Guida delle scuole cristiane

Indice

La correzione

Premessa

634 La correzione degli alunni è una delle cose più importanti nell'arte dell'insegnamento, quella a cui bisogna fare più attenzione nell'infliggerla con giustizia e con frutto, sia per coloro che la subiscono che per gli altri che vi assistono.

635 Per questo motivo ci sono molte cose da osservare al riguardo dell'uso che se ne deve fare nelle scuole.

Esse sono l'oggetto degli articoli seguenti.

L'edizione del 1720 aggiunge a questo punto una serie di interessanti considerazioni che vengono riportate nell'Appendice A.

Articolo 1 - Tipi di correzione

636 Le mancanze degli alunni si possono correggere in molti modi:

1. con le parole,

2. con le penitenze,

3. con l'uso dello scudiscio,

4. con l'uso delle verghe,

5. con lo staffile,

6. con l'espulsione dalla scuola.

Sezione 1 - La correzione con le parole

637 Poiché una regola fondamentale delle Scuole cristiane è quella di parlar poco in classe, bisogna ricorrere molto raramente al rimprovero, anzi sarebbe opportuno non ricorrervi mai.

638 Le minacce sono una specie di rimprovero.

Si possono usare, ma raramente e con molta prudenza, perché dopo bisogna mantenere le minacce e non perdonare, se un alunno si rende colpevole di quanto è stato minacciato.

639 Bisogna evitare le minacce generiche, come per esempio: "userò lo scudiscio", "sarete puniti"…

Le minacce vanno ben motivate; per esempio: "sarete puniti se farete tale cosa"… "se vi girate in chiesa"… "quello che arriverà per ultimo"…

Le minacce inoltre debbono essere fatte col segnale, come indicato nel capitolo dei segnali al riguardo delle correzioni.

640 Il maestro potrà talvolta rivolgersi agli alunni con parole forti e decise per intimorirli, ma dovrà sempre evitare ogni esagerazione e passione, perché questo fatto sarebbe facilmente avvertito da fosco e non sarebbe benedetto da Dio.

Sezione 2 - Lo scudiscio. Per quali motivi e come farne uso

641 Lo scudiscio è uno strumento composto da due strisce di cuoio, di 10 o 12 pollici di lunghezza.

La palma avrà la forma ovale e non sarà piatta perché imbottita all'interno.

Avrà una impugnatura di due pollici di diametro…

Con essa si batterà sulle mani dell'alunno.

Lo scudiscio dovrà essere fatto così: … ( non c'è alcun disegno )

642 Si potrà ricorrere allo scudiscio per questi motivi:

1) perché un alunno non ha seguito la lezione;

2) perché si è trastullato;

3) perché è arrivato tardi in classe;

4) perché ha disobbedito al primo segnale e per altri motivi simili, cioè per mancanze non molto gravi.

643 Bisogna dare un solo colpo di scudiscio sul palmo della mano.

Se qualche volta si dovesse superare questa misura, non bisogna mai andare al di là dei due colpi.

644 Si deve colpire sulla mano sinistra, soprattutto degli alunni impegnati nello scrivere, per non indolenzire la mano destra che serve per scrivere.

645 A coloro che hanno già male alle mani bisogna evitare questa punizione e ricorrere alle verghe o ad altre punizioni.

Bisogna prevenire gli incidenti che potrebbero causare questo tipo di correzione per poterli evitare.

646 Non si deve tollerare che gli alunni si lamentino urlando durante o subito dopo aver ricevuto i colpi di scudiscio o altre correzioni.

Se ciò avvenisse, bisogna punirli di nuovo e dire loro che il motivo della nuova punizione è dovuto proprio alle loro grida.

647 Bisogna spiegare agli alunni che quando sono puniti con lo scudiscio per aver mancato al loro dovere, come quando chiacchierano, scherzano o ridono, non è necessario dir loro tutto questo, ma semplicemente che non hanno pregato Dio.

648 La stessa cosa si deve dire quando viene punito un alunno che si è voltato o ha giocato in chiesa, perché se gli alunni dovessero riferire ai genitori che sono stati puniti per queste cose, molti si lamenterebbero perché giudicherebbero la mancanza troppo leggera e la punizione troppo pesante.

649 Per far sì che le correzioni con lo scudiscio, con le verghe e con lo staffile siano fruttuose, bisogna dare pochi colpi e nei casi inevitabili.

Sezione 3 - Le verghe e lo staffile

650 Lo staffile è un bastone lungo 8 o 9 pollici; ad uno dei capi sono fissate 4 o 5 cordicelle con tre nodi alle estremità.

Deve essere fatto così… ( non c'è alcun disegno ) Servirà per frustare gli alunni.

651 Si può ricorrere alle verghe o allo staffile per punire gli alunni per i seguenti motivi:

1. quando un alunno non obbedisce prontamente;

2. quando un alunno ha l'abitudine di non stare attento in classe;

3. quando un alunno fa scarabocchi sul proprio foglio invece di scrivere;

4. quando un alunno viene alle mani in classe o per strada;

5. quando un alunno non prega;

6. quando un alunno non è serio durante la S. Messa o il catechismo;

7. quando un alunno si assenta volontariamente dalla S. Messa e dal catechismo nelle domeniche e nei giorni di festa.

652 Queste correzioni, soprattutto quelle con le verghe e lo staffile, debbono essere impartite con molta moderazione ed autocontrollo.

653 Ordinariamente non bisogna superare i tre colpi.

Se eccezionalmente si dovesse superare questa misura, non bisognerà superare i cinque colpi senza l'autorizzazione del Fratello direttore.

