Giobbe

Capitolo 10

CEI 2008 - Audio Interconfessionale
1 Stanco io sono della mia vita! Darò libero sfogo al mio lamento, parlerò nell'amarezza del mio cuore.
2 Dirò a Dio: Non condannarmi! Fammi sapere perché mi sei avversario.
3 È forse bene per te opprimermi, disprezzare l'opera delle tue mani e favorire i progetti dei malvagi?
4 Hai tu forse occhi di carne o anche tu vedi come l'uomo?
1 Sam 16,7
Ger 11,20
5 Sono forse i tuoi giorni come i giorni di un uomo, i tuoi anni come i giorni di un mortale,
6 perché tu debba scrutare la mia colpa e frugare il mio peccato,
7 pur sapendo ch'io non sono colpevole e che nessuno mi può liberare dalla tua mano?
Sap 16,15
Dt 32,39
8 Le tue mani mi hanno plasmato e mi hanno fatto integro in ogni parte; vorresti ora distruggermi?
Gen 2,7
9 Ricordati che come argilla mi hai plasmato e in polvere mi farai tornare.
Gb 33,6
10 Non m'hai colato forse come latte e fatto accagliare come cacio?
Sap 7,2
Sal 139,13.15
11 Di pelle e di carne mi hai rivestito, d'ossa e di nervi mi hai intessuto.
12 Vita e benevolenza tu mi hai concesso e la tua premura ha custodito il mio spirito.
Gen 2,7
13 Eppure, questo nascondervi nel cuore, so che questo avevi nel pensiero!
14 Tu mi sorvegli, se pecco, e non mi lasci impunito per la mia colpa.
15 Se sono colpevole, guai a me! Se giusto, non oso sollevare la testa, sazio d'ignominia, come sono, ed ebbro di miseria.
16 Se la sollevo, tu come un leopardo mi dai la caccia e torni a compiere prodigi contro di me,
17 su di me rinnovi i tuoi attacchi, contro di me aumenti la tua ira e truppe sempre fresche mi assalgono.
18 Perché tu mi hai tratto dal seno materno? Fossi morto e nessun occhio m'avesse mai visto!
Gb 3,11-16
19 Sarei come se non fossi mai esistito; dal ventre sarei stato portato alla tomba!
20 E non son poca cosa i giorni della mia vita? Lasciami, sì ch'io possa respirare un poco
Gb 14,1
Gb 7,7
21 prima che me ne vada, senza ritornare, verso la terra delle tenebre e dell'ombra di morte,
Sal 39,14
22 terra di caligine e di disordine, dove la luce è come le tenebre.
Nm 16,33+
Indice

Abbreviazioni
10,1-22 Giobbe si sente colpito da Dio senza motivo
10,5 Dio conosce le profondità dei cuori e non ha bisogno di torturare Giobbe per provare la sua innocenza ( v 4, cf. vv 6-7a ).
Dio che domina il tempo non ha bisogno di compiere subito la vendetta e può mostrarsi longanime ( v 5, cf. v 7b ).
10,8-11 Le tue mani mi hanno plasmato e mi hanno fatto: questa descrizione del concepimento dell'uomo e del suo sviluppo nel seno materno si ispira alle immagini del vasaio che plasma l'argilla e al pastore che prepara i formaggi.
Anche in altri testi biblici Dio è visto come colui che forma il corpo dell'uomo nel grembo della madre ( vedi, ad es., Sal 139,15-16 ).
10,8 integro in ogni parte: con il TM; BJ con i Da traduce: « poi, ricredutoti ».
10,10 La scienza medica antica si raffigurava la formazione dell'embrione come una coagulazione del sangue materno sotto l'influsso dell'elemento seminale.
10,13 nascondevi nel cuore: questa sollecitudine di Dio nascondeva dunque esigenze temibili.
L'uomo è responsabile di tutte le sue azioni di fronte a Dio.
Il lamento di Giobbe traduce una tragica verità.
L'uomo dovrebbe essere in grado, usando spontaneamente della sua libertà, di vivere in pace con Dio e in armonia con gli esseri e le cose.
Si sente invece dipendente da una volontà misteriosa ed esigente che lo lascia nell'incertezza su se stesso e su Dio, mette alla prova la sua coscienza e gli nega quelle garanzie sulle quali vorrebbe appoggiarsi.
In forma negativa, Giobbe evoca il dramma stesso della fede.
10,15 ebbro di miseria: ûreweh `onî, conget.;
il TM legge: « e vedendo (?) la mia pena », ûre'h `onjî.
10,16 se la sollevo: conget. in base a jige'eh ( egli è fiero »? ) del TM;
BJ congettura: « fiero ».
10,17 i tuoi attacchi: alla lettera « la tua ostilità », `edjeka, conget.;
il TM ha: « i tuoi testimoni », `edêka.
- Per l'ultimo stico si sono seguiti i LXX; il TM ha: « rinforzi ed esercito con me ».
10,20 i giorni della mia vita: jemê heldî conget.;
il TM legge: « i miei giorni, la smetta », jamaj jahadal.
- lasciami: alla lettera « guarda lungi da me », she'eh mimmenni, conget.;
il TM ha: « poni lungi da me », weshî mimmenni.
10,22 Lo sheol ( cf. Nm 16,33+ ).
- Il TM aggiunge: « come la notte tenebrosa, ombra fitta ».