Regno

IndiceS

… di Dio

È una formula a doppia valenza:

1) "assoluta": designa la supremazia di Dio sull'universo, in virtù della sua infinita sapienza e potenza creatrice;

2) "storica": è l'immissione dell'umanità nella chiamata a condividere la vita divina: la via per salire dal naturale al soprannaturale e l'arrivo alla meta.

Si scandisce in tre stadi:

a) preparazione, con la scelta d'Israele a ricevere ed a trasmettere la rivelazione del piano divino di salvezza;

b) attuazione, con la fondazione della Chiesa, di cui Gesù annunzio l'imminenza ( Mt 4,17: "Si è avvicinato il regno di Dio" ) ed abbozzò i caratteri nelle cosiddette "parabole del regno" ( Mt 13 ): ostacoli interni ed esterni, efficacia e forza d'espansione, preziosità, intreccio composito di buoni e di cattivi, destinati a non essere separati finché durano le vicende umane.

È un organismo inserito nella storia: lungi dall'essere un'astrazione ideale, è un'esperienza di vita basata su una scelta di valori e di fini;

c) conclusione, in una fase celeste, nella quale la chiamata ad una vita con Dio, da travagliata lotta di conquista sulla terra, si placherà nel gaudio di un sicuro possesso perenne.

… di Dio

Di fronte ai molti « regni » umani, che sono spesse volte luoghi dove diritto, giustizia e difesa del debole sono ignorati o calpestati, gli Israeliti aspiravano ad una società davvero nuova, più giusta e più umana, dove veramente « regnasse Dio » ( Is 52,7 ).

Il « regno di Dio » è così insieme una realtà concreta e interiore, è la sovranità di Dio su ogni uomo e su ogni popolo, che crea rapporti nuovi e veri fra i gruppi umani.

Si chiama « regno » perché il concetto si è formato in un contesto dove la massima autorità civile era il re; talvolta, nei Vangeli, è usato anche il sinonimo di « regno dei cieli ».

La « regalità » è poi la caratteristica di esercitare funzioni di governo e di guida; applicata a Dio, è la sua sovranità sul mondo, sui regni e sugli uomini, una sovranità di creatore e di salvatore insieme.

Sta qui anche il nucleo del titolo di « Re » per Cristo: da non intendere quindi in concorrenza con i regni umani.

… di Dio

Con le locuzioni "il Signore regna", "il Signore è re", "il Regno di Dio", la Bibbia intende affermare che Dio è il supremo sovrano dell'universo: governa la creazione, il suo popolo, la storia intera.

La parola Regno ricorre 99 volte nei Vangeli sinottici, e 90 volte in bocca a Gesù.

"Convertitevi perché il Regno dei cieli è vicino" ( Mt 4,17 ) è un'espressione che intende riassumere tutta la predicazione di Gesù.

Egli predica il Regno di Dio senza attardarsi in spiegazioni, perché si tratta di un concetto familiare all'Antico Testamento e al giudaismo.

Letto su questo sfondo, il Regno acquista una dimensione dinamica ed escatologica.

Regno di Dio non connota il territorio e il popolo su cui Dio governa, ma l'azione regale di Dio, al tempo stesso gesto di salvezza e di giudizio.

Dio regna sempre nella storia: tuttavia Israele spera in una venuta di Dio definitiva e conclusiva, che cambierà il mondo.

Regno di Dio indica soprattutto questa venuta escatologica.

Il Regno di Dio ha però anche una dimensione comunitaria: Dio regna sopra un popolo.

L'azione di Dio prende "figura" in una comunità, crea una comunità.

Quantunque profondamente inserito nell'Antico Testamento e nel giudaismo, il Regno che Gesù annuncia ha caratteri di novità, che richiedono una profonda conversione da parte di chi l'accoglie: un modo nuovo di pensare Dio e la sua presenza nel mondo e, parallelamente, un modo nuovo di condurre l'esistenza.

Gesù e il Regno

Il Regno annunciato da Gesù è fondato sulla misericordia e sul perdono.

Per mostrare la presenza e la figura del Regno, Gesù ha accolto, servito e perdonato.

La sua azione è contraddistinta dall'accoglienza dei peccatori.

Nuovo è il tratto dell'universalità.

L'accoglienza di Gesù supera ogni differenza, travolge ogni barriera emarginante.

Gesù vede l'uomo, ogni uomo, semplicemente nel rapporto che Dio ha con lui, vede l'uomo come Dio guarda quell'uomo, e lo sguardo di Dio non fa differenze.