Sezione 4 - L'espulsione dalla scuola

654 Talvolta si può, anzi si deve, espellere un alunno dalla scuola, ma bisogna farlo solo dopo aver consultato il Fratello direttore e dietro suo ordine.

655 Debbono essere espulsi dalla scuola: gli insubordinati, perché influenzano negativamente i compagni; coloro che hanno l'abitudine di assentarsi facilmente e frequentemente dalla scuola o dalla S. Messa e dal Catechismo domenicale e festivo, anche se per colpa dei genitori; coloro che, dopo ripetuti richiami e punizioni, non cambiano condotta.

Articolo 2 - La frequenza dell'uso delle punizioni ed i mezzi per evitarle

656 Per avere una scuola ben ordinata e disciplinata bisogna che le punizioni siano rare.

657 L'uso dello scudiscio deve essere ristretto al puro necessario, e bisogna fare in modo che questa necessità sia rara.

Non si può determinare esattamente il numero delle volte a cui vi si può ricorrere giornalmente, perché dipende dalle situazioni che si verificano e che spingono ad usarlo più o meno di frequente.

Tuttavia è opportuno non oltrepassare la misura di tre volte in una mezza giornata.

Solo in casi straordinari si può superare questo numero.

658 La correzione con le verghe o con le staffile deve essere ancora più rara, perché le mancanze che comportano una punizione con tali mezzi sono molto più rare.

Vi si può ricorrere al massimo tre o quattro volte in un mese.

659 Le punizioni straordinarie, di conseguenza, debbono essere rarissime per la stessa ragione.

Deve capitare molto raramente di mandare un alunno fuori dell'aula.

L'uso frequente della correzione è il segno che non c'è ordine a scuola.

660 Per evitare che esse siano frequenti, bisogna tenere ben presente che il silenzio, l'autocontrollo e la vigilanza del maestro, più che il rigore e le punizioni, sono i mezzi efficaci per mantenere l'ordine in classe

661 È necessario cercare di agire sempre con accortezza ed ingegnosità per mantenere l'ordine senza ricorrere alle punizioni.

662 Per riuscirvi non bisogna ricorrere sempre allo stesso sistema, perché i ragazzi vi si abituerebbero, ma variare, alcune volte con le minacce, altre volte con le punizioni, qualche volta col perdono o con altri modi che l'ingegnosità di un maestro attento e riflessivo saprà escogitare di volta in volta.

663 Talvolta può capitare che un maestro escogiti un mezzo nuovo che crede più adatto a convincere gli alunni a fare il proprio dovere e a prevenire le punizioni: lo proporrà al direttore prima di metterlo in pratica e lo userà solo dopo averne ottenuto il consenso e l'autorizzazione.

664 Non è permesso ai maestri far ricorso a mezzi straordinari di correzione se non dopo averne fatto parola al direttore.

Per questo motivo la rimanderanno: è molto opportuno disporre di un certo tempo per riflettere perché la correzione venga fatta con più efficacia e lasci traccia più profonda nell'animo degli alunni.

Articolo 3 - Le condizioni che debbono avere le punizioni

665 Per essere efficace la punizione deve avere le dieci condizioni seguenti:

1. Deve essere serena e obiettiva, cioè mirata unicamente all'amor di Dio e alla sua gloria, al compimento della sua santa volontà, senza alcun desiderio di rivalsa o di interesse personale.

2. Deve essere caritatevole, cioè fatta per puro amore verso l'alunno che la riceve e per il bene della sua anima.

3. Deve essere giusta: per questo, prima di infliggerla, bisogna valutare bene se l'atto per cui l'alunno viene punito sia una vera mancanza e meriti quella punizione.

4. Deve essere appropriata alla mancanza che si vuole punire, cioè proporzionata ad essa, sia per quanto riguarda il genere che la gravita.

Come vi è differenza tra una mancanza commessa per malizia o per ostinazione da quella compiuta per fragilità, così vi deve essere differenza nelle punizioni che si infliggono.

5. Non deve essere eccessiva, cioè piuttosto inferiore che superiore, in una giusta via di mezzo e soprattutto inflitta senza precipitazione.

6. Deve essere calma, cioè non impartita mai quando si è adirati.

Colui che la da deve avere il pieno dominio di sé, in modo che colui che la subisce, la accetti con altrettanta calma, serenità di animo e dominio esteriore.

Bisogna anche che chi dà una correzione non faccia trasparire in nessun modo che è adirato.

Per questo motivo sarà opportuno dilazionare un po' la punizione quando si è irritati, per non fare nulla di cui doversi pentire in seguito.

7. Deve essere prudente, cioè il maestro deve pensare bene a quello che fa, per non fare nulla che possa avere brutte conseguenze.

8. Deve essere accettata di buon grado dall'alunno; il maestro deve cercare di convincerlo del fatto che l'ha meritata.

Ciò avverrà se egli farà risaltare la gravita della mancanza e l'obbligo morale che ha di rimediare al male che ha fatto a se stesso e a quello che potrebbe aver fatto ai compagni per il cattivo esempio dato loro.

9. Deve essere accettata con rispetto e con sottomissione da parte dell'alunno, come se ricevesse un castigo per qualcosa di cui anche Dio lo punirebbe.

10. Deve essere silenziosa, sia da parte del maestro che non deve parlare, almeno ad alta voce, durante la punizione, sia da parte dell'alunno, che non deve proferire parola, ne gridare, ne fare altro strepito.

Articolo 4 - I difetti da evitare nell'infliggere le punizioni

666 I maestri debbono porre una particolare attenzione per evitare alcuni difetti nei quali si può cadere infliggendo le punizioni.

667 I principali sono i seguenti:

Non bisogna infliggere le punizioni se non dopo averle giudicate utili e vantaggiose per gli alunni.

