1 Re

Mario Erbetta

Il libro deriva il nome sia dalla parola con la quale inizia sia dal contenuto: la storia dei re e dei regni compresi tra la morte di David ( 971 a. C. ) e la caduta di Gerusalemme ( 586 a. C. ).

Mentre però gli Ebrei, con speciale riferimento alle persone, preferirono il titolo di libro dei re, i Giudei alessandrini di lingua greca, seguiti dall'antica versione latina, ebbero piuttosto sott'occhio i relativi governi, per cui lo denominarono i quattro ( libri ) dei regni.

La versione latina di Girolamo, chiamandolo quattro libri dei re, unì la numerazione alessandrina e il titolo ebraico e in questo modo il libro fu accolto dal concilio di Trento.

La divisione in quattro libri proviene dal fatto che i Giudei alessandrini associarono Re, suddiviso in due parti, con Sam. che è ugualmente suddiviso.

Il nostro libro pertanto risultò per gli Alessandrini, seguiti dall'antica versione latina e da quella di Girolamo, il III e il IV dei Re.

L'opera, che si rifa agli ultimi giorni di David e giunge fino all'anno in cui Joachin fu liberato dal carcere ( 561 a. C. ), abbraccia un periodo di 410 anni.

Il contenuto può dividersi in quattro sezioni o parti di diversa estensione.

1) Cospirazione di Adonia - elezione di Salomone - tramonto di David ( 1 Re 1-2,11 ).

2) Il regno di Salomone ( 1 Re 2,12-11,43 ).

3) Lo scisma e la storia sincronistica di Giuda e di Israele ( 1 Re 12,1-2 Re 17,41 ).

4) La fine del regno di Giuda ( 2 Re 18,1-25,30 ).

Il lettore di Re e di Cron. riscontra senza difficoltà nelle due opere moltissimi brani comuni per non dire identici.

Ora, la loro analisi, mentre da un lato elimina l'ipotesi di qualsiasi dipendenza diretta delle opere stesse, dall'altra pone in luce l'esistenza di vari documenti introdotti nelle medesime.

È vero che gli autori procedono con molta indipendenza nell'uso di questo materiale, tuttavia la loro elaborazione è così superficiale che non è difficile pronunciarsi sul carattere compilatorio di ambedue le opere.

Quanto allo schema letterario, in cui fu inquadrato il materiale, è sufficiente ricordare l'intelaiatura, per non dire il ritmo costante a proposito di ogni singolo re, in genere.

Esso abbraccia una nota sincronistica, la durata del regno, un giudizio circa la condotta del sovrano, la citazione della fonte, la morte del re e il successore, per lo più l'età di quest'ultimo quando sali al trono, il nome della madre e il luogo della sepoltura.

In Sam. si verifica pienamente la promessa del Signore d'introdurre gli Israeliti nella terra promessa; dove concesse loro, per mezzo di David, il potere su tutti i popoli confinanti.

Re, all'indomani dell'esilio babilonese, ricerca la causa dello sfacelo, in seguito al quale Israele fu divelto dalla terra promessa.

E i colpevoli furono gli antenati!

Questi abbandonarono l'unico vero Dio per seguire gli dèi locali, disertarono l'unico santuario legittimo, ufficiato da sacerdoti legittimi, per praticare un culto sulle alture, in contrasto con l'unità del santuario e spesso eseguito da sacerdoti non di discendenza levitica; si crearono profeti aulici e si consultarono pitonesse e indovini di ogni genere, la cui opera nefasta distruggeva l'opera benefica dei veri profeti.

L'A., narrando una storia a tesi, fedele al fine che si è prefisso si occupa del lato religioso e trascura la situazione politico-economica dei vari regni o, meglio, fa risaltare la medesima solo quando essa è un effetto della pietà del sovrano o un puro atto della misericordia di Dio.

Omri, per es., fu il glorioso conquistatore della Transgiordania; la sua fama fu tale che, ancora dopo la distruzione della sua dinastia, il massacratore della casata e l'intero Israele venivano detti dai lontani Assiri: casata di Omri.

Eppure di questo re l'A. ricorda solo che acquistò un monte per edificarvi Samaria ( 1 Re 16,24 ), mentre le pagine nelle quali vengono descritte le gesta feroci di Jehu, che sterminò i fautori del culto pagano, sono tra le più stupende!

Re è un libro ispirato e quindi esente da ogni falsificazione o errore.

A parte tuttavia questa considerazione di carattere teologico, il metodo seguito dall'A. nella scelta del materiale letterario non consente, in sede critica, di parlare di alterazioni o falsificazioni.

Innanzi tutto va ricordato che qualsiasi narrazione, anche quella redatta secondo le norme della critica più severa, è circondata sempre da un insieme di elementi soggettivi.

Le stesse Cronache dovute a testi oculari appaiono differenti nella presentazione, nell'impostazione e nella cernita delle circostanze.

Ognuno mette a fuoco maggiormente quelle notizie che più lo hanno colpito, lasciando nella penombra quanto invece è d'interesse per altri.

Insomma, in ogni racconto risaltano la mentalità e le preferenze del narratore.