Nuovo, soprattutto, è il legame fra il Regno e Gesù.

A differenza dei profeti che parlavano al futuro, Gesù proclama l'intervento di Dio qui e ora.

Il Regno inizia a farsi presente con la sua venuta e con la sua persona.

Così compresero subito le prime comunità cristiane che annunciavano il nome di Gesù.

Gesù ha annunciato il Regno, ma i primi cristiani annunciarono Gesù.

Egli non è solo l'annunciatore del Regno, ma ne è il protagonista e la figura.

Con i suoi miracoli Gesù rivela che il Regno di Dio intende trasformare l'uomo intero, in tutte le sue dimensioni.

Gesù non solo apre il cuore dell'uomo all'accoglienza di Dio, ma ricostruisce i corpi dissestati, risana gli zoppi, i ciechi, i sordi e libera gli indemoniati.

Il Regno è l'azione di Dio che salva tutto l'uomo.

Con la sua incessante accoglienza dei peccatori, dei poveri e degli esclusi, Gesù mostra che il Regno di Dio è un'azione di giustizia, un intervento che non lascia i rapporti come sono, ma li aggiusta.

Il Regno di Dio crea un ordine nuovo.

Di fronte all'opposizione che si fa sempre più intransigente, Gesù non si chiude dentro un recinto, convinto che si affretti la venuta del Regno abbandonando il mondo al suo destino e isolandosi nella purezza.

Gesù non si ritira dal mondo.

Anche se combattuto e rifiutato, il Regno di Dio resta ostinatamente presente nel mondo, solidale.

I discepoli poi, alla fine del loro itinerario con Gesù, prendono coscienza di essere non soltanto coloro che Gesù ha scelto per continuare il suo annuncio del Regno, ma la comunità escatologica, primizia e figura del Regno.

La comunità, non importa se piccola, è il germe del Regno.

La concezione cristiana del Regno

Nella concezione cristiana il Regno è al tempo stesso presente e futuro.

È già presente e operante nella storia, ma - come dicono le parabole - è un seme nascosto sotto le zolle.

Il presente è il tempo in cui il Regno matura nel segreto della terra.

Importante è ricordare che la pienezza futura non costituisce un regno diverso da quello che è apparso in Gesù.

I tratti fondamentali della sua figura - la dedizione, la misericordia, l'universalità - non sono semplicemente i connotati della fase terrena del Regno, ma della sua natura permanente.

"Venga il tuo Regno" non esprime il desiderio di una seconda venuta del Signore che capovolga lo stile della prima, sostituendo la dedizione e l'amore con la potenza e la gloria.

"Venga il tuo Regno" è il desiderio della piena manifestazione di colui che è già venuto.

Ma la medesima invocazione dice anche un'altra importante verità; è il Regno che viene, non l'uomo che lo costruisce, anche se - ovviamente - occorre l'accoglienza da parte dell'uomo.

E Dio il protagonista del Regno, non l'uomo.

Il Regno è di Dio ( il tuo Regno ), non cosa dell'uomo.

All'uomo spetta accoglierlo, non progettarlo.

Dio è il signore del mondo, non l'uomo ne la Chiesa.

E perciò la prima conseguenza è che l'attesa del Regno dovrà anzitutto esprimersi nel non fare del mondo la nostra proprietà.

Le parabole evangeliche sul Regno mostrano che il vero protagonista è il seme, non il seminatore ( Mc 4 ).

E la parabola della zizzania nel campo di grano dice che il giudizio sull'appartenenza al Regno spetta a Dio, non agli uomini ( Mt 13,24-30 ).

Già la predicazione di Gesù, e successivamente la coscienza della comunità cristiana, hanno messo in luce che fra la Chiesa e il Regno ci sono profonde e strette correlazioni.

Tuttavia le due realtà non sono sovrapponibili.

La Chiesa non si identifica con il Regno, tanto che prega: "Venga il tuo Regno".

Neppure però semplicemente lo annuncia e lo propone.

Ne è la storica anticipazione.

Il Regno sovrasta la Chiesa almeno in due direzioni: perché abbraccia tutta l'azione di Dio presente nel mondo, non soltanto quella nella Chiesa e attraverso la Chiesa; e perché la sua pienezza è alla fine, quando Cristo sarà tutto in tutti.

