Siracide

Capitolo 24

CEI 2008 - Audio Interconfessionale

Discorso della sapienza

1 La sapienza loda se stessa, si vanta in mezzo al suo popolo.
Pr 1,20-33
Pr 8,1-36
Pr 9,1-6
Gb 28
Bar 3,9-4,4
2 Nell'assemblea dell'Altissimo apre la bocca, si glorifica davanti alla sua potenza:
3 « Io sono uscita dalla bocca dell'Altissimo e ho ricoperto come nube la terra.
Gen 1,2
4 Ho posto la mia dimora lassù, il mio trono era su una colonna di nubi.
Es 13,21-22
5 Il giro del cielo da sola ho percorso, ho passeggiato nelle profondità degli abissi.
Pr 8,27
Gb 22,14
6 Sulle onde del mare e su tutta la terra, su ogni popolo e nazione ho preso dominio.
7 Fra tutti questi cercai un luogo di riposo, in quale possedimento stabilirmi.
8 Allora il creatore dell'universo mi diede un ordine, il mio creatore mi fece posare la tenda e mi disse: Fissa la tenda in Giacobbe e prendi in eredità Israele.
Sal 132,8.13-14
9 Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi creò; per tutta l'eternità non verrò meno.
Pr 8,23
10 Ho officiato nella tenda santa davanti a lui, e così mi sono stabilita in Sion.
11 Nella città amata mi ha fatto abitare; in Gerusalemme è il mio potere.
12 Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso, nella porzione del Signore, sua eredità.
13 Sono cresciuta come un cedro sul Libano, come un cipresso sui monti dell'Ermon.
14 Sono cresciuta come una palma in Engaddi, come le piante di rose in Gerico, come un ulivo maestoso nella pianura; sono cresciuta come un platano.
15 Come cinnamòmo e balsamo ho diffuso profumo; come mirra scelta ho sparso buon odore; come gàlbano, ònice e storàce, come nuvola di incenso nella tenda.
Es 30,7s.34s
16 Come un terebinto ho esteso i rami e i miei rami sono rami di maestà e di bellezza.
17 Io come una vite ho prodotto germogli graziosi e i miei fiori, frutti di gloria e ricchezza.
18 Avvicinatevi a me, voi che mi desiderate, e saziatevi dei miei prodotti.
19 Poiché il ricordo di me è più dolce del miele, il possedermi è più dolce del favo di miele.
Sal 19,11
20 Quanti si nutrono di me avranno ancora fame e quanti bevono di me, avranno ancora sete.
Gv 4,13-14
21 Chi mi obbedisce non si vergognerà, chi compie le mie opere non peccherà ».

La sapienza e la legge

22 Tutto questo è il libro dell'alleanza del Dio altissimo, la legge che ci ha imposto Mosè, l'eredità delle assemblee di Giacobbe.
Es 19,1+
Dt 33,4
23 Essa trabocca di sapienza come il Pison e come il Tigri nella stagione dei frutti nuovi;
Gen 2,11
24 fa traboccare l'intelligenza come l'Eufrate e come il Giordano nei giorni della mietitura;
Gs 3,15
25 espande la dottrina come il Nilo, come il Ghicon nei giorni della vendemmia.
Gen 2,13
26 Il primo non ce ne esaurisce la conoscenza né l'ultimo la può pienamente indagare.
Ger 2,8
27 Il suo pensiero infatti è più vasto del mare e il suo consiglio più del grande abisso.
28 Io sono come un canale derivante da un fiume e come un corso d'acqua sono uscita verso un giardino.
Is 58,11
Gv 4,14
29 Ho detto: « Innaffierò il mio giardino e irrigherò la mia aiuola ».
Ed ecco il mio canale è diventato un fiume, il mio fiume è diventato un mare.
Ez 47,1-12
Is 11,9
Gv 7,38
30 Farò ancora splendere la mia dottrina come l'aurora; la farò brillare molto lontano.
31 Riverserò ancora l'insegnamento come una profezia, lo lascerò per le generazioni future.
32 Vedete, non ho lavorato solo per me, ma per quanti cercano la dottrina.
Indice

