1 Maccabei

Capitolo 12

CEI 2008 - Audio Interconfessionale

Relazioni di Giònata con Roma e Sparta

1 Giònata, vedendo che le circostanze gli erano propizie, scelse uomini adatti e li inviò a Roma per ristabilire e rinnovare l'amicizia con quel popolo.
1 Mac 8,17-32
2 Anche presso gli Spartani e in altre località inviò lettere sullo stesso argomento.
3 Partirono dunque per Roma e là entrarono nel consiglio e dissero: « Giònata sommo sacerdote e il popolo dei Giudei ci hanno inviati a rinnovare la comune amicizia e l'alleanza come la prima volta ».
4 E i Romani diedero loro lettere di raccomandazione per le autorità dei vari luoghi, perché favorissero il loro ritorno pacifico in Giudea.
5 Questa è invece la copia della lettera che Giònata scrisse agli Spartani:
6 « Giònata sommo sacerdote e il consiglio degli anziani del popolo e i sacerdoti e tutto il resto del popolo giudaico, agli Spartani loro fratelli salute.
7 Già in passato era stata spedita una lettera ad Onia sommo sacerdote da parte di Areo, che regnava fra di voi, con l'attestazione che siete nostri fratelli, come risulta dalla copia annessa.
1 Mac 12,20-23
2 Mac 5,9
8 Onia aveva accolto con onore l'inviato e aveva accettato la lettera nella quale vi erano le dichiarazioni di alleanza e di amicizia.
9 Noi dunque, pur non avendone bisogno, avendo a conforto le scritture sacre che sono nelle nostre mani,
Rm 15,4
10 ci siamo indotti a questa missione per rinnovare la fraternità e l'amicizia con voi in modo da non diventare per voi degli estranei; molti anni infatti sono passati da quando mandaste messaggeri a noi.
11 Noi dunque fedelmente in tutte le feste e negli altri giorni prescritti ci ricordiamo di voi nei sacrifici e nelle nostre invocazioni, com'è doveroso e conveniente ricordarsi dei fratelli.
12 Ci rallegriamo della vostra gloria.
13 Noi invece siamo stati circondati da tante oppressioni e molte guerre: ci hanno combattuti i re dei paesi vicini,
14 ma non abbiamo voluto disturbare né voi né gli altri nostri alleati e amici in queste lotte:
15 abbiamo infatti dal cielo un valido aiuto per il quale noi siamo stati liberati dai nostri nemici ed essi sono stati umiliati.
16 Ora abbiamo designato Numenio figlio di Antioco e Antìpatro figlio di Giàsone e li abbiamo inviati presso i Romani a rinnovare la precedente amicizia e alleanza con loro.
1 Mac 14,22
1 Mac 15,15
17 Abbiamo quindi dato loro disposizioni di passare anche da voi per salutarvi e consegnarvi la nostra lettera, riguardante la ripresa dei nostri rapporti e la nostra fraternità.
18 Voi dunque farete cosa ottima comunicandoci una risposta su queste cose ».
19 Segue ora copia della lettera che essi avevano inviato ad Onia:
20 « Areo, re degli Spartani, a Onia sommo sacerdote salute.
21 Si è trovato in una scrittura, riguardante gli Spartani e i Giudei, che essi sono fratelli e che discendono dalla stirpe di Abramo.
22 Ora, dal momento che siamo venuti a conoscenza di questa cosa, ci farete cosa gradita scrivendoci sui vostri sentimenti di amicizia.
23 Noi intanto vi rispondiamo: I vostri armenti e i vostri averi ci appartengono e i nostri appartengono a voi.
Abbiamo quindi disposto perché vi sia riferito in questo senso ».