Per questo il maestro, prima di comminarne una, rifletterà se è utile sia all'alunno che la riceve, sia ai suoi compagni che vi assistono.

668 Quando si crede che una punizione possa risultare utile per dare un esempio ai compagni, ma non sia efficace a chi la riceve, bisogna evitarla, eccetto che si tratti di un mezzo necessario per mantenere l'ordine in classe.

In tal caso, se può essere differita, si chiederà l'autorizzazione al direttore prima di darla.

Se è un maestro subalterno che deve punire, chiederà il parere al primo maestro della scuola; se invece si tratta del responsabile stesso della scuola, costui dovrà procedere con molta circospezione e decidere di intervenire solo quando appaia strettamente necessario.

Al ritorno da scuola renderà conto al direttore di ciò che è stato fatto a questo riguardo.

669 Non si deve procedere ad una punizione, se questa non giova a chi deve subirla, perché in tal caso andrebbe contro la sua stessa finalità, che è quella di avere valore emendativo.

670 Bisogna evitare quelle punizioni che potrebbero causare disordine in classe o a scuola, come, per esempio, le grida del punito; scoraggiarlo e inasprirlo contro il maestro; farlo ritirare dalla scuola; causare avversione contro il maestro e gli altri alunni, o se le lamentele del punito potrebbero determinare lagnanze in altri genitori e scoraggiarli dall'iscrivere i figli.

671 I maestri debbono cercare di prevenire questi inconvenienti prima di punire, perché è molto importante evitarli.

672 È quindi opportuno evitare sempre di punire un alunno verso cui si prova avversione o antipatia perché ci causa amarezza o perché non si ha attrazione nei suoi riguardi.

Queste motivazioni, essendo cattive o puramente umane, non sono conformi a persone che debbono agire e comportarsi con spirito di fede.

673 Non si deve punire un alunno per spirito di rivalsa, perché si è ricevuto una offesa da lui o dai suoi genitori.

Se capitasse che un alunno manchi di rispetto o faccia qualche affronto al maestro, costui deve cercare di convincerlo a riconoscere a parole e a correggersi, piuttosto che punirlo.

Quand'anche la punizione fosse richiesta a causa del cattivo esempio che ha dato, sarebbe bene cercare un altro motivo per giustificarla, come, per esempio, di aver causato disordine o di essersi mostrato ostinato.

674 Durante la correzione non si deve ricorrere a termini di familiarità, come sarebbero il tu, tè, va', vieni, ecc., ma usare il voi, andate, venite…

675 Non bisogna abbandonarsi mai a parole ingiuriose o sconvenienti, chiamandoli per esempio farabutto, furfante, rognoso, pidocchioso, moccioso…

Questi termini non debbono mai essere sulla bocca di un Fratello delle Scuole Cristiane.

676 Non si debbono mai usare correzioni non conformi alla tradizione delle Scuole cristiane e descritte nel 1° articolo del presente capitolo.

Per questo non si deve mai schiaffeggiare, prendere a pedate, o dare bacchettate, come pure è contro le norme di buona creanza e serietà di un maestro tirare il naso, le orecchie o i capelli e tanto meno dare spintoni e trascinarli per le braccia.

Non si deve mai lanciare lo scudiscio ad un alunno e farselo riportare: è sconveniente.

Non si deve colpire con l'impugnatura dello scudiscio, né darlo sulla testa, su altre parti del corpo o sul dorso della mano; nemmeno si debbono dare due colpi di seguito sulla stessa mano, ma colpire sempre con la parte ingrossata il palmo della mano.

Attenzione a non cadere inavvertitamente in questi difetti. ( RC 8,6 )

677 Bisogna porre molta attenzione nel non colpire dove già un alunno ha male, per non aumentare il dolore, né così forte da lasciare i segni; ma nemmeno tanto piano da non causare alcun dolore.

678 Il maestro deve punire stando al proprio posto in silenzio e non deve permettere all'alunno castigato di parlare, né tanto meno di piangere forte durante o dopo la punizione.

679 L'atteggiamento del maestro nel punire deve essere molto controllato, senza dimenare le braccia o contorcere la persona o fare qualche gesto ridicolo e contrario alla serietà del momento.

680 Il maestro farà in modo di non comminare alcuna correzione per impulso del momento o quando si sente alterato.

Dovrà infatti controllare se stesso, perché né la passione della collera, né qualsiasi moto di impazienza abbiano il sopravvento in lui, per non ostacolare i frutti della correzione e la benedizione di Dio su di essa.

Articolo 5 - Chi deve impartire le punizioni

681 Tutti i maestri potranno ricorrere allo scudiscio nella propria classe.

682 Un solo maestro, espressamente incaricato dal direttore, avrà in custodia le verghe e lo staffile.

Gli altri dovranno rivolgersi a lui quando ne avranno bisogno.

Egli riferirà il giorno stesso al direttore chi e quante volte gli ha chiesto le verghe.

Se ciò capitasse più volte, il direttore domanderà al Fratello perché ha dato quelle punizioni, anzi dovrebbe essere lo stesso Fratello a riferirlo al direttore. ( RC 8,11 )

683 I Fratelli che non hanno ancora 21 anni non useranno le verghe o lo staffile senza chiedere prima consiglio all'ispettore o a colui al quale sono affidati questi strumenti.

Questi controllerà anche le punizioni che i giovani Fratelli infliggono con lo scudiscio e faranno relazione di tutto al direttore.

684 Si comporterà allo stesso modo al riguardo dei Fratelli che hanno ormai 21 anni, nei primi sei mesi di prova che faranno a scuola.

