Le realtà umane

F 39

Parto

Rif.

Il dolore del parto è simbolo del castigo più penoso.
Il peccato di Eva è colpito da questa punizione.
Questo dolore è « liberato » con la venuta al mondo di una nuova vita.
Questa liberazione diventa da allora il segno della salvezza di Dio che trasforma la morte in vita e la sofferenza in gloria.
Del resto, nel parto si trova la sola sofferenza che abbia un senso; così la Chiesa si compiace di vedere le proprie sofferenze come quelle di una puerpera che porta a termine un mondo nuovo.

Testi

Rilievi

Rif.

Ger 4,31
Ger 6,24
Ger 13,21
Ger 22,23
Ger 50,43
Sal 48,7
Is 13,8
Is 26,17
Is 21,3
I dolori del parto sembrano tanto ineluttabili che sono diventati ben presto simbolo di un castigo al quale non si può sfuggire e del quale non si può ridurre il dolore prima di averlo esaurito.

Os 13,13
Is 37,3
Se i dolori del parto si producono senza poter dare alla luce il figlio, si ha il segno dell'aborto dell'economia di Israele che fallisce.

Gen 3,16
In questo contesto bisogna mettere, per comprenderlo, il castigo di Eva.
F 17

Gen 4,25
Gen 35,16-18
Gen 25,21-27
Un'altra concezione si sovrappone a quella del parto-castigo: quella della generazione di una nuova vita.
Bisogna segnalare, a questo riguardo, la parte importante che prendono le circostanze del parto nella vita futura del bambino.

Gv 16,20-21
Is 66,7-15
Mi 4,9-10
Da allora, tra tutte le sofferenze che opprimono l'uomo,
F 3
quella del parto apparirà come l'unica che abbia veramente un significato: mettere al mondo una nuova vita.

Mt 24,8
Così, gli ultimi avvenimenti apocalittici sono presentati come « dolori di parto »: per il loro aspetto punitivo e perché con essi si mette al mondo una nuova vita.
C 64

Rm 8,18-22
Ap 12,1-6
Le sofferenze attuali della Chiesa prendono così valore di sofferenze per la generazione di un mondo migliore ( si noti l'ispirazione di Is 66 citata sopra in Ap 12 ).
La « liberazione » della madre diventa così simbolo della liberazione dei nostri peccati per mezzo del Salvatore.
B 26
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