Giònata in Celesiria, Simone in Filistea

24 Giònata ebbe notizia che i generali di Demetrio erano ritornati con forze più numerose di prima per ritentare la guerra contro di lui.
25 Egli si mosse da Gerusalemme e andò loro incontro nella regione di Amat, perché non volle dar loro il tempo di entrare nel suo paese.
26 Mandò nel loro campo delle spie, le quali tornarono annunciando che essi stavano disponendosi per dar loro l'assalto di notte.
27 Quando fu il tramonto, Giònata comandò ai suoi di vegliare tutta la notte e di stare con le armi pronte per la battaglia e dispose sentinelle intorno al campo.
28 Ma anche gli avversari seppero che Giònata e i suoi uomini stavano pronti per la battaglia e furono presi da timore ed esitazione d'animo e allora accesero fuochi nel loro campo.
29 Giònata e i suoi uomini non si accorsero di nulla fino al mattino, perché continuavano a vedere il bagliore dei fuochi.
30 Allora si diede a inseguire le loro tracce, ma non poté raggiungerli, perché avevano passato il fiume Elèutero.
31 Giònata piegò sugli Arabi chiamati Zabadei, li assalì e si impadronì delle loro spoglie.
32 Poi ripartì e andò a Damasco e si diede a percorrere tutto il paese.
33 Anche Simone fece una spedizione, marciando fino ad Ascalòna e ai vicini posti di guarnigione, poi piegò su Giaffa e se ne impadronì;
34 aveva sentito infatti che avevano intenzione di consegnare la fortezza ai partigiani di Demetrio; perciò vi pose una guarnigione per presidiarla.

Lavori a Gerusalemme

35 Quando Giònata fu di ritorno, radunò in assemblea gli anziani del popolo e deliberò con loro di costruire fortezze in Giudea,
36 di sopraelevare le mura di Gerusalemme e di alzare una grande barriera tra la città e l'Acra per separare questa dalla città affinché fosse isolata, così che non potessero più né comperare né vendere.
37 Si organizzarono dunque per ricostruire la città e poiché era rovinato parte del muro sul torrente dal lato orientale, Giònata allestì il cosiddetto Kafenata.
38 Simone a sua volta ricostruì Adida nella Sefela fortificandola e applicandovi porte e sbarre.

Giònata cade nelle mani dei suoi nemici

39 Intanto Trifone cercava di diventare re dell'Asia, cingere la corona e stendere la mano contro il re Antioco,
1 Mac 11,39s.54s
40 ma sospettava che Giònata glielo impedisse e, nel caso, gli muovesse guerra. Perciò cercava di averlo nelle mani e di eliminarlo; si mosse dunque e venne a Beisan.
41 Giònata gli uscì incontro con quarantamila uomini scelti e inquadrati e venne a Beisan.
42 Trifone, vedendo che era venuto con numeroso esercito, si guardò bene dal mettergli le mani addosso.
43 Anzi lo ricevette con molti onori, lo presentò a tutti i suoi amici, gli offrì doni e ordinò ai suoi amici e alle sue truppe di obbedirgli come a lui stesso.
44 Disse a Giònata: « Perché mi hai disturbato tutta questa gente, non essendoci guerra tra di noi?
45 Su, dovresti rimandarli alle loro case; tu scegli per te pochi uomini che ti accompagnino e vieni con me a Tolemàide e io la consegnerò a te insieme con le altre fortezze e il resto dell'esercito e tutti i funzionari, poi tornerò indietro e partirò: sono venuto appunto per questo ».
46 Giònata, fidatosi di lui, fece quanto aveva detto e rimandò le truppe che tornarono nella Giudea.
47 Fece rimanere tremila uomini, di cui duemila lasciò in Galilea e gli altri mille andarono con lui.
48 Ma quando Giònata fu entrato in Tolemàide, i cittadini chiusero le porte e si impadronirono di lui e passarono a fil di spada quanti erano entrati con lui.
49 Trifone mandò poi fanti e cavalli in Galilea e nella grande pianura per liquidare tutti gli uomini di Giònata.
50 Ma essi avevano sentito dire che Giònata era stato catturato e che era finita per lui e per quelli che erano con lui e, incoraggiatisi l'un l'altro, si presentarono inquadrati, pronti alla battaglia.
51 Gli inseguitori li videro decisi a difendere la loro vita e se ne tornarono.
52 Così tutti giunsero senza molestie in Giudea; fecero lutto per Giònata e per quelli della sua scorta e furono presi da grande timore.
Tutto Israele si immerse in un lutto profondo.
53 Tutti i popoli intorno a loro cercarono subito di sterminarli, dicendo appunto: « Non hanno più né capo né sostegno: scendiamo ora in guerra contro di loro e cancelleremo anche il loro ricordo dagli uomini ».
Indice