L'espulsione definitiva di alunni resisi colpevoli di mancanze gravi è compito del direttore.

Articolo 6 - Quali alunni vanno puniti e quali no

Sezione 1 - I corrotti

685 Ci sono cinque mancanze che non si possono perdonare e che vanno punite con le verghe o lo staffile:

1. La menzogna

2. le risse

3. il furto

4. l'oscenità

5. la poca serietà in chiesa.

686 Bisogna punire con le verghe e lo staffile i bugiardi, anche per menzogne di scarso rilievo, facendo loro comprendere che davanti a Dio non esiste una menzogna che possa essere ritenuta leggera, perché è il demonio il padre della menzogna, come dice Gesù Cristo nel Vangelo.

Sarà tuttavia perdonato talvolta chi confesserà candidamente una bugia.

687 Si farà comprendere agli alunni l'orrore che debbono avere della menzogna e si sproneranno a chiedere umilmente perdono mettendosi in ginocchio in mezzo alla classe e imponendosi da se stessi una penitenza.

688 Coloro che si saranno picchiati saranno puniti insieme; se si tratta di uno che si è picchiato con un ragazzo non appartenente alla scuola, il maestro lo punirà solo se, dopo essersi informato accuratamente, lo riterrà colpevole; si comporterà allo stesso modo per punire ogni forma di violenza che avvenga fuori della scuola.

689 Bisogna invece essere sempre inesorabili nel punire ogni forma di violenza che avvenga nella scuola, sottolineando che questa è una delle colpe più riprovevoli che si possano commettere.

690 Coloro che sono stati sorpresi a rubare un oggetto di scarso valore, fosse anche una penna, saranno ugualmente puniti e se si accerta che hanno l'abitudine di rubare, saranno espulsi dalla scuola.

691 Così saranno puniti coloro che hanno commesso azioni impure o hanno pronunciato parole oscene.

Quelli che hanno l'abitudine di giocare con le ragazze o sono visti con loro, dopo un primo avvertimento, se ricadranno saranno puniti.

692 I maestri raccomanderanno ai loro alunni di tenersi lontani dalla compagnia delle ragazze e di non mescolarsi mai con esse.

Quando fossero obbligati da ragioni di parentela a parlare con esse, per quanto piccole siano, lo faranno sempre in presenza dei genitori o di qualche persona saggia ed anziana.

693 Coloro che mancheranno di serietà in chiesa saranno severamente puniti.

I maestri cercheranno di istillare in loro un grande rispetto per la presenza di Dio in quel luogo e far capire che è mancanza di fede comportarsi in chiesa senza raccoglimento Ulteriore ed esteriore.

694 Per questa mancanza non bisogna però punire allo stesso modo tutti gli alunni piccoli e grandi.

Infatti, eccetto nei casi in cui il maestro abbia autorità ed eserciti stretta vigilanza sui più piccoli, è difficile che questi si mantengano nel raccoglimento e nella modestia richiesti.

Occorre in ogni caso esercitare una grande vigilanza e mettere in atto tutti i mezzi per impedire qualsiasi mancanza di serietà in chiesa.

695 Se un maestro non sorveglia sufficientemente e non ha l'autorità necessaria per mantenere l'ordine in chiesa, bisogna che sia aiutato da un altro che faccia quella vigilanza che egli non è capace di assicurare da solo.

Sezione 2 - I maleducati e i testardi; gli sfacciati e gli insolenti; gli sbadati e i superficiali

696 Vi sono alunni dei quali i genitori poco o nulla si preoccupano.

Dal mattino alla sera essi fanno quello che vogliono, non hanno rispetto per i genitori, non ubbidiscono e protestano.

Questi difetti non provengono sempre da cattiva indole, ma perché sono abbandonati a se stessi.

697 Se non sono insolenti ed arroganti per natura, bisogna farseli amici, ma anche correggerli nelle loro cattive manifestazioni e quando cadono in qualcuno dei loro difetti in classe, bisogna piegarli, tener loro testa e sottometterli.

698 Se sono spavaldi e orgogliosi, per affezionarli alla scuola e pian piano correggerli e sottometterli, bisogna affidare loro qualche incarico, come quello di ispettore, se ne sono giudicati capaci, di raccoglitore dei fogli, favorirli nella scrittura, in aritmetica, ecc., senza con questo lasciarli agire secondo il loro capriccio.

Se poi sono piccoli è più facile intervenire: bisogna correggerli prima che crescano, per non farli crescere con le loro cattive abitudini.

Gli insolenti e arroganti

699 Bisogna parlar poco con loro e sempre a bassa voce quando fanno qualche mancanza; umiliarli e punirli, ciò potrà essere utile per confonderli ed abbassare la loro arroganza.

Bisogna tener loro testa, e non tollerare che replichino a quanto si dice loro.

Sarà opportuno talvolta rimproverarli dolcemente e in particolare, ma sempre con autorevolezza ed esigendo il dovuto rispetto.

Gli sventati e superficiali

700 Non bisogna correggere con frequenza gli alunni che sono sventati e leggeri, perché, incapaci come sono di riflettere, poco dopo avere ricevuto una punizione, ricadono nella medesima mancanza o in altra simile.

701 Questi difetti non provengono da malizia, ma dalla superficialità del loro carattere.

Siccome i loro difetti non derivano da cattiveria, ma da superficialità, bisogna cercare di prevenirli, mostrar loro affetto, senza tuttavia dare loro alcun incarico.

In classe collocarli il più vicino possibile al maestro, con qualche pretesto che li invogli, ma in effetti per meglio controllarli, o tra due compagni di banco di indole calma e non facili alle mancanze.

