavola delle misure alla fine del volume
40,6-16 I tre portici dell'atrio esterno sono simili; solo il portico orientale verrà descritto minuziosamente
Ci sfuggono però alcuni dettagli, dato che il testo è spesso corrotto
e la descrizione abbastanza ingarbugliata
La pianta di questi portici è quella delle porte fortificate di Meghiddo, Cazòr, Ghezer, costruite a partire da Salomone
C'è qui un ricordo visivo della Gerusalemme preesilica
40,6 Alla fine del v, l'ebr. ripete: « e la soglia era una canna di larghezza », dittografia omessa dal gr
40,7 da una stanza all'altra vi erano cinque cubiti: con il TM;
BJ con i LXX traduce: « il pilastro tra le logge era di cinque cubiti »
Tra questo v e il v 8 si omette: « Misurò l'atrio del portico, verso l'interno:
era di una canna », chiara dittografia, omessa dalle versioni
40,13 dal tetto di una stanza al suo opposto: miggag … legaggô del TM;
BJ congettura: « dal fondo di una stanza fino al fondo dell'altra » miggaw … legaw
40,14 Versetto molto incerto e forse corrotto
40,16 avevano finestre con grate verso l'interno: traduzione incerta;
alla lettera « finestre tappate »
- Questi portici complicati, uniche aperture nel recinto, dovevano permettere una stretta sorveglianza delle entrate
Per Ezechiele il tempio deve essere conservato puro dagli stranieri e dagli empi
40,19 Lo spazio dalla facciata: con il TM;
BJ con i LXX traduce: « lo spazio del cortile dalla facciata »
40,22 era davanti: con il TM; BJ con i LXX traduce: « verso l'interno »
Ugualmente nel v 26 ( dove però anche BC segue i LXX )
40,23 come di fronte a quello di oriente:
BJ con i LXX traduce: « come per il portico orientale »;
il TM ha: « e di fronte a quello orientale »
40,24 misurò i pilastri e l'atrio: con il TM; BJ con i LXX aggiunge: « le logge »
40,30 BJ con i LXX omette questo v.
40,32 mi condusse al portico dell'atrio interno che guarda a oriente:
BJ traduce: « mi condusse all'atrio interno, verso oriente »;
i LXX leggono: « verso il portico che dà a oriente »
In tutti i modi il senso generale è chiaro
40,36 le stanze, i pilastri: plurale con qeré e LXX; singolare nel ketib
40,37 Il suo vestibolo: con i LXX; il TM ha: « il suo pilastro »
- Il v 37 continua nel v 47
Tra i due il testo ha avuto aggiunte: i vv 38-43, le installazioni per la preparazione delle vittime, vicino al portico settentrionale, qui descritto ( vv 35-37 );
poi i vv 44-46, i due vestiboli dei portici nord e sud
40,38 con la porta vicino ai pilastri dei portici: con il TM;
con i LXX BJ traduce: « la cui entrata era nel vestibolo del portico »
40,44 Fuori del portico interno, nell'atrio interno, vi erano due stanze: con il TM;
BJ con i LXX traduce: « Poi mi portò nell'atrio interno, dove c'erano due stanze »
- quella: con i LXX; il TM ha: « che (è) »
- meridionale: con i LXX; il TM ha: « orientale »
40,48ss Il tempio propriamente detto, con le sue tre parti, ulam o vestibolo,
ekal o sala ( il « santo » ), debir o santuario ( il « Santo dei santi » ),
è la riproduzione quasi esatta del tempio di Salomone ( 1 Re 6 )
Per questo Ezechiele vi si sofferma meno che su altre parti,
la cui rìstrutturazione rappresenta una vera riforma
40,48 i pilastri ( dell'ulam): 'elê ha'ulam, conget., cf. LXX:
il TM ha: « verso l'ulam », 'el 'ulam
40,49 Vi si accedeva per mezzo di dieci gradini:
i LXX hanno: « c'erano dieci gradini ( per salirvi ) »;
il TM legge: « i gradini che ( vi portano ) »