Isaia

Capitolo 7

CEI 2008 - Audio Interconfessionale

Primo intervento di Isaia

1 Nei giorni di Acaz figlio di Iotam, figlio di Ozia, re di Giuda, Rezìn re di Aram e Pekach figlio di Romelia, re di Israele, marciarono contro Gerusalemme per muoverle guerra, ma non riuscirono a espugnarla.
2 Re 16,5-9
2 Fu dunque annunziato alla casa di Davide: « Gli Aramei si sono accampati in Efraim ».
Allora il suo cuore e il cuore del suo popolo si agitarono, come si agitano i rami del bosco per il vento.
3 Il Signore disse a Isaia: « Va' incontro ad Acaz, tu e tuo figlio Seariasùb, fino al termine del canale della piscina superiore sulla strada del campo del lavandaio.
2 Re 20,20+
4 Tu gli dirai: Fa' attenzione e sta' tranquillo non temere e il tuo cuore non si abbatta per quei due avanzi di tizzoni fumosi, per la collera di Rezìn degli Aramei e del figlio di Romelia.
5 Poiché gli Aramei, Efraim e il figlio di Romelia hanno tramato il male contro di me, dicendo:
6 Saliamo contro Giuda, devastiamolo e occupiamolo, e vi metteremo come re il figlio di Tabeèl.
7 Così dice il Signore Dio: Ciò non avverrà e non sarà!
8a Perché capitale di Aran è Damasco e capo di Damasco è Rezin,
9a Capitale di Efraim è Samaria e capo di Samaria il figlio di Romelia.
8b Ancora sessantacinque anni ed Efraim cesserà di esser un popolo.
9b Ma se non crederete, non avrete stabilità ».
Is 28,16
Is 30,15

Secondo intervento

10 Il Signore parlò ancora ad Acaz:
11 « Chiedi un segno dal Signore tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure lassù in alto ».
12 Ma Acaz rispose: « Non lo chiederò, non voglie tentare il Signore ».
13 Allora Isaia disse: « Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta di stancare la pazienza degli uomini, perché ora vogliate stancare anche quella del mio Dio?
Dt 6,16
14 Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà un figlio, che si chiamerà Emmanuele.
Mt 1,23
Mi 5,2
15 Egli mangerà panna e miele finché non imparerà a rigettare il male e a scegliere il bene.
Is 9,5+
Is 7,22
16 Poiché prima ancora che il bimbo impari a rigettare il male e a scegliere il bene, sarà abbandonato il paese di cui temi i due re.
Dt 1,39
1 Re 3,9
17 Il Signore manderà su di te, sul tuo popolo e sulla casa di tuo padre giorni quali non vennero da quando Efraim si staccò da Giuda: manderà il re di Assiria ».

Predizione di un'invasione

18 Avverrà in quel giorno: il Signore farà un fischio alle mosche che sono all'estremità dei canali di Egitto e alle api che si trovano in Assiria.
19 Esse verranno e si poseranno tutte nelle valli ricche di burroni, nelle fessure delle rocce, su ogni cespuglio e su ogni pascolo.
20 In quel giorno il Signore raderà con rasoio preso in affitto oltre il fiume, cioè il re assiro, il capo e il pelo del corpo, anche la barba toglierà via.
21 Avverrà in quel giorno: ognuno alleverà una giovenca e due pecore.
22 Per l'abbondanza del latte che faranno, si mangerà la panna; di panna e miele si ciberà ogni superstite in mezzo a questo paese.
23 Avverrà in quel giorno: ogni luogo, dove erano mille viti valutate mille sicli d'argento, sarà preda dei rovi e dei pruni.
Is 5,10
24 Vi si entrerà armati di frecce e di arco, perché tutta la terra sarà rovi e pruni.
25 In tutti i monti, che erano vangati con la vanga, non si passerà più per paura delle spine e dei rovi.
Serviranno da pascolo per armenti e da luogo battuto dal gregge.
Is 5,17
Indice

