Salmi

Capitolo 22 ( 21 )

CEI 2008 - Audio Interconfessionale

Sofferenze e speranze del giusto

1 Al maestro del coro. Sull'aria: « Cerva dell'aurora ». Salmo. Di Davide.
2 « Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Tu sei lontano dalla mia salvezza »:
sono le parole del mio lamento.
Mt 27,46p
Is 49,14
Is 54,7
3 Dio mio, invoco di giorno e non rispondi,
grido di notte e non trovo riposo.
4 Eppure tu abiti la santa dimora,
tu, lode di Israele.

Lv 17,1+
Is 6,3+
5 In te hanno sperato i nostri padri,
hanno sperato e tu li hai liberati;
6 a te gridarono e furono salvati,
sperando in te non rimasero delusi.
Gdc 2,11-19+
7 Ma io sono verme, non uomo,
infamia degli uomini, rifiuto del mio popolo.
8 Mi scherniscono quelli che mi vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:
Mt 27,39p
9 « Si è affidato al Signore, lui lo scampi;
lo liberi, se è suo amico ».
Mt 27,43
Sap 2,18-20
10 Sei tu che mi hai tratto dal grembo,
mi hai fatto riposare sul petto di mia madre.
Is 44,2.24
11 Al mio nascere tu mi hai raccolto,
dal grembo di mia madre sei tu il mio Dio.
Gen 50,23
Is 46,3
12 Da me non stare lontano,
poiché l'angoscia è vicina
e nessuno mi aiuta.
Sal 35,22
Sal 38,22
Sal 40,14
Sal 71,12
13 Mi circondano tori numerosi,
mi assediano tori di Basam.
14 Spalancano contro di me la loro bocca
come leone che sbrana e ruggisce.
Sal 17,12
15 Come acqua sono versato,
sono slogate tutte le mie ossa.
Il mio cuore è come cera,
si fonde in mezzo alle mie viscere.
16 È arido come un coccio il mio palato,
la mia lingua si è incollata alla gola,
su polvere di morte mi hai deposto.
Gv 19,28
17 Un branco di cani mi circonda,
mi assedia una banda di malvagi;
hanno forato le mie mani e i miei piedi,
18 posso contare tutte le mie ossa.
Essi mi guardano, mi osservano:
19 si dividono le mie vesti,
sul mio vestito gettano la sorte.
Mt 27,35p
Gv 19,24
20 Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, accorri in mio aiuto.
21 Scampami dalla spada,
dalle unghie del cane la mia vita.
Gv 12,27
22 Salvami dalla bocca del leone
e dalle corna dei bufali.
Sal 7,3
Sal 17,12
Sal 57,5
2 Tm 4,17
23 Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all'assemblea.
Eb 2,12
Sal 40,10
24 Lodate il Signore, voi che lo temete,
gli dia gloria la stirpe di Giacobbe,
lo tema tutta la stirpe di Israele;
25 perché egli non ha disprezzato
né sdegnato l'afflizione del misero,
non gli ha nascosto il suo volto,
ma, al suo grido d'aiuto, lo ha esaudito.
26 Sei tu la mia lode nella grande assemblea,
scioglierò i miei voti davanti ai suoi fedeli.
27 I poveri mangeranno e saranno saziati,
loderanno il Signore quanti lo cercano:
« Viva il loro cuore per sempre ».
28 Ricorderanno e torneranno al Signore
tutti i confini della terra,
si prostreranno davanti a lui
tutte le famiglie dei popoli.
Is 45,22
Is 52,10
29 Poiché il regno è del Signore,
egli domina su tutte le nazioni.
Zc 14,9
Abd 21
30 A lui solo si prostreranno quanti dormono sotto terra,
davanti a lui si curveranno quanti discendono nella polvere.
E io vivrò per lui,
31 lo servirà la mia discendenza.
Si parlerà del Signore alla generazione che viene;
Is 53,10
Sal 48,14
Sal 71,18
32 annunzieranno la sua giustizia;
al popolo che nascerà diranno:
« Ecco l'opera del Signore! ».
Sal 78,6
Sal 102,19
Ef 2,7
Indice

