1 Corinzi 8

2. Gli idolotiti

L'aspetto teorico

1 Quanto poi alle carni immolate agli idoli, sappiamo di averne tutti scienza.
2 Ma la scienza gonfia, mentre la carità edifica. Se alcuno crede di sapere qualche cosa, non ha ancora imparato come bisogna sapere.

Rm 15,2

3 Chi invece ama Dio, è da lui conosciuto.
4 Quanto dunque al mangiare le carni immolate agli idoli, noi sappiamo che non esiste alcun idolo al mondo e che non c'è che un Dio solo.
5 E in realtà, anche se vi sono cosiddetti dèi sia nel cielo sia sulla terra, e difatti ci sono molti dèi e molti signori,

Dt 6,4+

6 per noi c'è un solo Dio, il Padre, dal quale tutto proviene e noi siamo per lui; e un solo Signore Gesù Cristo, in virtù del quale esistono tutte le cose e noi esistiamo per lui.

Es 20,2-3+

1 Tm 2,5
Rm 11,36
Ef 4,5-6
Col 1,16-17
Eb 1,2
Gv 1,3

Il punto di vista della carità

7 Ma non tutti hanno questa scienza; alcuni per la consuetudine avuta fino al presente con gli idoli, mangiano le carni come se fossero davvero immolate agli idoli, e così la loro coscienza, debole com'è, resta contaminata.

Rm 14

Rm 15,1-2
1 Ts 5,14
8 Non sarà certo un alimento ad avvicinarci a Dio; né, se non ne mangiamo, veniamo a mancare di qualche cosa, né mangiandone ne abbiamo un vantaggio.

Rm 14,17

Col 2,21s
Eb 13,9
9 Badate però che questa vostra libertà non divenga occasione di caduta per i deboli.

Rm 6,15+

10 Se uno infatti vede te, che hai la scienza, stare a convito in un tempio di idoli, la coscienza di quest'uomo debole non sarà forse spinta a mangiare le carni immolate agli idoli?

Rm 14,15

11 Ed ecco, per la tua scienza, va in rovina il debole, un fratello per il quale Cristo è morto!
12 Peccando così contro i fratelli e ferendo la loro coscienza debole, voi peccate contro Cristo.

Mt 10,40+

At 9,5

13 Per questo, se un cibo scandalizza il mio fratello, non mangerò mai più carne, per non dare scandalo al mio fratello.

Rm 14,13.20s

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