Dal momento che sono questi i tipi che si assentano più facilmente, per renderli più assidui ed affezionati alla scuola e per indurii a starsene quieti e silenziosi, di tanto in tanto il maestro darà loro qualche ricompensa.

Sezione 3 - I testardi

702 Gli alunni cocciuti e testardi vanno sempre corretti, soprattutto quando oppongono resistenza e non accettano le punizioni.

Il maestro non deve mai darla loro vinta e insistere nonostante le eventuali resistenze.

Nei riguardi di questi tipi di alunni sono necessarie due precauzioni:

a) non vanno corretti se non dopo avere ben esaminata la loro mancanza e trovata meritevole di punizione;

b) qualora opponessero resistenza e non accettassero la correzione, rifiutando di uscire dal proprio posto, conviene lasciar sbollire l'irritazione, mostrando di non avere intenzione di punirli.

703 Più tardi il maestro cercherà di dialogare, facendo con calma riconoscere ed ammettere le loro mancanze, che a questo punto sono diventate due, dal momento che alla prima si è aggiunta quella di aver opposto resistenza.

Dopo avrà modo di punirli esemplarmente, facendoli mettere in ginocchio per chiedere prima perdono a Dio, poi al maestro e ai compagni che hanno scandalizzato.

Se ancora non volessero ricevere la punizione, bisogna allora che il maestro li costringa, se necessario con l'aiuto di un altro maestro, perché basta un caso di questi rimasto impunito, per determinare tutta una serie di altre ribellioni.

704 Un po' di tempo dopo che l'alunno ha ricevuto la punizione, il maestro, constatato che la collera è passata, chiamerà a sé l'alunno per convincerlo a riflettere, a confessare la propria colpa e a chiederne perdono in ginocchio.

Bisogna però sapere prevenire questi atteggiamenti e fare in modo che essi si verifichino raramente per evitare conseguenze molto negative nella classe.

705 C'è anche un altro tipo di testardaggine, costituito da coloro che hanno l'abitudine di borbottare dopo avere ricevuto una punizione e, ritornati al loro posto, appoggiano la testa sulle braccia o fra le mani e assumono un atteggiamento imbronciato.

Simili atteggiamenti non debbono essere tollerati, ma dopo la punizione, bisogna esigere che l'alunno si metta subito a studiare e segua le lezioni, o altrimenti ne riceve un'altra.

706 Quando un maestro non riesce ad impedire che un alunno punito borbotti, mormori, pianga o disturbi in qualche altro modo, sia perché è troppo piccolo, sia perché è cattivo o per altra ragione e si rendesse conto che un'altra punizione avrebbe addirittura effetto contrario, sarà più opportuno che non insista, fingendo di non accorgersi che non studia, non segue o non fa quello che dovrebbe.

707 In queste circostanze il maestro deve sentire il parere del direttore su come comportarsi.

C'è da tener presente, comunque, che il silenzio e il modo di far bene la correzione sono il miglior mezzo per prevenire molte di queste mancanze.

Sezione 4 - I viziati, i mansueti e timidi, gli incapaci, gli invalidi, i piccoli, i nuovi

708 Ci sono alunni educati con eccessiva accondiscendenza dai genitori, troppo permissivi, perché non li contraddicono mai e non li correggono dei loro difetti.

Sembra che abbiano timore di contraddirli e quando essi se la prendono per qualcosa, i genitori, soprattutto le mamme, fanno di tutto per rabbonirli.

Non si fanno sfuggire occasione per mostrar loro tenerezza e non sopporterebbero mai che venisse data loro la minima penitenza.

709 Questi bambini sono generalmente tranquilli; ordinariamente è bene non punirli, ma correggere le loro mancanze con altri mezzi; si può ricorrere a penitenze facili da eseguire o far rilevare i loro difetti con amorevolezza e serenità, fingendo di non dare importanza o riprendendoli in privato con dolcezza.

710 Qualora si credesse opportuno intervenire per punirli, bisogna prima consigliarsi con il Fratello direttore e, in caso, punirli con indulgenza e assai raramente.

Se gli interventi di prevenzione non hanno esito, si può passare alla punizione, ma solo dopo aver parlato con i loro genitori e aver fatto accettare loro questa soluzione.

I mansueti e timidi

711 Di norma non bisogna punire i ragazzi di indole mite e timida.

L'esempio dei buoni compagni e di quelli che sono puniti, il timore naturale che hanno dei castighi e qualche lieve penitenza sono sufficienti a convincerli di fare il loro dovere.

Difficilmente essi commettono mancanze e mai gravi, rimangono facilmente tranquilli, perciò bisogna tollerarli e fare loro solo qualche richiamo o dare loro qualche piccola penitenza.

Per costoro non ci sarà bisogno di ricorrere a punizioni e castighi per mantenerli nell'ordine.

Gli incapaci

712 Vi sono alunni di poche capacità, che strepitano solo quando sono minacciati di castigo.

Di solito costoro è bene non punirli.

Se fossero di grave disturbo, conviene allontanarli dalla scuola, ma se invece non arrecano disordine o non disturbano, bisogna lasciarli tranquilli.

Gli unici inconvenienti di questi alunni sono quelli di non seguire in classe, di apprendere difficilmente a leggere, di non essere capaci di imparare e di ripetere il catechismo e di non apprendere nulla o quasi.

Non si può esigere da loro quello di cui non sono capaci.

Non si debbono però emarginare, ma cercare di farli un poco progredire, incoraggiarli e accontentarsi di quel poco che possono dare.

Gli invalidi

713 Non si debbono infliggere punizioni corporali a coloro che hanno qualche invalidità, soprattutto se la punizione ne dovesse accrescere il disagio.

Nel caso, si ricorrerà ad altre penitenze.

