2. Gli idolotiti
L'aspetto teorico
| 1 Quanto poi alle carni immolate agli idoli, sappiamo di averne tutti scienza. | |
| 2 Ma la scienza gonfia, mentre la carità edifica. Se alcuno crede di sapere qualche cosa, non ha ancora imparato come bisogna sapere. | |
| 3 Chi invece ama Dio, è da lui conosciuto. | |
| 4 Quanto dunque al mangiare le carni immolate agli idoli, noi sappiamo che non esiste alcun idolo al mondo e che non c'è che un Dio solo. | |
| 5 E in realtà, anche se vi sono cosiddetti dèi sia nel cielo sia sulla terra, e difatti ci sono molti dèi e molti signori, | |
| 6 per noi c'è un solo Dio, il Padre, dal quale tutto proviene e noi siamo per lui; e un solo Signore Gesù Cristo, in virtù del quale esistono tutte le cose e noi esistiamo per lui. |
Il punto di vista della carità
| 7 Ma non tutti hanno questa scienza; alcuni per la consuetudine avuta fino al presente con gli idoli, mangiano le carni come se fossero davvero immolate agli idoli, e così la loro coscienza, debole com'è, resta contaminata. | |
| 8 Non sarà certo un alimento ad avvicinarci a Dio; né, se non ne mangiamo, veniamo a mancare di qualche cosa, né mangiandone ne abbiamo un vantaggio. | |
| 9 Badate però che questa vostra libertà non divenga occasione di caduta per i deboli. | |
| 10 Se uno infatti vede te, che hai la scienza, stare a convito in un tempio di idoli, la coscienza di quest'uomo debole non sarà forse spinta a mangiare le carni immolate agli idoli? | |
| 11 Ed ecco, per la tua scienza, va in rovina il debole, un fratello per il quale Cristo è morto! | |
| 12 Peccando così contro i fratelli e ferendo la loro coscienza debole, voi peccate contro Cristo. | |
| 13 Per questo, se un cibo scandalizza il mio fratello, non mangerò mai più carne, per non dare scandalo al mio fratello. |
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