È l'annunzio della prima delle allegorie di Dn, che descrivono misteriosamente la successione dei grandi imperi storici ( neobabilonesi, medi e persiani, greci ), eredi del regno asiatico di Alessandro e qui raffigurati, secondo le antiche speculazioni sulle età del mondo, da metalli di valore decrescente, e infine l'avvento del regno messianico.

Tutti gli imperi terrestri crolleranno, per cedere il posto a un regno nuovo, eterno perché fondato su Dio: il regno dei cieli ( Mt 4,17+ ).

Gesù, che designerà se stesso come il Figlio dell'uomo ( Dn 7,13+; Mt 8,20+ ), riferirà a sé anche ( Dn 7,13+; Mt 21,42-44; Lc 20,17-18 ) l'immagine della pietra d'angolo, dapprima rigettata, del Sal 118,22, e della pietra di fondazione di Is 28,16, con un'allusione netta alla pietra distaccata dalla roccia e che schiaccia colui sul quale cade ( vv 34.44.45; Lc 20,18; Mt 22,44 ).

Dn 2,28

… di Dio o dei cieli

Il libro della Consolazione è un « vangelo », annunzia la buona novella ( Is 40,9 ).

I messaggeri che accorrono al paese e le vedette che li scorgono annunziano la gioia, cioè l'inaugurazione del regno personale di Jahvè in Sion.

Questo regno, che sostituirà quello dei re terreni, è stato annunziato già da molto tempo dai profeti ( Is 43,15; Ger 3,17; Ger 8,19; Ez 20,33; Ez 34,11-16; Mi 2,13; Mi 4,7; Sof 3,15 ).

È celebrato anche dai « salmi del regno » ( Sal 47; Sal 93; Sal 96; Sal 97; Sal 98; Sal 99; Sal 145; Sal 146 ).

Is 52,7

Il regno dei cieli: per « regno di Dio », cf. Mt 4,17+; modo di dire proprio di Mt rispondente alla preoccupazione giudaica di sostituire il Nome temibile  con una metafora

Mt 3,2

Il regno dei cieli è vicino: la regalità di Dio sul popolo eletto, e per suo mezzo sul mondo, è al centro della predicazione di Gesù, come lo era dell'ideale teocratico dell'A: T.

Essa comporta un regno di « santi » di cui Dio sarà veramente il re, perché il suo regno sarà riconosciuto da essi mediante la conoscenza e l'amore.

Compromessa dalla rivolta del peccato, tale regalità deve essere ristabilita attraverso un intervento sovrano di Dio e del suo Messai ( Dn 2,28+ ).

Questo l'intervento che Gesù, dopo Giovanni Battista ( Mt 3,2 ), annunzia come imminente ( Mt 4,17.23; Lc 4,43 ) e che realizza non con un trionfo militare e nazionalistico come lo attendevano le folle ( Mc 11,10; Lc 19,11; Gv 18,36 ), come « Figlio dell'uomo » ( Mt 8,20+ ) e « servo » ( Mt 8,17+; Mt 20,28+; Mt 26,28+ ), con l'opera di redenzione che strappa gli uomini al regno avverso di Satana ( Mt 4,8; Mt 8,29+; Mt 12,25-26 ).

Prima della sua realizzazione escatologica e definitiva, nella quale gli eletti vivranno col Padre nella gloria del banchetto celeste ( Mt 8,11+; Mt 13,43; Mt 26,29 ), il regno apparirà con gli inizi umili ( Mt 13,31-33 ), misteriosi ( Mt 13,11 ) e contradditori ( Mt 13,24-30 ), come una realtà già cominciata ( Mt 12,28; Lc 17,20-21 ) e che si sviluppa lentamente sulla terra ( Mc 4,26-29 ) mediante la chiesa ( Mt 16,18+ ).

Instaurato con potenza come regno del Cristo mediatore il giudizio di Dio su Gerusalemme ( Mt 16,28; Lc 21,31 ) e predicato nel mondo attraverso la missione apostolica ( Mt 10,7; Mt 24,14; At 1,3+ ), sarà definitivamente stabilito e consegnato al Padre ( 1 Cor 15,24 ) con il ritorno glorioso del Cristo ( Mt 16,27; Mt 25,31 ), nel momento dell'ultimo giudizio ( Mt 13,37-43.47-50; Mt 25,31-46 ).