I piccoli

714 Non bisogna punire i bambini troppo piccoli, se non molto di rado, perché, non essendo ancora capaci di ragionare, non possono trame alcun vantaggio.

In linea di massima vale per loro il comportamento usato con gli alunni di indole mite e timida o con gli incapaci.

I nuovi

715 È opportuno astenersi dal punire gli alunni quando iniziano a frequentare la scuola.

Bisogna innanzi tutto conoscerne l'indole, l'animo e le inclinazioni.

Bisogna anche avvertirli di quando in quando di quello che debbono fare, dar loro posto vicino a compagni che compiono bene il loro dovere affinché apprendano con l'esempio e la pratica.

Bisogna lasciare trascorrere almeno un mese prima di intervenire con punizioni, in quanto le punizioni ai nuovi venuti ottengono solo l'effetto di disgustarli e farli allontanare dalla scuola.

Se è molto importante evitare le punizioni ai nuovi venuti, altrettanto è necessario ad un maestro che sia nuovo dell'ambiente conoscere bene gli alunni, prima di dare punizioni.

Sezione 5 - Gli accusatori e gli accusati

716 I maestri non daranno facilmente ascolto alle accuse e alle denunce nei riguardi degli alunni.

Non rifiuteranno tuttavia di ascoltare coloro che le fanno, ma le soppeseranno per bene e non puniranno impulsivamente e immediatamente, basandosi solo su quanto hanno appreso lì per lì.

717 Se quelli che accusano sono compagni di classe, il maestro si informerà subito se altri sono stati testimoni dell'accaduto e cercherà di apprendere qualche altra circostanza per conoscere la verità.

Se l'accusa gli pare dubbia o non del tutto sicura, non punirà l'accusato eccetto che costui confessi la sua mancanza.

In questo caso lo castigherà con indulgenza, limitandosi solo ad una leggera penitenza e dicendogli di avere apprezzato la sua sincerità.

Se dovesse invece riscontrare che l'accusa è falsa e mossa solo da spirito di vendetta o da odio, allora punirà severamente l'accusatore.

718 Alcune volte sono gli stessi genitori che riferiscono le colpe dei propri figli e richiedono di punirli.

In questo caso il maestro non deve punirli, perché i genitori spesso chiedono ciò spinti dalla collera del momento e non lo richiederebbero a distanza di tempo.

Se risulta che la colpa sia veramente da punire, bisogna rispondere che siano essi stessi a punire i loro figli.

719 Se un gruppo di alunni ha commesso, la stessa mancanza e il fatto è risaputo, se si punisce uno, bisogna dare a tutti gli altri la stessa punizione.

E il caso in cui più ragazzi si fossero picchiati oppure  quello di due o tre che avessero chiacchierato o scherzato in chiesa.

Se invece si tratta di una stessa mancanza commessa da molti ma non conosciuta da tutti e gli alunni credessero che il maestro lo ignori, è opportuno che venga punito uno solo degli alunni e che il maestro finga di non sapere nulla sul coinvolgimento degli altri.

È il caso in cui molti non seguissero la lezione, che non studiassero, ecc.

In questa circostanza bisogna punire chi potrà ricavare e far ricavare alla classe il maggior profitto dalla punizione.

720 Così il maestro eviterà di punire quegli alunni per i quali è sufficiente l'esempio degli altri per richiamarli al dovere o per intimorirli, o quelli che hanno mancato per la prima volta o che sono abitualmente diligenti.

Articolo 7 - Norme per tutti i casi di punizioni

721 Quando un maestro dovrà impartire una punizione con lo scudiscio, userà il segnale stabilito per avvertire gli alunni, poi indicherà con l'estremità del segnale la massima che è stata violata, quindi farà cenno all'alunno di avvicinarsi.

Quando l'alunno sarà vicino al maestro, farà il segno della Croce e poi porgerà la mano.

Il maestro farà attenzione che la mano sia ben stesa, ferma e che l'alunno non la ritiri.

722 Se l'alunno non si attiene a quanto è richiesto, il maestro gli esemplificherà il gesto, stendendo lui stesso la mano.

Se ancora l'alunno si rifiuterà, lo costringerà con la forza e gli infliggerà due colpi anziché uno.

Ad ulteriore resistenza, gli indicherà l'angolo delle punizioni e gliela infliggerà nel modo indicato qui appresso, cioè come si fa quando si usano le verghe e lo staffile.

723 Quando il maestro punisce con lo scudiscio starà attento che l'alunno non abbia il pollice ripiegato sul palmo della mano e che questa sia ben stesa.

Dopo la punizione, l'alunno incrocerà le braccia, saluterà il maestro e ritornerà umilmente al suo posto, senza fare contorsioni della persona od altri gesti di reazione, senza brontolare né piangere forte.

Se fa qualcuno di questi gesti, il maestro lo richiamerà a sé e gli darà ancora un colpo con lo scudiscio, eccetto che smetta immediatamente.

724 Per la punizione con le verghe o lo staffile il maestro inizierà facendo il segno stabilito per richiamare l'attenzione degli alunni, poi indicherà con il segnale la massima violata e all'alunno colpevole l'angolo della classe dove è solito infliggere le punizioni.

L'alunno allora si recherà in mezzo alla classe, si metterà in ginocchio e, a mani giunte e rivolto verso il cartello dove è scritta la massima violata, a voce bassa, domanderà perdono a Dio della sua mancanza e per amor suo accetterà volentieri la punizione che sta per ricevere.

Al segnale si recherà modestamente e con le braccia conserte all'angolo delle punizioni, dove si disporrà a riceverla, atteggiandosi in modo da facilitare l'operazione al maestro e da dare il buon esempio ai compagni.

