Summa Teologica - II-II

Indice

Articolo 2 - Se l'onore sia propriamente dovuto a chi è superiore

Supra, q. 63, a. 3; In 3 Sent., d. 9, q. 2, a. 3; In 4 Ethic., lect. 9

Pare che l'onore non sia propriamente dovuto a chi è superiore.

Infatti:

1. Un angelo è superiore a qualsiasi uomo viatore, stando a quelle parole del Vangelo [ Mt 11,11 ]: « Il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di Giovanni Battista ».

Ma l'angelo proibì a S. Giovanni l'atto di onore che l'apostolo voleva rendergli, come è scritto nell'Apocalisse [ Ap 22,9 ].

Quindi l'onore non è riservato a chi è superiore.

2. L'onore, come si è detto [ a. prec., ob. 1; q. 63, a. 3 ], va prestato a una persona come riconoscimento della sua virtù.

Ma talora capita che i superiori non siano virtuosi.

Quindi ad essi non va dato l'onore.

Come non va dato ai demoni, che pure sono superiori a noi in ordine di natura.

3. L'Apostolo [ Rm 12,10 ] ammonisce: « Quanto all'onore ognuno prevenga l'altro ».

E S. Pietro [ 1 Pt 2,17 ]: « Onorate tutti ».

Ma ciò non potrebbe verificarsi se l'onore fosse riservato ai superiori.

Quindi l'onore non è riservato a chi è superiore.

4. Tobia, come si legge nella Scrittura [ Tb 1,16 Vg ], aveva « dieci talenti con i quali era stato onorato dal re ».

E in Ester [ Est 6,11 ] si legge che Assuero onorò Mardocheo, e fece gridare dinanzi a lui: « Ciò avviene all'uomo che il re vuole onorare ».

Perciò l'onore viene reso anche agli inferiori.

Quindi non è vero che l'onore è riservato ai superiori.

In contrario:

Il Filosofo [ Ethic. 1,12 ] insegna che l'onore è dovuto « agli ottimi ».

Dimostrazione:

L'onore, come si è già detto [ a. prec. ], non è altro che un riconoscimento del valore di una persona.

Ora, il valore di una persona può essere considerato non solo in rapporto a chi presta l'onore, nel senso cioè che l'onorante sia superiore all'onorato, ma anche in se stesso, o in rapporto ad altri.

E così l'onore è sempre dovuto a una persona per una qualche sua eccellenza o superiorità.

Infatti non è necessario che chi viene onorato sia più eccellente di chi onora, ma basta che lo sia rispetto a qualcun altro; oppure anche rispetto all'onorante sotto un certo aspetto, e non in senso assoluto.

Analisi delle obiezioni:

1. L'angelo proibì a S. Giovanni non un onore qualsiasi, ma l'onore dell'adorazione di latria, che è dovuto soltanto a Dio.

- Oppure rifiutò l'onore di dulia per mostrare la dignità del santo medesimo, in virtù della quale egli era stato da Cristo equiparato agli angeli, mediante la « speranza della gloria dei figli di Dio » [ Rm 5,2 ].

Per cui l'angelo non voleva essere adorato da lui come superiore.

2. Se i prelati sono cattivi non vengono onorati per l'eccellenza della loro virtù, ma per l'eccellenza della loro dignità, per cui sono ministri di Dio.

Inoltre in essi viene onorata tutta la collettività a cui presiedono.

- I demoni invece sono cattivi in modo irrevocabile: e vanno trattati da nemici, piuttosto che onorati.

3. In chiunque si può sempre trovare qualcosa per poterlo considerare superiore, secondo l'insegnamento di S. Paolo [ Fil 2,3 ]: « Ciascuno consideri gli altri superiori a se stesso ».

Per questo tutti sono tenuti a prevenirsi reciprocamente col debito onore.

4. Le persone private talora vengono onorate dai re non perché siano superiori ad essi in dignità, ma per l'eccellenza della loro virtù.

E in tal senso appunto furono onorati dai re sia Tobia che Mardocheo.

Indice