Nell'attesa, esso si presenta come pura grazia ( Mt 20,1-16; Mt 22,9-10; Lc 12,32 ), accettata dagli umili ( Mt 5,3; Mt 18,3-4; Mt 19,14.23-24 ) e dai diseredati ( Mt 13,44-46; Mt 19,12; Mc 9,47; Lc 9,62; Lc 18,29s ), rigettata dai superbi e dagli egoisti ( Mt 21,31-32.43; Mt 22,2-8; Mt 23,13 ).

Vi si entra solo con la veste nuziale ( Mt 22,11-13 ) della nuova vita ( Gv 3,3-5 ); vi sono degli esclusi ( Mt 8,12; 1 Cor 6,9-10; Gal 5,21 ).

Bisogna vegliare per essere pronti quando esso verrà, all'improvviso ( Mt 25,1-13 ); Mt ha costruito il suo piano intorno a questo tema ( Mt 14,11 )

Mt 4,17

… di mille anni

Poi vidi alcuni troni: questo versetto difficile è uno di quelli nei quali si crede di cogliere tappe e ritocchi nella redazione del libro; Ap 20,1-6 è un doppione di Ap 19,11-21? ( Mt 19,28; 1 Cor 6,2-3 ).

Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni: questa « resurrezione » dei martiri ( Is 26,19; Ez 37 ) è simbolica: è il rinnovamento della chiesa dopo la fine della persecuzione romana, rinnovamento con la stessa durata della prigionia del drago.

I martiri che attendono sotto l'altare ( Ap 6,9-11 ) sono fin da ora felici con il Cristo.

Il « regno di mille anni » è dunque la fase terrestre del regno di Dio, dalla caduta di Roma alla venuta del Cristo ( Ap 20,11ss ).

Per sant'Agostino e molti altri, i « mille anni » partono dalla resurrezione del Cristo; la « prima resurrezione » designerebbe allora il battesimo ( Rm 6,1-11; Gv 5,25-28 ).

Fin dalla chiesa antica, una corrente della tradizione ha interpretato questo versetto alla lettera: dopo una prima resurrezione reale, quella dei martiri, il Cristo tornerebbe sulla terra per un regno felice di mille anni in compagnia dei suoi fedeli.

Questo millenarismo letterale non ha mai avuto il favore della chiesa.

Ap 20,4

… di sacerdoti

L'alleanza farà di Israele il bene personale e sacro di Jahvè ( Ger 2,3 ), un popolo consacrato ( Dt 7,6; Dt 26,19 ) o santo ( la parola ebraica significa le sue cose ) come il suo Dio è santo ( Lv 19,2; Lv 11,44s; Lv 20,7.26 ), un popolo di sacerdoti anche ( Is 61,6 ), poiché il sacro ha un rapporto immediato con il culto.

La promessa troverà la piena realizzazione nell'Israele spirituale, la chiesa, dove i fedeli saranno chiamati « santi » ( At 9,13+ ) e, uniti al Cristo-sacerdote offriranno a Dio un sacrificio di lode ( 1 Pt 2,5.9; Ap 1,6; Ap 20,6 ).

Es 19,6

Un regno di sacerdoti: i fedeli del Cristo, quando saranno convertiti e lavati dai peccati ( vv 5 e 7 ), formeranno un « regno di sacerdoti » ( Es 19,6+ ): re, regneranno su tutti i popoli ( Dn 7,22.27; Is 45,11-17; Zc 12,1-3; Ap 2,26.27; Ap 5,10; Ap 20,6; Ap 22,5 ); sacerdoti, uniti al Cristo sacerdote, offriranno a Dio l'intero universo in sacrificio di lode.

A lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen: le dossologie ( Rm 16,27+ ) sono frequenti in Ap.

Nei loro accenti di trionfo si percepiscono echi di liturgie antiche.

Esse racchiudono preziosi dati cristologici, dove l'Agnello ( Ap 5,6+ ) è più volte associato a Dio Padre.

Esse implicano anche una protesta contro il culto imperiale.

Ap 1,6

Schedario biblico

Teocrazia A 43
Regno di Dio (A) C 13
Regno di Dio (B) C 14
Predicazione C 55
Battesimo e Chiesa D 14
Penitenza ( Sacramento ) D 20
Conversione E 26
Cielo E 31
Giustizia ( N. T. ) E 39
Fede ( N. T. ) E 47
v. Re

Magistero

Un'importanza teologica: esso ci ricorda che il regno di Dio è sempre in fieri, non è mai compiuto durante il corso del tempo, ed ha sempre bisogno d'essere portato a compimento.