Abbreviazioni
22,1 In questo salmo, considerato una delle preghiere più intense di tutto il Salterio, profonda fiducia in Dio e totale abbandono a lui si alternano con l'angoscia e la sofferenza dell'orante.
L'intervento liberante di Dio apre all'inno di lode, che nel finale ( forse un'aggiunta successiva ) coinvolge tutte le nazioni.
Il salmo è stato usato, fin dalle origini della Chiesa, per commentare la passione di Gesù e la sua glorificazione.
Gli evangelisti Marco e Matteo ricordano che l'ultima invocazione del Signore al Padre venne espressa con le parole iniziali di questo salmo ( Mc 15,34 e Mt 27,46 ).
La spartizione delle vesti è commentata da Giovanni con la citazione del vv. 19
( Gv 19,23-24 ) e gli insulti a Gesù registrati nel Vangelo di Matteo ( Mt 27,43 ) conservano un'eco delle ingiurie dei vv. 8-10.
22 Il lamento e la preghiera di un innocente perseguitato terminano in ringraziamento per la liberazione attesa ( vv 23-27 ) e si adattano alla liturgia nazionale per mezzo del v 24 e della finale universalista ( vv 28-32 ), dove l'avvento del regno di Dio nel mondo intero appare come la conseguenza delle prove del servo fedele.
Simile al poema del servo sofferente ( Is 52,13-53,12 ), questo salmo, di cui Cristo pronunziò l'inizio sulla croce, e nel quale gli evangelisti hanno visto descritti in anticipo parecchi episodi della passione, è così messianico almeno in senso tipico.
Cerva dell'aurora: forse l'inizio di un'aria conosciuta, con il TM; le versioni hanno: « per il conforto mattutino ».
22,4 tu abiti la santa dimora, tu lode d'Israele: cf. LXX; BJ ha: « tu il santo che abiti le lodi di Israele », cf. TM.
22,8 Questi gesti sono segni di disapprovazione e di disprezzo.
22,9 si è affidato: con le versioni; il TM ha: « affìdati ».
22,13 Basan: regione a nord-est della terra di Canaan, famosa per i pascoli e per il numeroso bestiame.
22,16 il mio palato: hikkî, conget.; il TM ha kohî, « la mia forza ».
22,17 hanno scavato: probabilmente allude a catene o funi, con cui era stato legato, mani e piedi.
Vg e NVg interpretano il verbo come "trafiggere", con evidente riferimento alla passione di Gesù.
hanno forato: con volg.; congettura: « come per tagliuzzare »; Girolamo e Simmaco: « legano »; il TM ha: « come un leone », incomprensibile;
i LXX traducono: « hanno scavato »; sir. invece: « hanno ferito ».
Il passo richiama Is 53,5, ma gli evangelisti non l'hanno utilizzato nel racconto della passione.
22,22b Il TM aggiunge `anîtanî, « tu mi hai risposto »;
BJ congettura anijjatî, « la mia povera ( anima ) ».
22,27 Allusione al banchetto messianico ( Is 55,1s, ecc. ) piuttosto che al pasto rituale che segue il sacrificio di comunione ( Lv 3,1+ ).
22,28b lui con le versioni; il TM ha: « te ».
22,30 A luí solo: 'ak lô, conget.; il TM ha 'aklû, « hanno mangiato ».
22,30s E io vivrò per lui: con certi mss e i LXX; testo difficile;
BJ traduce: « per colui che non vive più, la sua discendenza lo servirà ».
Il testo dei LXX sembra ritoccato in funzione della fede nella resurrezione.
Si può anche tradurre: « Egli ( l'empio ) non vivrà, ma una stirpe lo servirà ».