725 Al fatto che sia lo stesso alunno a disporsi convenientemente per ricevere la punizione e non ci sia bisogno di alcun intervento del maestro, si baderà molto.

Quando qualcuno non lo farà, sarà severamente punito.

726 Mentre l'alunno si prepara a ricevere la punizione, il maestro a sua volta si disporrà interiormente ad impartirla con autentico senso di carità ed una visione di fede; solo dopo si muoverà dal suo posto con lentezza e gravita.

727 Giunto sul luogo della punizione, il maestro potrà rivolgere all'alunno qualche ammonimento per disporlo a riceverla con sentimenti di umiltà, di sottomissione e proposito di correggersi.

Dopo gli darà i tre colpi ordinari, badando a che l'alunno non metta la mano dietro la schiena, cosa della quale il maestro lo avrà avvisato in precedenza, quando gli ha raccomandato di ricevere la punizione per amor di Dio.

728 Per nessun motivo toccherà con le mani l'alunno mentre gli infligge la punizione.

729 Se l'alunno rifiuta la correzione, non dirà nulla lì per lì e tornerà al suo posto.

Dopo però, i colpi saranno cinque in luogo dei tre, cioè il massimo che si può dare in una punizione ordinaria.

730 Bisogna avvertire gli alunni che debbono essere pronti a ricevere la punizione, prima ancora che il maestro si muova dal suo posto e che, se non lo sono, riceveranno cinque colpi in luogo di tre.

731 Dopo aver fatto passare un po' di tempo il maestro ritornerà dall'alunno.

Se costui non si dimostrasse ancora sottomesso e disposto alla punizione, sarà lo stesso maestro a prepararlo, se necessario con l'aiuto del fratello incaricato della scuola; l'alunno in questo caso riceverà otto colpi, perché si userà nei suoi riguardi il trattamento adottato per gli alunni testardi, cercando tuttavia di unire la fermezza alla moderazione.

732 Quando si è obbligati a costringere qualche alunno alla punizione, il maestro, dopo aver fatto passare un po' di tempo, gli farà riconoscere e confessare l'enormità della colpa, lo farà riflettere e lo porterà ad un forte e sincero proposito di non farsi trascinare ad una tale ostinazione.

733 Quando un maestro sarà stato obbligato ad intervenire ancora dopo aver punito un alunno e sarà ritornato al suo posto, l'alunno si recherà davanti a lui, mettendosi umilmente in ginocchio, con le braccia conserte e lo ringrazierà di essere stato corretto.

Poi si volgerà verso il Crocifisso per ringraziare Dio e promettergli di non commettere più quella mancanza, per cui è stato punito.

Farà tutto questo a bassa voce.

A questo punto il maestro gli farà segno di ritornare al proprio posto.

Articolo 8 - Luogo e tempo delle punizioni

734 Il maestro non deve mai allontanarsi dalla cattedra per impartire una punizione con lo scudiscio.

Se dovesse trovarsi lontano, vi farà ritorno per procedere a questa operazione.

735 Le punizioni con le verghe o con lo staffile si infliggeranno in un angolo appartato della classe, per evitare di far vedere agli altri la nudità del ragazzo.

Il maestro deve porre molta attenzione a questo ed infondere negli alunni un grande riserbo e pudore in proposito.

736 Le punizioni straordinarie che si infliggono per mancanze eccezionali e gravissime, come per esempio in casi di furto, gravi disobbedienze e resistenze agli ordini del maestro, devono essere inflitte pubblicamente, davanti agli alunni e in mezzo alla classe, perché servano di esempio e suscitino forte timore in loro.

737 Se in qualche caso eccezionale fossero commesse mancanze particolarmente gravi, è opportuno punire un alunno per classe.

738 Non bisogna punire durante il catechismo o la recita delle preghiere.

In questi momenti il maestro può e deve individuare quelli che commettono tali mancanze, e senza dire nulla a loro, comunicare i nomi ad un alunno fidato perché glieli ricordi in un altro momento che lui indicherà.

739 Non si deve mai punire la domenica e i giorni di festa.

740 Le punizioni con le verghe e lo staffile è meglio darle nelle ore pomeridiane, evitando i momenti finali della scuola.

741 In chiesa e nei luoghi pubblici non si deve mai punire, dando schiaffi, tirando le orecchie o le braccia, perché sono prova di impazienza, sono compromettenti e contrari alla calma e alla saggezza che un maestro è sempre tenuto a mostrare, in modo particolare in questi luoghi.

Articolo 9 - Le penitenze

Sezione 1 - Uso delle penitenze

742 Nelle Scuole cristiane si useranno molto più le penitenze delle punizioni, perché urtano meno gli alunni e i loro genitori ed hanno più effetto.

I maestri se ne serviranno per sottomettere gli alunni ed indurii a correggersi dei propri difetti.

743 Le penitenze dovranno quindi avere un valore emendativo ed essere proporzionate alle mancanze commesse, perché possano veramente aiutare a dare soddisfazione a Dio ed essere mezzo di prevenzione per evitare altre colpe in seguito.

744 I maestri faranno attenzione a non diminuire le penitenze o ridurle a sole parole.

Debbono anche eseguirle nella classe dove è stata commessa la mancanza, non nelle altre.

745 Non si daranno mai penitenze che possano suscitare ilarità, come sarebbero quelle di mettere uno zoccolo o una scarpa sulla bocca, far tenere girata la testa, ecc., in una parola, tutto ciò che potrebbe causare confusione e pregiudicare il silenzio e l'ordine; come pure non si debbono dare penitenze che facciano soltanto perdere tempo, senza alcuna utilità.