Abbreviazioni
7,1-9 Invito a confidare nel Signore
Questo oracolo e i successivi sono legati agli eventi degli anni 734-733, quando i re di Israele ( Èfraim ) e di Siria ( Aram ) mossero guerra al re di Giuda, Acaz, per spodestarlo e insediare sul trono un loro alleato.
L'azione dei re d'Israele e di Siria era motivata dalla necessità di rafforzarsi contro la minaccia dell'Assiria.
Isaia invita il re Acaz a non temere gli eserciti nemici, ma a confidare in Dio, che guida gli eventi.
Da 2 Re 16,5-9 sappiamo che Acaz non ascoltò l'invito di Isaia, chiedendo invece aiuto contro i suoi vicini proprio al re d'Assiria.
7,1 Rezìn: con il TM; « Razon » secondo i LXX e i documenti assiri.
- È la guerra siro-efraimita: il re di Aram e il re di Israele volevano trascinare Giuda in una coalizione contro l'Assiria.
Malgrado gli avvertimenti di Isaia, Acaz domandò l'aiuto di Tiglat-Pilèzer, che attaccò Damasco e Samaria, ma ridusse Giuda in vassallaggio.
Acaz aveva aperto all'Assiria la porta del suo paese ( cf. 2 Re 16,5-16 ).
7,3 Il nome del figlio di Isaia, Seariasùb, significa "un resto ritornerà" e rimanda alla speranza che una parte del popolo ritorni al Signore, convertendosi.
La piscina superiore era la piscina di Siloe, situata nella parte meridionale di Gerusalemme.
Seariasùb: questo nome profetico ( cf. Is 1,26+ ) significa « un resto ritornerà », cioè si convertirà a Jahve e sfuggirà così al castigo ( cf. Is 4,3+; Is 10,20-23 ).
7,6 Tabeèl: questo nome di persona indica anche una regione della Transgiordania.
Pprobabilmente un arameo della corte di Damasco.
Il nome significa: « Dio è buono », ma l'ebraico masoretico lo ha vocalizzato Tabal,
« buono a nulla ».
7,9 Testo difficile.
BC propone quest'ordine: 8a.9a.8b.9b.
Alcuni propongono, inoltre, di correggere sessantacinque anni in « 5 o 6 anni »
( infatti Samaria cadrà nel 722 ).
Come si presenta, il testo suppone un paragone tacito tra Giuda, di cui la capitale è Gerusalemme e di cui il vero « capo » è Jahve, e i suoi nemici che non hanno gli stessi privilegi.
Inoltre, il profeta annunzia la scomparsa del regno del nord; come condizione di salvezza chiede un atto di fede.
La fede, presso i profeti, è meno la credenza astratta che Dio esiste e che è unico, che la fiducia in lui, fondata sull'elezione: Dio ha scelto Israele, è il suo Dio
( Dt 7,6+ ); solo lui può salvarlo.
Questa fiducia assoluta, pegno della salvezza ( Is 28,16 ), esclude il ricorso a ogni altro appoggio, degli uomini o, a più forte ragione, dei falsi dèi ( cf. Is 30,15;
Ger 17,5; Sal 52,9 ).
7,10-25 Il segno dell'Emmanuele
7,14 Ecco: la vergine concepirà: il testo ebraico ha giovane donna.
All'origine queste parole profetiche dovettero essere intese come promessa di un immediato discendente di Davide, cioè di un figlio di Acaz, quale risposta del Signore alle trame della Siria e di Èfraim.
Ma la solennità dell'oracolo e la grandezza del nome dato al bambino, Emmanuele "Dio-con-noi", fecero sì che queste parole non perdessero il loro carico di speranza dopo la morte del re Ezechia.
La versione greca dei LXX tradusse il termine ebraico almah, che significa "giovane", con parthenos, "vergine".
L'evangelista Matteo, utilizzando il testo dei LXX, riconosce nel passo isaiano l'annuncio profetico della concezione verginale di Gesù da parte di Maria e guarda a lui come al vero Emmanuele, ossia alla vera e definitiva presenza di Dio fra gli uomini ( Mt 1,18-25 ).
