Meditazioni per le principali feste dell'anno

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MF 152

Trasfigurazione di Nostro Signore
6 agosto

1 Gesù è venuto sulla terra per espiare i nostri peccati ( 1 Gv 3,5 ), difatti il suo divin Padre l'ha sempre considerato un uomo di peccato perché si era caricato quelli di tutti gli uomini ( 2 Cor 5,21 ).

Benché non avesse commesso alcun peccato, perché non era in condizione di commetterne, è rimasto sulla terra come se fosse soggetto a tutte le sofferenze di questa vita e alle miserie che sono conseguenza del peccato.

È sempre per questo motivo che ha voluto apparire come un uomo comune, nascondendo agli altri uomini la gloria di cui godeva la sua santa anima e di cui la sua santa umanità aveva diritto di godere fin dal momento del suo concepimento.

Si compiaceva perfino di essere deriso, insultato e oltraggiato da quelli che non si conformavano alla sua dottrina.

Si era imposto l'obbligo di soddisfare per noi alla giustizia di suo Padre ( Is 53,6 ); si considerava - secondo l'espressione profetica di Davide - come l'obbrobrio degli uomini e l'abiezione del popolo ( Sal 22,7 ), benché fosse il Re della gloria ( Sal 24,7 ).

Noi che siamo peccatori fin dalla nascita e che siamo vissuti sinora nel peccato, dobbiamo essere com'era Gesù ( Rm 8,29 ) in questa vita e soffrire con lui, se vogliamo averlo per Capo, essere uno delle sue membra e distruggere in noi il peccato ( Ef 4,15 ).

Bisogna dunque - come insegna san Paolo - che né le afflizioni, né i dispiaceri, né la fame, né la nudità, né i pericoli, né le persecuzioni riescano a separarci dall'amore di Cristo.

Anche se ci sgozzassero per suo amore e ci considerassero come pecore destinate al macello, dobbiamo riuscire a vincere ( Rm 8,35-37 ), anche in mezzo a tanti mali, animati dall'esempio di Colui che ci ha amato tanto, fino al punto di farsi uccidere per nostro amore ( Ef 5,2 ).

2 Benché lo scopo che il Figlio di Dio si propose, venendo in questo mondo fosse stato quello di soffrire per noi ( Eb 10,5-7 ), egli ha voluto manifestare ( anche se per poco tempo e come di sfuggita ) qualche raggio della sua gloria a tre dei suoi Apostoli ( Mt 17,1-2 ).

Li condusse a questo scopo in un luogo isolato su un alto monte ( Mc 9,2 ), lì giunto s'immerse nella preghiera e, mentre pregava, fu trasfigurato alla loro presenza: il suo volto divenne brillante come il sole e i suoi abiti parvero sfavillanti di luce e bianchi come la neve ( Lc 9,29 ).

San Pietro che era presente a questo mistero, rendendo testimonianza di ciò che aveva visto, aggiunse: Noi stessi siamo stati spettatori della maestà di Gesù Cristo, perché ricevette da Dio Padre un attestato di onore e di gloria quando ci trovammo con lui sul santo monte ( 2 Pt 1,16-18 ).

Anche Mosè ed Elia erano lì e si unirono a lui per onorarlo ( Mt 17,3 ).

Gesù fu trasfigurato perché, pur continuando a possedere la gloria dentro di sé, volle, in questa circostanza, che essa si manifestasse anche all'esterno.

Non può avvenire così a noi, perché è necessario che il cambiamento che deve prodursi avvenga all'interno di noi, in modo da essere completamente trasformati dalla luce, dalla pienezza della grazia e dal possesso dello Spirito di Dio.

Se poi si dovesse manifestare un cambiamento anche all'esterno, è necessario che esso arrivi dal riflesso della felicità di cui gioiremo nel fondo della nostra anima posseduta completamente da Dio e da ciò che dobbiamo fare per suo amore.

3 È nel ritiro e nella preghiera che Gesù fu trasfigurato.

Intanto si intratteneva con Mosè e con Elia di ciò che doveva compiersi al momento della sua Passione e della morte che doveva soffrire sulla Croce, poco fuori di Gerusalemme ( Lc 9,29-31 ), come del resto desiderava.

Mentre Gesù parlava delle sue sofferenze e della sua morte, apparve una nuvola luminosa che avvolse Lui, Mosè ed Elia; da questa nuvola, in cui si manifestava la gloria di Dio, uscì una voce che fece udire queste parole: Questi è il mio Figlio diletto, ascoltatelo ( Mt 17,5 ).

San Pietro che ci riferisce quanto avvenne in questo mistero, aggiunge che intesero questa voce come se venisse dal cielo ( 2 Pt 1,17-18 ).

Tutti questi avvenimenti debbono dimostrarci:

1° che, solo conducendo una vita ritirata e devota, un'anima raggiunge una vera trasfigurazione, o meglio trasformazione di sé, e che sarà illuminata da Dio;

2° che, dopo essersi trasfigurata assieme a Gesù, è necessario che si intrattenga con piacere sulla sua Passione e Croce, per manifestare che ciò che desidera di più è di essere conforme a Gesù Cristo ( Rm 8,29 ) sofferente.

L'eterno Padre la riconoscerà come sua figlia diletta solo se amerà la sofferenza e manifesterà questo amore con la pratica e l'esercizio quotidiano di essa, ricordando queste parole di Gesù Cristo: bisogna portare tutti i giorni la propria croce per poter essere suo discepolo ( Lc 9,23 ).

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