Giosuè

Capitolo 5

CEI 2008 - Audio Interconfessionale

Terrore dei popoli a ovest del Giordano

1 Quando tutti i re degli Amorrei, che sono oltre il Giordano ad occidente,

Gs 2,11

e tutti i re dei Cananei, che erano presso il mare, seppero che il signore aveva prosciugato le acque del Giordano davanti agli Israeliti, finché furono passati, si sentirono venir meno il cuore e non ebbero più fiato davanti agli Israeliti.

La circoncisione degli Ebrei a Gàlgala

2 In quel tempo il signore disse a Giosuè: « Fatti coltelli di selce e circoncidi di nuovo gli Israeliti ».
Gen 17,10+
3 Giosuè si fece coltelli di selce e circoncise gli Israeliti alla collina Aralot.
4 La ragione per cui Giosuè fece praticare la circoncisione è la seguente: tutto il popolo uscito dall'Egitto, i maschi, tutti gli uomini atti alla guerra, morirono nel deserto dopo l'uscita dall'Egitto;
5 mentre tutto quel popolo che era uscito era circonciso, tutto il popolo nato nel deserto, dopo l'uscita dall'Egitto, non era circonciso.
6 Quarant'anni infatti camminarono gli Israeliti nel deserto, finché fu estinta tutta la nazione, cioè gli uomini atti alla guerra usciti dall'Egitto, i quali non avevano ascoltato la voce del Signore e ai quali il Signore aveva giurato di non mostrare loro quella terra, dove scorre latte e miele, che il Signore aveva giurato ai padri di darci,
Nm 14,20-38
Es 3,8
7 ma al loro posto fece sorgere i loro figli e questi circoncise Giosuè; non erano infatti circoncisi perché non era stata fatta la circoncisione durante il viaggio.
8 Quando si terminò di circoncidere tutta la nazione, rimasero al loro posto nell'accampamento finché furono guariti.
9 Allora il Signore disse a Giosuè: « Oggi ho allontanato da voi l'infamia d'Egitto Quel luogo si chiamò Gàlgala fino ad oggi ».

La celebrazione della Pasqua

10 si accamparono dunque in Gàlgala gli Israeliti e celebrarono la pasqua al quattordici del mese, alla sera, nella steppa di Gerico.
11 Il giorno dopo la pasqua mangiarono i prodotti della regione, azzimi e frumento abbrustolito in quello stesso giorno.
Es 16,1+
12 La manna cessò il giorno dopo, come essi ebbero mangiato i prodotti della terra e non ci fu più manna per gli Israeliti; in quell'anno mangiarono i frutti della terra di Canaan.

3. La conquista di Gerico

Preludio: Teofania

13 Mentre Giosuè era presso Gerico, alzò gli occhi ed ecco, vide un uomo in piedi davanti a sé che aveva in mano una spada sguainata. Giosuè si diresse verso di lui e gli chiese: « Tu sei per noi o per i nostri avversari? ».
Nm 22,23
1 Cr 21,16
14 Rispose: « No, io sono il capo dell'esercito del Signore. Giunto proprio ora ».
Allora Giosuè cadde con la faccia a terra, si prostrò e gli disse: « Che dice il mio signore al suo servo? ».
Es 23,20
Dn 12,1
Ap 19,11-16
15 Rispose il capo dell'esercito del Signore a Giosuè: « Togliti i sandali dai tuoi piedi, perché il luogo sul quale tu stai è santo ».
Giosuè così fece.
Es 3,5
Es 19,12+
Indice

Abbreviazioni
5,1-15 Giosuè e gli Israeliti a Gàlgala
5,1 si sentirono venir meno il cuore: Dio paralizza con lo spavento gli avversari del suo popolo.
Parlando di Amorrei e Cananei, l'autore vuole indicare tutte le popolazioni che allora esistevano nella terra di Canaan.
Il tema della paura ha un posto notevole nel libro ( vedi Gs 2,9-11; Gs 2,24;
Gs 6,1 ).
finché furono: con qeré, mss, versioni; « noi fummo »: con ketib.
5,2 BJ con il TM e la quasi totalità dei mss dei LXX e la volg. conserva nel testo, ritenendola una glossa esplicativa del « di nuovo », l'espressione: « una seconda volta ».
BC seguendo il codice Vaticano e l'edizione del Lagarde dei LXX la omette.
5,4-5 tutti coloro che erano nati nel deserto: il testo intende spiegare perché Mosè non avesse più praticato la circoncisione.
Probabilmente si riallaccia a Nm 14, che parla di una defezione generale d'Israele.
5,9 ho allontanato da voi l'infamia dell'Egitto: giuoco di parole tra Gilgal e gallôti, « ho tolto ».
Questo « disonore » consiste nell'essere non circonciso, come l'autore pensava fossero gli egiziani.
Segue l'eziologia che dà una nuova spiegazione del nome di Gàlgala, facendolo derivare dal verbo ebraico galal, che significa "far ruotare", "girare"
( vedi nota a Gs 4,20 ).
5,10 La celebrazione della Pasqua ha segnato l'uscita dall'Egitto ( Es 12 ) e ora segna l'inizio del possesso della terra.
Questo parallelismo era stato già abbozzato dall'episodio precedente: la circoncisione è il presupposto per celebrare la Pasqua ( Es 12,44.48).
5,12 Il mangiare gli azzimi e il grano abbrustolito, segnando l'ingresso d'Israele in un paese agricolo, riceveva un carattere religioso a causa della pasqua ed esigeva la circoncisione.
La fine della manna significava il termine del periodo del deserto.
Iniziano così una nuova pagina della loro storia.
5,13-15 I vv 13-15 sono i resti di una tradizione perduta: questa teofania comportava una rivelazione e ordini dati a Giosuè ( v 14 ) che si riferivano forse alla conquista concepita come un'impresa personale di Jahve.
Sarebbe forse utile accostare l'episodio, ugualmente isolato, di Gdc 2,1-5.
In ogni caso c'è qui un nuovo parallelismo con l'esodo: la scena ricorda la visione del roveto ardente e la missione di Mosè.
5,13 alzò gli occhi e vide un uomo: l'apparizione divina a Giosuè si determina gradualmente.
Si tratta di una replica dell'apparizione di Dio a Mosè sul Sinai ( Es 3,5 ).