E per di più ci ricorda una verità fondamentale del piano divino circa l'umana salvezza, e cioè Dio, unico principio, libero e sommo, dell'umana redenzione, ha voluto che l'uomo collaborasse all'attuazione del suo piano; fosse cioè ministro e strumento e veicolo della verità e della grazia, portata da Cristo nel mondo.

Catechesi Paolo VI
28-9-1966

Regno dei cieli, che Gesù annuncia, inaugura e personifica, è il disegno stupendo di Dio, è il piano religioso nuovo, è il « mistero occultato ai secoli e alle generazioni, come dirà S. Paolo, e che ora è stato rivelato » ( Col 1,26 ), è l'economia di misericordia e di grazia, che il Cristo apre agli uomini che credono in Lui, è la Chiesa segno e strumento del Regno in fieri, è l'inizio d'una promessa dinamica che guiderà il cammino dell'umanità redenta ed eletta per lo spiegamento finale in Dio della vita eterna.

Catechesi Paolo VI
3-2-1971

La novità messianica apportata da Cristo, il nuovo destino religioso dell'umanità, un nuovo piano di rapporti fra Dio e la storia umana

Catechesi Paolo VI
14-1-1976

La regalità di Cristo rimase del tutto nascosta, fino ai suoi trent'anni, trascorsi in un'esistenza ordinaria a Nazaret.

Poi, durante la vita pubblica, Gesù inaugurò il nuovo Regno, che "non è di questo mondo" ( Gv 18,36 ), ed alla fine lo realizzò pienamente con la sua morte e risurrezione

Angelus Benedetto XVI
20-11-2005

Il regno di Dio « è lì, nascosto in quella santità della vita quotidiana, quella santità di tutti i giorni ».

Perché « il regno di Dio non è lontano da noi, è vicino ».

Meditazione Francesco
13-11-2014

Già, « sperare, perché il Regno di Dio diviene forte nella speranza ».

Infatti « il regno di Dio non viene in modo da attirare l'attenzione e nessuno dirà "eccolo qui" oppure "eccolo là" ».

No, il regno di Dio « è in mezzo a voi: non è una religione dello spettacolo » per cui « sempre stiamo cercando cose nuove, rivelazioni, messaggi ».

Meditazione Francesco
10-11-2016

Nel Regno di Dio non ci sono disoccupati, tutti sono chiamati a fare la loro parte; e per tutti alla fine ci sarà il compenso che viene dalla giustizia divina – non umana, per nostra fortuna! –, cioè la salvezza che Gesù Cristo ci ha acquistato con la sua morte e risurrezione.

Angelus Francesco
24-9-2017

È un regno che « cresce da dentro, di nascosto o si trova nascosto come la gemma o il tesoro, ma sempre nell'umiltà ».

Meditazione Francesco
16-11-2017

Concilio Ecumenico Vaticano II

Di Dio e di Cristo ( = mistero della Chiesa ) Lumen gentium 3
  Lumen gentium 5
promesso dai secoli e prefigurato nell'A. T. Lumen gentium 6
  Dei verbum 15
inaugurato e proclamato da Cristo Lumen gentium 3
  Lumen gentium 5
  Lumen gentium 35
  Lumen gentium 46
  Dei verbum 17
  Ad gentes 12
il … presente in mistero sulla terra, perfetto al ritorno di Cristo Gaudium et spes 39
che alla fine dei tempi lo riconsegnerà al Padre Presbyterorum ordinis 2
  Ad gentes 9
Prerogative del … Lumen gentium 36
  Lumen gentium 39
accoglie tutti Lumen gentium 13
è al di sopra di ogni vincolo di carne e di sangue Lumen gentium 58
Cristo inviò gli Apostoli a predicarlo Lumen gentium 19
La Chiesa ha la missione di annunziare e instaurare il … di cui è germe e inizio, e anela al … perfetto Lumen gentium 5
mira soltanto al … Gaudium et spes 45
il Popolo di Dio ha per fine il … Lumen gentium 9
Il progresso umano distinto dal … ma di grande importanza per esso Gaudium et spes 39
La crescita è ritardata dai fedeli tiepidi Unitatis reditegratio 4
I laici cooperano alla dilatazione del … Lumen gentium 35
  Apostolicam actuositatem 4
  Ad gentes 1
e ne procurano la gloria Apostolicam actuositatem 3
devono cercare dovunque e in ogni cosa la giustizia del … Lumen gentium 31
  Apostolicam actuositatem 7
  Gaudium et spes 72
La famiglia cristiana proclama le virtù presenti nel … Lumen gentium 35
I religiosi: loro opera e significato del … Lumen gentium 42
  Lumen gentium 44
  Lumen gentium 46
  Perfectae caritatis 1
  Perfectae caritatis 5
  Ad gentes 15
  Ad gentes 40
Celibato e … v. Celibato
Attività missionaria e … Ad gentes 1
  Ad gentes 9
Scuola cattolica e diffusione del … Gravissium educationis 8
Strumenti della comunicazione sociale  e la propagazione e il rafforzamento del regno Inter mirifica 2
v. Chiesa; Cristo re