746 Le penitenze che si possono dare sono solo quelle in uso nelle Scuole cristiane ed elencate nel paragrafo seguente.

Non si possono dare penitenze straordinarie senza averne parlato prima al direttore ed ottenuto il suo permesso.

747 Il conferimento di una penitenza deve essere fatto dal maestro con autorità, seduto in cattedra ed in un atteggiamento severo, in modo da impressionare l'alunno e fargliela eseguire con sottomissione e semplicità tali da essere di buon esempio ai compagni.

748 Quando si deve dare una penitenza, si farà segno all'alunno di andare in mezzo alla classe, mettersi in ginocchio e congiungere le mani.

749 Quando l'alunno sarà in ginocchio a mani giunte in mezzo alla classe, il maestro pronuncerà la sentenza, dichiarando la colpa per la quale la penitenza è inflitta, senza ricorrere a parole superflue.

A voce alta, seria e intelligibile dirà semplicemente le motivazioni, per esempio per essere arrivato in ritardo oggi, dovrai arrivare per primo nei prossimi otto giorni; se non lo farai, ti farai trovare all'angolo delle punizioni quando io entrerò.

750 Dopo avere ricevuto la penitenza, l'alunno farà un inchino al maestro per ringraziarlo, poi si soffermerà ancora qualche istante, volto verso il Crocifisso per testimoniare a Dio di accettarla volentieri e domandargli la grazia di ben eseguirla e per amor suo.

Dopo di che il maestro gli farà segno di ritornare al suo posto.

751 Tutte le penitenze saranno assegnate in questo modo: l'alunno non dovrà proferir parola e il maestro solo quelle della penitenza, come l'esempio dato prima.

752 Quando si danno penitenze da eseguire in un altro momento, il maestro incaricherà uno o più alunni di accertarsi se la penitenza viene eseguita, di ricordarglielo e riferirgli ciò che è avvenuto.

Sezione 2 - Elenco delle penitenze che si impongono ordinariamente agli alunni in conseguenza delle loro mancanze

753 Il ritardo ingiustificato e ripetuto una seconda volta in una settimana, invece di una punizione corporale, potrà essere castigato con l'obbligo di trovarsi per otto o quindici giorni davanti alla porta all'ora di apertura della scuola.

L'alunno che funge da ispettore dovrà controllarlo.

754 L'immergersi troppo nel mangiare, in modo da non prestare attenzione alle preghiere, alle risposte della S. Messa o al catechismo, potrà richiedere la sospensione del pasto.

755 Quando un alunno farà molti errori nella lettura perché non ha studiato, potrà ricevere come penitenza di imparare a memoria alcune righe dell'Imitazione di Cristo o del Nuovo Testamento o, più opportunamente, la lezione non studiata.

Gli si potrà anche far leggere una o due pagine, secondo le sue capacità, al termine della lezione di lettura, con la minaccia di infliggergli tanti colpi di verga quanti errori avrà fatto.

Se è del 1° livello di lettura, gli si potrà far leggere mezza pagina, se del 2° una pagina, se del 3° due pagine.

756 Quando un alunno non segue affatto, gli si potrà imporre di tenere in mano il testo per mezz'ora, senza alzare gli occhi.

757 Quando un alunno non scrive quello che dovrebbe o non si applica a scrivere bene, potrà ricevere come penitenza quella di scrivere bene, a casa, una o due pagine da portare a scuola l'indomani, con aggiunta della ricopiatura di qualche lettera o parola o massima particolare.

758 Quando un alunno è irrequieto e distratto durante le preghiere e non prega, lo si potrà far mettere in mezzo alla classe per uno o più giorni durante le preghiere, con le mani giunte, gli occhi bassi e con grande raccoglimento, con la minaccia di essere punito se alza gli occhi o è in qualche modo immodesto.

759 Così ad un alunno che non è raccolto durante le preghiere in chiesa, gli si potrà far ascoltare una seconda Messa alla fine della scuola, o farlo rimanere in chiesa per mezz'ora se non c'è Messa.

760 Ad un alunno che si sieda sui talloni stando in ginocchio, gli si potrà imporre di stare in ginocchio parecchio tempo a scuola; inoltre lo si farà stare parecchio tempo in piedi, con le mani giunte, gli occhi abbassati o rivolti verso il Crocifisso o su qualche altra immagine, purché non sia durante la lettura.

761 Coloro che si appoggiano al banco o che hanno un atteggiamento cadente o scorretto saranno fatti stare in piedi.

762 Quando un alunno non ha imparato il catechismo del giorno precedente sarà obbligato ad impararlo e a recitarlo al termine della scuola, senza commettere alcun sbaglio od omissione; ascolterà anche la lezione in piedi, a capo scoperto e con le mani giunte, ed inoltre imparerà in una sola giornata una o due lezioni di catechismo, secondo le sue capacità.

763 Quando un alunno non sa perfettamente la lezione di catechismo assegnata per quella settimana, dovrà impararla e recitarla il lunedì; oltre a ciò, gli si assegnerà una lezione più lunga degli altri, a seconda delle sue capacità, e dovrà recitarla senza errori, con la minaccia di una doppia punizione e di doverla ripetere ancora nella settimana successiva.

764 Quando un alunno, prima di mettere a posto i libri ritornando da scuola, dovesse andarsene a giocare, gli si proibirà di giocare per tre giorni di seguito e si incaricheranno alcuni compagni di sorvegliare se rispetta quest'ordine.

765 Per punire gli "incaricati" per non avere adempiuto bene il loro dovere si potrà rimproverarli e sospenderli dall'incarico per qualche giorno.

766 Una delle penitenze più adatte ed utili è quella di fare imparare a memoria qualche brano.

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