In quale senso questo versetto è una profezia della nascita di Gesù?
segno: il segno che il re Acaz ha rifiutato di chiedere gli è però dato da Dio.
È la nascita di un figlio, il cui nome, Emmanuele, cioè « Dio con noi »
( cf. Is 8,8.10 ), è profetico ( cf. Is 1,26+ ) e annunzia che Dio sta per proteggere e benedire Giuda.
In altri testi ( Is 9,1-6; Is 11,1-9 ), Isaia svelerà con più precisione certi aspetti della salvezza apportata da questo figlio.
Queste profezie sono un'espressione del messianismo regale, già abbozzato dal profeta Natan ( 2 Sam 7 ) e che sarà ripreso più tardi da Mi 4,14; Mi 5,3; Ez 34,23; Ag 2,23 ( cf. Sal 2; Sal 45; Sal 72; Sal 110 ).
È mediante un re, successore di Davide, che Dio darà la salvezza al suo popolo: è sulla persistenza della stirpe davidica che riposa la speranza dei fedeli di Jahve.
Anche se Isaia ha in vista immediatamente la nascita di un figlio di Acaz, per esempio Ezechia, come sembra probabile a dispetto delle incertezze della cronologia, e come sembra aver compreso il greco leggendo ( v 14 ): « tu gli metterai nome », si intuisce, dalla solennità data all'oracolo e dal senso forte del nome simbolico dato al figlio, che Isaia intravede in questa nascita regale, al di là delle circostanze presenti, un intervento di Dio in vista del regno messianico definitivo.
La profezia dell'Emmanuele sorpassa quindi la sua realizzazione immediata, e legittimamente gli evangelisti ( Mt 1,23 citando Is 7,14; Mt 4,15.16
citando Is 8,23-9,1 ), poi tutta la tradizione cristiana, vi hanno riconosciuto l'annunzio della nascita del Cristo.
- la vergine: la traduzione greca porta « la vergine », precisando così il termine ebraico `almah che designa sia una giovane sia una donna appena sposata, senza esplicitare ulteriormente.
Ma il testo dei LXX è un testimone prezioso dell'interpretazione giudaica antica, che sarà consacrata dal vangelo: Mt 1,23 trova qui l'annunzio della concezione verginale del Cristo.
7,15 panna e miele: simbolo ambiguo.
Da una parte sembra alludere a una situazione di benessere, dall'altra rimanda alla vita nomade e quindi alla precarietà.
7,16 È, come nell'oracolo precedente ( Is 7,7-9 ), l'annunzio dei rovesci che stanno per abbattersi sui regni di Samaria e di Damasco, rivalsa promessa da Dio al regno di Giuda attualmente minacciato.
7,17 Cioè un'epoca di prosperità e di gloria come Israele ne ha conosciute sotto i regni di Davide e di Salomone.
Su questa visione di speranza termina il secondo episodio dell'oracolo dell'Emmanuele.
- il re di Assiria: è una glossa fondata su un'interpretazione erronea.
7,18 Nello sviluppo che segue, non si parla più della guerra siro-efraimita,
ma dell'Egitto e di Assur.
Non è più un oracolo di benedizione, ma l'annunzio di una devastazione del paese da parte dell'Assiria.
Abbiamo qui, verisimilmente, un oracolo posteriore, che data dagli ultimi anni dell'attività di Isaia, prima dell'intervento di Sennàcherib.
Sarebbe stato inserito qui a causa della menzione del latte e del miele ( v 22 ) accostata al v 15.
Ma mentre nel v 15 era un nutrimento di grazia ( cf. Es 3,8.17, ecc.; Dt 6,3;
Dt 11,9, ecc. ), nel v 22 è il solo nutrimento di un paese devastato che è ritornato a una vita pastorale elementare.
7,20 il Fiume: l'Eufrate.