Catechismo della Chiesa Cattolica

La libertà della fede 160
La caduta degli angeli 392
  395
Cristo 436
Il Mistero del Natale 526
« Il Regno di Dio è vicino » 541ss
Gesù e la Legge 577
« Gesù salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente » 659
  664
Cristo regna già attraverso la Chiesa 669
nell'attesa che tutto sia a lui sottomesso 671ss
L'ultima prova della Chiesa 676
Nel Regno e nell'esilio 709
La Pentecoste 732
Lo Spirito Santo - il Dono di Dio 736
La Chiesa - istituita da Gesù Cristo 763ss
Le caratteristiche del Popolo di Dio 782
L'apostolato 865
Il potere delle chiavi 981
Il Cielo 1023
La speranza dei cieli nuovi e della terra nuova 1042
  1050
dalla Chiesa degli Apostoli 1086
Lo Spirito Santo attualizza il Mistero di Cristo 1107
I sacramenti della vita eterna 1130
Segni e simboli 1151
Il tempo liturgico 1164
L'anno liturgico 1168
In sintesi 1187
Come viene chiamato questo sacramento? 1215
Il Battesimo di Cristo 1225
Per la remissione dei peccati 1263
I segni del pane e del vino 1335
L'istituzione dell'Eucaristia 1339
« Prendete e mangiatene tutti »: la Comunione 1386
L'Eucaristia - « Pegno della gloria futura » 1403
La conversione dei battezzati 1427
Riconciliazione con la Chiesa 1443
Gli effetti di questo sacramento 1470
Cristo-medico 1503
  1505
Chi può ricevere questo sacramento? 1579
La grazia dello Spirito Santo 1587
In sintesi 1599
Il matrimonio nel Signore 1615
La verginità per il Regno 1618
Le esequie cristiane 1680
La celebrazione delle esequie 1689
Le beatitudini 1716
La beatitudine cristiana 1720
La speranza 1817
La gravità del peccato: peccato mortale e veniale 1861
La solidarietà umana 1942
La nuova Legge o Legge evangelica 1967
Vita morale e testimonianza missionaria 2046
Il nome cristiano 2159
La povertà di cuore 2546
La preghiera come Comunione 2565
Gesù prega 2603
Gesù insegna a pregare 2612
La preghiera di domanda 2632
« Oggi » 2660
Una nube di testimoni 2683
La preghiera dell'Ora di Gesù 2750
La preghiera del Signore: « Padre nostro » 2759
La preghiera della Chiesa 2770
Venga il tuo Regno 2816
  2818ss
Dacci oggi il nostro pane quotidiano 2830
  2837
La dossologia finale 2855
… di Dio Comp. 107-108; 109; 111; 134; 258; 314; 590

Compendio della dottrina sociale

 

Fedeli laici e Regno di Dio 11
Salvezza e Regno di Dio 49
Chiesa e Regno di Cristo e di Dio 49; 50
Dimensione temporale e Regno di Cristo 50
Regno di Dio e organizzazione definitiva 51
Regno di Dio e socialità umana 51
Rapporti sociali e Regno di Dio 53
Progresso terreno e Regno 55
Beni e Regno di verità e di vita 57
Agire umano e instaurazione del Regno 58
Regno, dono gratuito di Dio 58
Chiesa e lieta notizia del Regno di Dio 60
Dottrina sociale e Vangelo del Regno 63
Regno di Dio, laici e cose temporali 220; 541
Famiglia cristiana e Regno di Cristo 220
Mondo e Regno di Cristo 220
Uomo, Regno di Dio e la sua giustizia 260
Regno, bontà del creato e attività umana 325
Regno, tempo presente e giudizio finale 383
Regno del Messia e regno della pace 491
Cristiano, artefice di pace e Regno di Dio 492
Rito della comunione e Regno di Cristo 519
Promessa divina, mondo e Regno di Dio 578