Abbreviazioni
24,1-42,14 L'elogio della sapienza
Quest'ampia sezione si apre con la presentazione che la sapienza fa di se stessa, e prosegue con una lunga serie di insegnamenti morali e religiosi che toccano i diversi ambiti della vita dell'uomo e della sua attività, i rapporti con il prossimo e nella società, le diverse categorie di persone, i vizi da evitare e le virtù da acquisire.
24,1-22 La sapienza personificata si presenta
Si giunge qui a un punto di arrivo nella lunga evoluzione del concetto di sapienza
( al riguardo sono testi significativi Pr 8,22-31 e Sap 9,4.10 ), che non solo è maestra e guida di vita, come nei Proverbi, ma è vista ora come parola creatrice di Dio, con un ruolo decisivo nella storia della salvezza.
Oltre che mediante la parola profetica e la legge, Dio rivela se stesso anche con la sapienza.
Il NT sembra essersi ispirato anche a questo testo nel descrivere l'attività del Verbo di Dio ( Gv 1,1-18 ).
24,1-21 Discorso della sapienza.
Si paragoni questo brano agli altri discorsi della sapienza personificata ( Pr 1,20-33; Pr 8,1-36; Pr 9,1-6 ) e agli elogi della sapienza ( Gb 28; Bar 3,9-4,4 ).
Questo è il c centrale del libro, dove l'insegnamento della sapienza è presentato nel suo insieme, con numerose reminiscenze di libri biblici anteriori:
quello che propone l'autore è una interpretazione del passato.
Più ancora che nei Proverbi, si è colpiti da certe espressioni che annunziano una teologia della Trinità: la sapienza è nello stesso tempo unita intimamente a Dio e distinta da lui, caratteristiche che più tardi si applicheranno sia alla persona del Verbo, sia a quella dello Spirito.
Questo passo sembra aver ispirato in modo particolare il prologo di san Giovanni, che riferisce al Logos molte attività e caratteristiche della sapienza.
24,4 La colonna di nube del deserto, che nei testi antichi esprime la manifestazione della presenza di Jahve.
24,6 ho preso dominio oppure « ho regnato »: con 1 ms greco, sir. e lat.
( primatum habui ); il gr. ha: « ho acquistato ».
24,10 Per Ben Sira il culto del tempio di Gerusalemme è ancora un'opera della sapienza, sia perché, come l'ordine del mondo, è una espressione della perfezione divina, sia più precisamente perché si trova codificato nella legge,
che ( Sir 24,22s ) si identifica con la sapienza.
24,14 Engaddi: con 2 mss greci; il textus receptus ha: « sulle rive ».
24,15 cinnamòmo e balsamo: si tratta di essenze aromatiche caratteristiche dell'Oriente, usate anche nel culto.
Di alcune è incerta l'identificazione.
La sapienza partecipa al culto ( Sir 24,10+ ).
Ben Sira la paragona, dopo i diversi profumi naturali, all'incenso liturgico.
- gàlbano e storàce sono gomme-resine aromatiche, come il mirto;
l'ònice è una secrezione di molluschi, impiegata nella fabbricazione dell'incenso.
24,16 Il terebinto è pianta dai rami molto estesi.
Il riferimento agli alberi e ai loro frutti è, nei libri sapienziali, immagine della ricchezza e della fecondità della sapienza.
24,17 Greco 248 e lat. aggiungono: « 18io sono la madre del puro amore, del timore, della conoscenza e della degna speranza »; e greco 248:
« Sono data ai miei figli da tutta l'eternità, a coloro che sono stati prescelti da lui ».
Invece dell'ultima frase, lat. mette: « In me vi è ogni grazia di vita e di verità, in me ogni speranza di vita e di forza », glossa di ispirazione cristiana che allude a Gv 14,6 e presuppone l'identificazione della sapienza con il Cristo.
24,22-32 In BJ vv 23-34.
Il discorso della sapienza è finito.
L'autore sviluppa ora il tema dell'identità tra sapienza e legge.
24,22 Greco 248 aggiunge:
« 24Non cessate di essere forti nel Signore, attaccatevi a lui perché vi fortifichi.
Il Signore onnipotente è l'unico Dio e non c'è altro salvatore al di fuori di lui ».
24,23-29 La sapienza e la legge
La sapienza è identificata con la legge data da Dio a Mosè, in favore del suo popolo.
24,23(25) In questo versetto e ss, l'autore pensa al paradiso terrestre e ai suoi quattro fiumi ( Gen 2,10s ), simboli di fertilità.
24,25-27 Vengono citati i quattro fiumi del giardino di Eden ( Gen 2,11-14 ).
Ad essi si aggiunge il Giordano.
Come simbolo di fertilità, il giardino di Eden esprime l'abbondanza dei frutti della sapienza.
espande … come il Nilo: je'or, sir.; il gr. ha: « brillare … come una luce », 'or.
24,28(30) Io: è l'autore che entra in scena, continuando a sfruttare l'immagine dei versetti precedenti.
Se la sapienza è un largo corso d'acqua che irriga tutto Israele,
egli invece ne è un suo rivolo, che innaffia il proprio modesto giardino.
24,29(31) Per grazia del Signore le acque diventano sempre più abbondanti.
Lo scriba diviene un profeta che si rivolge a tutte le generazioni ( v 31 ).
L'autore si ispira probabilmente ad analoghe immagini,
come quelle di Ez 47,1-12; Is 11,9 ecc .
- Lat. applica tutto questo testo alla sapienza personificata, che identifica sempre con il Cristo, aggiungendo: « Penetrerò in tutti gli abissi della terra,
visiterò quelli che dormono, illuminerò coloro che sperano nel Signore ».