L'A. di Re ha ripensato la storia del suo popolo dal punto di vista di Dio, in funzione cioè della fedeltà di Israele ai disegni divini.

Con questa impostazione storico-teologica egli trovò quel nesso supremo di causa ed effetto tra i vari fatti; quel nesso che a uno storico negatore della Provvidenza non risulta nel groviglio dei maneggi politici o dei fenomeni economici ( cfr. l'elezione di Salomone e la storia dello scisma ).

Il metodo compilatorio adottato dall'A. esige che i documenti inseriti nella sua opera siano giudicati alla stregua del genere letterario ad essi proprio.

La loro analisi, mentre da un lato ci condurrà a giudicare meno severamente i dati di derivazione aulica ad arte esagerati, in conformità all'annalistica assira, dall'altro ci spingerà a essere più guardinghi nell'esprimere giudizi affrettati circa i fatti contenuti, per es. nei documenti di carattere agiografico-parenetico dei cicli di Elia e di Eliseo.

Non è così facile decidere fino a qual punto la verità oggettiva va separata dalla forma esteriore, vivace e pittoresca; è un'esagerazione stilistica; non è però un'elaborazione leggendaria!

Quel mondo di Re e d'Israele non fu un mondo di fantasia ma di fatti; gli uomini, che prendono parte a quella storia, erano di carne e di sangue, e le numerose testimonianze extrabibliche confermano la realtà delle persone e dei fatti.

Nel commento saranno citati documenti letterari e archeologici di varia provenienza ( egiziani, assiri, neobabilonesi, palestinesi, ecc. ), i quali presentano molto spesso punti di contatto, espliciti o impliciti con il testo sacro, che ne risulta avvantaggiato anche di fronte allo storico più esigente.

L'A. giunge con la sua narrazione fino alla liberazione di Joachin ( 561 a. C. ), mentre non accenna all'editto di Ciro ( 538 a. C. ).

Ci sentiamo così portati a fissare la data di composizione del libro tra il 561 e il 538 a. C., in tempo di esilio, a cui nel libro spesso si allude ( 1 Re 8,46-50; 2 Re 23,26s; e ugualmente l'espressione: al di là dell'Eufrate per la regione occidentale a esso, naturale per uno che viveva in Mesopotamia, 1 Re 5,4 ).

Quanto alla paternità del libro, il Talmud suggerisce il profeta Geremia.

La notizia però non è per nulla sicura.

È apparso uno studio recente di E. R. Thiele ( 1951 ) sui dati cronologici del periodo delle monarchie ebraiche, come è stata pubblicata la cronaca di Wiseman sugli avvenimenti del periodo neobabilonese 626-623, 616-594 ( 557 s. a. C. ).

Le conclusioni raggiunte con l'aiuto specialmente delle opere suddette da un lato conservano la tradizione testuale masoretica, dall'altro presentano fondamenti superiori a ogni altro sistema.

Di qui, la nostra preferenza.

Ecco alcuni accenni per meglio comprendere quanto si dirà nelle note.

Il regno di Giuda, nel computo degli anni dei suoi sovrani, cominciava con il mese di Tishri ( settembre-ottobre ); Israele con Nisan ( marzo-aprile ).

L'ultima frazione di regno d'un sovrano - secondo il principio semitico per cui la parte viene calcolata come tutto - equivaleva a un anno intero.

Se poi gli anni di un sovrano sono calcolati secondo il sistema di predatazione, significa che il periodo in cui il sovrano sali al trono, antecedente al 1° di Nisan o di Tishri, viene posto in conto anche al nuovo sovrano come un anno intero; se non è computato, allora il metodo si dice di postdatazione.

All'inizio, Giuda seguiva la postdatazione e Israele la predatazione.

Con Joram Giuda segui l'esempio d'Israele per tornare con Amazia al metodo primitivo.

A quell'epoca anche Joash d'Israele adottava il metodo giudaico.

Se la data di un re di Giuda è sincronizzata con gli anni di un re d'Israele, questi sono computati secondo il metodo giudaico vigente; viceversa per Israele.

Infine, le date ricavate con l'aiuto di un sincronismo ed espresse con un solo numero ( 913 oppure 880 ecc. ), rappresentano il periodo primavera-autunno dell'anno indicato; espresse invece con un simbolo ( per es. 931/930 ), racchiudono il periodo autunno-invemo degli anni indicati.

Conferenze

Don Federico Tartaglia

Libro 1 Re

Libro 2 Re

Don Claudio Doglio

Davide e Salomone

Card. Gianfranco Ravasi

Dal decimo al sesto secolo avanti Cristo

Salomone il magnifico e lo scisma dei due regni

Elia ed Eliseo profeti

La storia dei Re fino alla caduta di Samaria

Don Silvio Barbaglia

1 libro dei Re 1° Lezione

1 libro dei Re 2° Lezione

1 libro dei Re 3° lezione

1 libro dei Re 4° Lezione

1 Libro dei Re 5° Lezione

1 libro dei Re 6° Lezione

2 libro dei Re 1° Lezione

2 libro dei Re 2° Lezione

2 libro dei Re 3° lezione

2 libro dei Re 4° Lezione

2 Libro dei Re 5° Lezione

2 libro dei Re 6° Lezione

  Indice