Giobbe

Capitolo 16

CEI 2008 - Audio Interconfessionale

Dall'ingiustizia degli uomini alla giustizia di Dio

1 Allora Giobbe rispose:
2 Ne ho udite molte di simili cose! Siete tutti consolatori molesti.
3 Non avran termine le parole campate in aria? O che cosa ti spinge a rispondere così?
4 Anch'io sarei capace di parlare come voi, se voi foste al mio posto: vi affogherei con parole e scuoterei il mio capo su di voi.
Mt 27,39
5 Vi conforterei con la bocca e il tremito delle mie labbra cesserebbe.
6 Ma se parlo, non viene impedito il mio dolore; se taccio, che cosa lo allontana da me?
7 Ora però egli m'ha spossato, fiaccato, tutto il mio vicinato mi è addosso;
Gb 30,12+
8 si è costituito testimone ed è insorto contro di me: il mio calunniatore mi accusa in faccia.
9 La sua collera mi dilania e mi perseguita; digrigna i denti contro di me, il mio nemico su di me aguzza gli occhi.
10 Spalancano la bocca contro di me, mi schiaffeggiano con insulti, insieme si alleano contro di me.
11 Dio mi consegna come preda all'empio, e mi getta nelle mani dei malvagi.
12 Me ne stavo tranquillo ed egli mi ha rovinato, mi ha afferrato per il collo e mi ha stritolato; ha fatto di me il suo bersaglio.
13 I suoi arcieri mi circondano; mi trafigge i fianchi senza pietà, versa a terra il mio fiele,
14 mi apre ferita su ferita, mi si avventa contro come un guerriero.
15 Ho cucito un sacco sulla mia pelle e ho prostrato la fronte nella polvere.
16 La mia faccia è rossa per il pianto e sulle mie palpebre v'è una fitta oscurità.
17 Non c'è violenza nelle mie mani e pura è stata la mia preghiera.
18 O terra, non coprire il mio sangue e non abbia sosta il mio grido!
Ap 8,3-4
19 Ma ecco, fin d'ora il mio testimone è nei cieli, il mio mallevadore è lassù;
Gb 19,25+
20 miei avvocati presso Dio sono i miei lamenti, mentre davanti a lui sparge lacrime il mio occhio,
21 perché difenda l'uomo davanti a Dio, come un mortale fa con un suo amico;
22 poiché passano i miei anni contati e io me ne vado per una via senza ritorno.
Gb 10,21
Indice

Abbreviazioni
16,1-17,16 Risposta di Giobbe a Elifaz
16,2-17 Giobbe si sente bersaglio di Dio e degli uomini
16,4 affogherei: 'akbîdah, conget.; il TM ha: « disporrei », 'ahbîrah.
- scuoterei il mio capo: gesto sia di condoglianza, sia di disprezzo o di scherno.
16,6 A differenza dei suoi consolatori che non si interessano se non a parole del suo caso, Giobbe, parli o taccia, soffre senza tregua.
Giustifica in tal modo il tono dei suoi interventi ( cf. Gb 6,26 ) contro Elifaz
( cf. Gb 15,5s ).
16,8 il mio calunniatore: alla lettera « il mio mentitore », kehashî, conget.;
il TM ha: « la mia magrezza », kahasî.
- I vv 7-8 sono molto difficili; la traduzione segue da vicino il TM
( tranne la correzione di cui sopra ), ma questo sembra piuttosto corrotto.
16,9 digrigna i denti … aguzza gli occhi: allusioni alla violenza di chi infierisce sulla vittima.
16,11 empio: alla lettera « un empio » ( collettivo ), con le versioni;
il TM ha: « un monello ».
16,15 sacco e polvere: segni di profonda umiliazione.
16,18-22 … e invoca la morte
16,18 O terra, non coprire il mio sangue: il sangue sparso e non coperto reclamava l'intervento di Dio ( vedi Gen 4,10; Gen 37,26; Is 26,21; Ez 24,7 ).
Il sangue grida vendetta verso Dio finché non è stato ricoperto dalla polvere del suolo.
Giobbe, ferito a morte, vuole che rimanga un perenne appello alla vendetta della sua causa ( cf. Sal 5,11 ): sulla terra il suo sangue e davanti a Dio il grido della sua preghiera.
Questa viene personificata e, a questo titolo, può diventare presso Dio « il testimone » e « il difensore » di Giobbe ( v 19 ).
Ma questi termini possono venire applicati anche a Dio stesso, il Dio della fedeltà e della bontà a cui Giobbe, in tal caso, farebbe appello in un sussulto di speranza.
Si potrebbe anche pensare che si tratti di un mediatore di Giobbe.
Il contesto sembra piuttosto in favore della prima interpretazione.
16,20 avvocati: alla lettera « i miei interpreti » o « schernitori », melîçaj del TM;
BJ congettura « interprete », melîç.
- davanti a lui: con i LXX; il TM omette.
16,22 Giobbe spera di essere giustificato prima della morte e auspica che Dio oda il suo grido, poiché sarebbe ora?
Oppure respinge questa possibilità come illusoria e non aspetta più che la fine ormai prossima?