La Chiesa

C 88

Luca

Rif.


  Luca è un cristiano venuto dai Gentili.  
  Tutta la Tradizione gli attribuisce il terzo vangelo e il libro degli Atti.  
  Il suo incontro con Paolo a Troade, durante la seconda missione paolina, ha come conseguenza che, da At 16,10, incominciano, come sono stati chiamati, « i passaggi in noi », ossia il giornale di viaggio attesta la presenza di Luca accanto a Paolo.  
  L'apostolo lo conduce a Filippi, e ivi, lo ritroverà qualche anno più tardi  
Col 4,14
Paolo lo chiama « il caro medico ».  
At 27,1-28
Luca è vicino all'apostolo nel viaggio da Cesarea a Roma  
2 Tm 4,11
e nella seconda prigionia.  
  Il vangelo e gli Atti sono probabilmente apparsi a Roma nel 63.  
Lc 1,1-4
Spirito greco, Luca si è servito delle sue fonti conformemente alle regole della critica storica.  
  Artista delicato, scrive la storia con finezza, con ordine.  
  Presenta sovente i fatti secondo un ordine logico in un quadro cronologico.  
  Scrittore esperto, ha presentato il vangelo ai Greci mettendo in rilievo certi aspetti della Buona Novella, venuta dalla Giudea, in modo da renderla accetta più volentieri.  
  Si è sforzato di rendere Dio amabile senza, per questo, minimizzare le esigenze divine.  
  La preghiera ci aiuta a corrispondervi.  
  Non gli piace nulla di ciò che è eccessivo.  
  Però preoccupato dal problema sociale, così diremmo oggigiorno, rimprovera con energia l'egoismo dei ricchi malvagi, senza disprezzare però i ricchi buoni.  
  Lo stile di Lc. è paragonabile a quello dei migliori autori greci nei brani in cui dipende soltanto da se stesso ( prologo, buon samaritano, discepoli di Emmaus … ).  

Testi

Rilievi

Rif.


Lc 1,5
Lc 2,1-4
Lc 3,1-3
Quadro storico.  

Lc 3,38
Lc 19,10
Lc 15,1-2.7.10-32
Il Cristo di Lc., secondo Adam, è venuto a salvare il mondo e a esercitare la sua misericordia verso i peccatori.  

Lc 7,36-50
Lc 8,1-3
Lc 24,10
Luca ha pietà della sorte della donna,
F 17
molto disprezzata nell'antichità pagana.  

Lc 13,6-9
Mc 11,12-14.20-25
Lc 22,60
Mc 14,71
Lc 12,49-50
Mt 10,34
Se si paragonano certi racconti o certe espressioni di Luca con i passi paralleli di Mc. o di Mt., si comprende come Danta abbia scritto di lui che era lo scriba mansuetudinis Christi.  

Lc 12,32
Lc 19,41-44
Lc 22,48
Lc 23,34
Molti versetti propri di Lc. giustificano questa denominazione.  

Lc 14,25-33
Lc 12,33
Lc 6,12.34-35
Lc 14,12-14
Lc 13,3
Lc 9,3.28-31
Lc 5,6.11.28
Lc 24,26
Lc 18,1-8
Lc 3,21
Lc 11,1-4.9-13
Se Gesù è misericordioso, è anche esigente verso colui che vuol essere suo discepolo.  
L'ascetismo si impone a chi lo vuole seguire.  
Bisogna che soffra come Cristo ha sofferto.  
La preghiera addolcisce la rinuncia: Cristo ce ne ha dato l'esempio.  

Lc 19,45-46
Lc 22,43-60
Lc 11,39-52
Lc 23,40-41
Luca attenua le manifestazioni di violenza e di sofferenza.  
Ha attenuato i rimproveri di Gesù ai farisei ( Mt 23 ); ha soppresso le imprecazioni di Pietro ( Mc 14,71 ) e anche Mc 15,34; segnala la conversione del buon ladrone.  

Lc 8,3
Lc 19,2.8
Lc 23,50-51
Gesù non condanna la ricchezza in se stessa.  
Egli è in relazione con persone ricche e generose.  

Lc 6,24-25a
Lc 16,19-31
Lc 12,13-21
Lc 16,9
Lc 1,51-52
Lc 18,10-14
Lc 10,31-32
Però si scaglia con vigore contro i ricchi malvagi.  
D'altronde, la ricchezza è sovente mal acquistata.  
È severo verso gli orgogliosi, i felici di questo mondo, i falsi giusti, certi farisei, sacerdoti o leviti.  

Lc 18,13
Lc 15,1-7
Lc 9,53
Lc 10,25-37
La sua simpatia va ai pubblicani e ai Samaritani, disprezzati.  

Lc 7,12.13.15b
Lc 10,33-35
Lc 15,16
Lc 24,32
Luca ha saputo distinguere gli impulsi segreti del cuore della vedova di Naim, del samaritano, del figliol prodigo, dei discepoli di Emmaus.  

Lc 1,15.35.41.67
Lc 2,13-14.25-32
Lc 3,16.22
Lc 4,1.14.18
Lc 10,21
Lc 11,13
Lc 24,49-52
Lc 10,17
Lc 19,37
Il frequente ricordo dello Spirito Santo nell'economia della salvezza e della lode divina, mette il lettore del terzo vangelo in un clima di letizia che ravviva il cuore.  

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