Abbreviazioni
12,1-38 Alleanze di Giònata con Roma e Sparta
12,1 Questa preoccupazione di rinnovare le alleanze era caratteristica dell'epoca ( cf. 1 Mac 14,18.22 ).
Per il testo del nuovo trattato, cf. 1 Mac 8,22s.
12,6 Nell'indirizzo della lettera, accanto a Giònata, sommo sacerdote si nomina il consiglio degli anziani: si tratta delle stesse persone già nominate in 1 Mac 7,33
e poi in 1 Mac 14,20.28; la loro assemblea corrisponde, in forma però ancora non ben definita, a quello che sarà il sinedrio nell'epoca di Gesù.
Vedi anche 2 Mac 1,10; 2 Mac 4,44; 2 Mac 11,27.
12,7 La nuova alleanza dei Giudei con Sparta si fonda su un'antica alleanza fatta tra il sommo sacerdote Onia e il re di Sparta Areo.
Il sommo sacerdote di cui si parla qui è Onia I, che fu in carica verso l'anno 300; il re è Areo I, che regnò dal 309 al 265.
È da notare che Areo è correzione fatta in base a Flavio Giuseppe; il testo greco reca "Dario".
Aréo: conget. secondo Giuseppe Flavio; il gr. ha: « Dario ».
Aréo II morì a otto anni; dunque qui non si può trattare che di Aréo I ( 309-265 ) e di conseguenza di Onia I, contemporaneo di Alessandro.
La risposta alla lettera avrebbe dunque un ritardo di un secolo e mezzo ( cf. v 10 )!
Giuseppe Flavio, il quale non aveva capito che il primo documento era pura finzione diplomatica, colloca il tutto sotto Onia III ( morto nel 174 ).
12,9 le scritture sacre rappresentano un complesso più vasto del « libro della legge »
( 1 Mac 3,48 ) o « libro sacro » ( 2 Mac 8,23 ); si tratta di tutti i libri a cui viene riconosciuta una autorità divina.
Il canone dell'AT si costituisce a questo punto: un salmo viene citato come « Scrittura » ( Sal 7,17 ) e il prologo dell'Ecclesiastico ( 132 a.C. ) già conosce la divisione in Legge, Profeti e « altri libri » ( cf. 2 Mac 2,13 ) che rimarrà la divisione della bibbia ebraica ( cf. Rm 1,2; 2 Tm 3,15+ ).
12,20 Areo ... a Onia: conget. secondo Giuseppe Flavio; il gr. legge: « a Oniare ».
12,21 Questa leggenda, conforme alle finzioni diplomatiche del tempo, esisteva già a Sparta quando Giasone vi cercò rifugio ( 2 Mac 5,9 ).
12,23 Questo quadro idilliaco tradisce l'autore dello scritto: un giudeo che trova il suo ideale nei racconti patriarcali.
12,25 regione di Amat: regione situata nella valle dell'Oronte, tra il Libano e l'Antilibano.
12,28 Dopo loro campo, BJ con 2 mss, gr. luc., sir. e Giuseppe Flavio aggiunge: « e se la svignarono »; om. dal resto del gr. e dal lat.
12,30 il fiume Elèutero: l'attuale Nahr el-Kebir, che separa il Libano dalla Siria.
Forse costituiva la frontiera nord della provincia di Celesiria e Fenicia, di cui Gionata era lo stratega.
12,31 Zabadei: questo nome si ritrova ancora in toponimi dell'Antilibano, per esempio Zebdani.
Popolazione nomade o seminomade, che viveva ai confini dell'Iturea.
12,34 Simone agisce dunque in qualità di stratega nominato da Antioco VI ( 1 Mac 11,59 ); ma nel fare l'elogio di Simone, l'autore sottolineerà tutta l'importanza che assumeva per i giudei la conquista di un porto così disputato ( 1 Mac 14,5 ).
12,36 l'Acra: o « cittadella » è sempre in mano ai mercenari di Demetrio ( 1 Mac 11,20 ), cui nulla impediva di uscire nella città.
12,37 Cafenatà: termine dal significato incerto.
Non è chiaro quale sia il tipo di riparazione che Giònata ordina di compiere; forse si tratta di opere di fortificazione intorno alla città.
Termine da ricollegare con l'aramaico kafelta, « la doppia »; traduzione dell'ebraico ha-mishneh che indica il nuovo quartiere, a nord-ovest del tempio ( cf. 2 Re 22,14).
- Il torrente è il Cedron.
12,38 Adida: è Cadid di Esd 2,33, 6 km a nord-ovest di Lidda, dove pare che Simone abbia posto la sua base ( 1 Mac 13,13 ).
12,39-53 Cattura di Giònata
12,45 e tutti i funzionari: Trifone riconosce dunque a Gionata ( o almeno così finge ) la sua qualità di stratega della Celesiria e della Fenicia.