La Chiesa

C 84

Giovanni

Rif.


  L'autore del quarto vangelo si qualifica, discretamente, con questa parafrasi, che ritorna frequentemente nei suoi scritti: « Il discepolo che Gesù amava ».
B 53
  Egli si presenta come testimone dei fatti che racconta.  
  Ci dice il suo scopo ( 20,30s. ): far nascere la fede nell'incarnazione del Verbo di Dio in quelli che leggeranno il suo vangelo; affinché, attraverso il suo nome, abbiano la vita.  
  Molti indizi, in particolare il silenzio che circonda Giacomo, Giovanni e la loro famiglia, mentre nei sinottici sono gli apostoli prediletti del Signore, provano l'autenticità giovannea del quarto vangelo.  
  Giovanni è il teologo del Verbo incarnato, di Cristo luce, vita e autore della vita.  
  È anche uno storico, ma la sua concezione della storia è molto diversa da quella di uno storico moderno.  
  La mescolanza di reale e di simbolico, che è uno dei tratti dominanti di Giovanni, si ritrova nell'importanza che dà ai sacramenti e al culto.  

Testi

Rilievi

Rif.


Pr 8,22
Sap 7,22-31
Is 40,8
Sap 18,14-16
Is 55,10-11
Giovanni applica a Gesù, in senso eminente, il ruolo della Parola e della Sapienza di Dio secondo l'A. T.  
Esistendo prima del mondo, esse hanno diretto la creazione e sono ritornate a Dio una volta terminata la loro missione.  

Gv 1,1.2
Gv 8,24.58
Gv 1,9-14
Gv 3,12.31
Gv 1,18
Nello stesso modo, il Verbo ( questo termine significa « Parola » ) era preesistente in Dio.  
Egli è venuto nel mondo; quindi ha la proprietà di rivelare le cose di Dio.  
D'altronde egli è in cielo come Verbo.  

Gv 6,46
Gv 7,15-17
Gv 3,34
Gv 9,4
Gv 10,37
Egli ha visto il Padre; la sua dottrina viene da Dio; le sue parole sono quelle di Dio e le sue opere quelle del Padre.  

Gv 1,14
Gv 2,11
Gv 10,38
Gv 14,10
Gv 20,30s
Gv 3,14
Gv 8,28
Gv 13,3
Gv 16,28
Esse manifestano la gloria dell'unico Figlio, prima sotto il velo dei miracoli ( segni ),
B 79
poi attraverso la sua elevazione, in particolare sulla croce.  
Terminata la sua missione, ritornerà al Padre.  

Gv 8,12
Gv 9,5
Gv 12,35
Gv 14,6
Gv 8,40.45.46
1 Gv 1,5
Cristo si è proclamato luce del mondo, nel senso che è l'inviato di Dio per essere il dispensatore della verità.  
Questa luce, che ha brillato nel tempo, esisteva da tutta l'eternità.  

1 Gv 1,2
Gv 1,4
Gv 11,25
Gv 6,51
Gesù è vita perché, prima dei tempi, la vita era in lui.  
Fatto uomo, è sorgente di vita, è il pane vivo.  

Gv 3,15
Gv 4,36
Gv 5,29.39.40
Gv 5,24
Gv 4,14
Gv 6,33.47.63.68
La vita che comunica è la vita eterna: questa è già iniziata nei credenti.  

Gv 3,16
1 Gv 4,9
L'invio del Figlio da parte del Padre, per salvare il mondo, manifesta l'amore di Dio per il mondo.  

Gv 20,31
Gv 6,29
Gv 3,11-13
Gv 5,40
Gv 20,29
Gv 8,31-32
A questo amore deve corrispondere la fede del cristiano: « resa » di tutto l'essere a Dio.  

Gv 14,9
Gv 1,12
Gv 3,21
Gv 14,15.21
Gv 15,13
Essa è anche una conoscenza, un'adesione alla verità; non esclude le opere, la maggiore delle quali è la carità.  

Gv 2,11-13
Gv 6,4
Gv 11,55
Gv 3,23
Gv 1,28
Gv 5,2
Gv 19,13
Gv 11,54
Il quarto vangelo è un racconto storico: con un suo schema ( attorno a tre Pasqua ) e con 19 indicazioni di paesi o di luoghi propri di Giovanni.  
Rimandiamo a qualcuna di esse.  

Gv 4,35
Gv 10,1.16
Gv 1,29.36
Gv 3,29
Gv 7,37s
Gv 2,13-21
Il simbolismo di Giovanni si presenta sotto due forme: le cose o le persone sono segno di un'idea; un fatto umano è segno di una realtà spirituale.  

Gv 1,5
Gv 8,12.23
Gv 12,35
Gv 3,31
Gv 8,34-36.44
Giovanni, solitamente, si serve di opposizioni violente nell'esposizione del pensiero ( procedimento che si trova negli scritti di Qumrâm ).  

Gv 3,5
Gv 1,33
Gv 7,39
Necessità assoluta del battesimo per rinascere nello Spirito Santo.  

Gv 6,4
Gv 7,2
Gv 2,13
Gv 5,1
Gv 10,22
Gv 11,55
Insistenza con la quale Giovanni segnala le feste della vita pubblica di Gesù.  

Gv 2,21
Gv 7,37
Gv 4,21s
Gv 19,34
Ormai il corpo di Cristo sarà al centro del culto.  

Gv 20,19-26
Gv 21,1-14
La Chiesa nasce la sera di Pasqua, simboleggiata dalla pesca miracolosa.  
Essa compie l'opera di Cristo.  

Gv 21,15-17
Gv 10,16
Gv 11,52
Gv 4,23s
È una società gerarchica, universale, che riunisce tutti gli adoratori in spirito e verità.  

Gv 17,10-25
È un mistero di unità.  
I battezzati, uniti al Figlio, partecipano all'unione intima del Padre con il Figlio.  

Gv 14,3
Gv 15,11
Gv 14,1.27
Essa attende nella gloria e nella pace il ritorno di Cristo.  

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